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28 novembre 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Cultura · Alpi Occidentali · Aree Montane · Italia · Piemonte · Fusta Editore · Narrativa

Linda Cottino

Nina devi tornare al Viso

Storia di Alessandra Boarelli, la prima sul Monviso

La storia della prima donna a raggiungere la cima del Monviso, agli albori dell’alpinismo

Estate 1863. Una settimana prima che la comitiva guidata da Quintino Sella giunga in cima al Monviso, un gruppo di alpinisti anticipa il tentativo italiano alla vetta.
Con loro c’è anche Alessandra Re Boarelli, una 25enne di Verzuolo
Il maltempo e l’indecisione della guida arresteranno il tentativo. Ma se la salita fosse andata per il verso giusto, una donna avrebbe preceduto sulla vetta i fondatori del Club Alpino. E probabilmente la storia dell’alpinismo italiano organizzato avrebbe avuto un inizio diverso da quello che tutti conosciamo. Ad Alessandra, donna colta e libera, il Monviso è comunque entrato nel sangue.
E il 16 agosto 1864, un anno dopo il precedente tentativo, riesce a calcare la vetta della montagna.
Tra storia e narrazione romanzata, il libro “Nina devi tornare al Viso” di Linda Cottino (Fusta Editore), getta un po’ di luce sulla vita, sulla personalità della protagonista e sull’ambiente culturale in cui la donna maturò la decisione di salire sul “Re di Pietra”.

Chi era davvero la giovane pioniera del Viso?

Alessandra Re nasce nel 1838 a Torino da una famiglia dell’antica nobiltà astigiana, con un ramo materno che annovera avvocati e notai. Nina – così è chiamata da tutti – può godere sin dall’infanzia dei privilegi della sua condizione: ha per sé una femme de chambre, studia italiano e aritmetica, pianoforte e danza. S’innamora della musica di Verdi. Legge Lamartine e Walter Scott.
Tuttavia, poiché il destino si accanisce anche su chi invece potrebbe sorridere, la sua giovinezza è funestata dalla morte prematura di entrambi i genitori. Ma presto il matrimonio con Emilio Boarelli di Verzuolo le restituisce serenità e una vita sociale appagante.
Seguendola, ci immergiamo nella sobria quotidianità ottocentesca, nel tempo fulgido dell’Unificazione italiana, dove la Storia è di tutti, non solo delle élite con cui Alessandra incrocia la sua vita.
E poi vi è, la montagna, l’alpinismo.
A cominciare dalla “febbre” che sale attorno alla prima ascensione italiana del Monviso e che contagia anche la giovane Boarelli. Dopo l’intitolazione a lei di un bivacco, l’impresa di Alessandra è stata celebrata nel 2014 da un ciclo di eventi. Quel che rimaneva da fare era togliere la sua figura dal cono d’ombra del più noto Quintino Sella.

Presentazione al “Valsusa Fuori Festival – Effetto Montagna”,  il 14 dicembre

“Nina devi tornare al Viso” di Linda Cottino sarà presentato sabato 14 dicembre 2019, presso la Biblioteca Margherita Hack, via Roma 1/A, a Condove (TO).
L’incontro, che avrà inizio alle ore 18,  è  organizzato nell’ambito del “Valsusa FuoriFestival – Effetto Montagna”, rassegna di avvicinamento alla XXIV edizione del Valsusa Filmfest sul tema della Montagna. L’autrice Linda Cottino, dialogherà con Emanuele Sarti.

L’Autrice

Giornalismo, editoria e montagna sono i cardini dell’attività professionale di Linda Cottino. Ha diretto la rivista ALP, partecipato a un progetto europeo di web tv sull’arco alpino.
Il suo precedente libro, Qui Elja, mi sentite?, ha ricostruito le vicende di una spedizione di alpiniste sovietiche al Pik Lenin nel 1974 ed è stato tradotto in Francia da Les Editions du Mont Blanc di Catherine Destivelle.
Cura la rubrica dei libri per la rivista mensile del Cai Montagne 360 e scrive di alpinismo, trail running e cultura della montagna. Per la casa editrice Edt coordina la collana di guide Marco Polo ed è editor dei fotografici Lonely Planet.


Nina devi tornare al Viso

Autore: Linda Cottino

Editore: Fusta Editore - Salluzzo (CN) - 2019

Pagine: 80

Prezzo di copertina: € 15.9


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