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3 agosto 2011

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SFORZO E MENTE. INTERVISTA A PIETRO TRABUCCHI Lo psicologo delle nazionali italiane di ultra-maratona

Quando il corpo viene spinto oltre ai limiti consentiti cosa accade? Come reagisce la mente? Una risposta a queste domande la danno gli studi effettuati da Pietro Trabucchi, professore incaricato all’Università di Verona e psicologo delle squadre Nazionali Italiane di ultra–maratona.

Con il suo team di ricercatori ha condotto indagini sui partecipanti al Tor des Géants, gara di endurance trail tra le più dure al mondo, 330 km di sentieri alpini, 24.000 metri di dislivello positivo.

Allenamento costante e multidisciplinare, mente allerta e conoscenza profonda di se stessi sono i segreti che rendono gli uomini e le donne dei “giganti” al Tor, ma sono anche abitudini utili per chi “corre” la vita di tutti i giorni.

Nella breve intervista che segue, Trabucchi dà alcuni consigli agli atleti che parteciperanno alla seconda edizione dell’ultra-maratona o a Mini Tor.

Quale allenamento fisico e psichico consiglia a chi voglia cimentarsi nel Tor? E quale per un Mini Tor?

“Il Tor de Géants richiede una lunga preparazione atletica unita all’esperienza: è soprattutto una gara di gestione delle proprie forze e dei propri limiti. Il training atletico può essere affrontato da tanti punti diversi, non esiste una tabella standard: si può arrivare preparati con alle spalle molti chilometri di corsa, ma anche avendo usato la multidisciplinarità (mountain-bike, sci alpinismo, trekking etc..) o con un passato di camminatori di lungo corso in montagna. Il Mini Tor richiede secondo me un po’ di attitudine a faticare, spirito di adattamento e un minimo di gite e trekking nelle gambe”.

Come capire quando fermarsi, quali sono i proprio limiti?
“Non c’è una ricetta. Lo si capisce verificando con curiosità e assiduità le proprie capacità, incamerando esperienze gradualmente sempre più sfidanti. Si comincia da piccole gite e si apre un mondo, si può andare sempre più in là”.

Quali sono i benefici dello sport per la mente? In particolare per chi corre/cammina in montagna?
“Lo sport – per contratto – pone in relazione con sfide e difficoltà, cose da cui società moderna tende sempre più ad allontanare. L’attività fisica rinforza la capacità di generare e perdurare a lungo la motivazione (quello che oggi chiamiamo “resilienza”) impegnandosi su degli obiettivi concreti. L’attività in montagna stimola poi il piacere di farcela, il senso di auto-efficacia, diverso dal piacere di vincere, perché è radicato nel nostro passato di specie immatura (incompleta dal punto di vista cerebrale) e che deve adattarsi all’ambiente. E’ quindi un piacere profondo, legato alla sopravvivenza e radicato nell’origine biologica dell’uomo. Camminare e muoversi nell’ambiente naturale, inoltre, pone in contatto con una serie di elementi “perduti” od offuscati nella vita quotidiana: i ritmi naturali (giorno-notte), la fatica, la percezione dei grandi spazi, la propriocezione del corpo in movimento”.

Che effetti ha l’alta quota sulla mente?
“Sulle Alpi non vi sono effetti perché l’ipossia è modesta, essendo un’ “alta quota” relativa che mediamente rimane poco sopra i 2.000 con picchi di 3000-3.300 metri. I centri specializzati come l’Ambulatorio di medicina di montagna di Aosta hanno infatti registrato casi rarissimi di patologie cerebrali legate al trekking. Siamo lontani dalle quote che raggiungono le escursioni in Sud America, in Tibet o Nepal. Nel caso del trekking alpino l’attività fisica procura su lungo periodo dei benefici notevoli. La modesta ipossia stimola un adattamento del corpo in senso positivo, non è uno stress brutale come accade a quote più elevate”.

Quali cibi consiglia di mangiare/bere per affrontare un Tor? E per un Mini Tor?
“Per gli atleti nel pieno dello sforzo sono necessari carboidrati a rapida assimilazione (zuccheri come quelli contenuti negli appositi gel per sportivi), ma anche grassi e proteine ( insaccati e formaggi). Suggerisco, appena sia possibile, di digerire con relativa calma qualcosa. Per chi affronta un Mini Tor con la possibilità di fermarsi nei rifugi e assimilare i cibi con tranquillità è consigliabile un pasto completo ed equilibrato. Durante il cammino si può assumere frutta secca”.

Quante calorie circa brucia un’atleta uomo che compie il Tor? E una donna?
“A seconda del ritmo, delle soste, delle ore di attività e della temperatura ambientale siamo arrivati a osservare un consumo di oltre 8000 calorie al giorno. La quantità non è determinata tanto dal genere, ma soprattutto dalle dimensioni fisiche dell’atleta. Per cui in termini assoluti le donne non bruciano differentemente dagli uomini. Ci sono poi delle piccole differenze relative al bilancio ormonale, ma in sforzi così lunghi uomini e donne bruciano tutte le risorse possibili e come possono”.

Ci sono persone a cui è sconsigliato intraprendere un Mini Tor?
“I soggetti che hanno un’indicazione medica specifica in tal senso, ma ritengo siano veramente una minoranza. Si tratta in genere di individui con in atto qualche problematica medica in acuto. In compenso questo tipo di attività “slow” ha un grande valore preventivo e perfino riabilitativo valido per molti”.

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