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7 agosto 2009

Alpinismo e Spedizioni · Climbing · Eventi · in evidenza · Alpinismo e Spedizioni · Climbing · Vertical

SI È SPENTO RICCARDO CASSIN Pioniere dell’alpinismo moderno

Fonte: www.cassin.itRiccardo Cassin si è spento. Ne danno il triste annuncio la famiglia e la fondazione a lui dedicata.

Solo pochi mesi fa tutto il mondo della montagna e con esso Mountainblog ne celebrava il centenario ed Italo Zandonella Callegher  nel suo blog d’autore ne esaltava le eroiche imprese, ed ora il grande vecchio dell’alpinismo italiano ci ha lasciati. E’ successo ieri, giovedì 6 agosto, nella sua casa di Pian di Resinelli in provincia di Lecco. I funerali si terranno nella Chiesa Parrocchiale di Maggianico domani pomeriggio, sabato 8 agosto.

Riccardo, nato a Savorgnano del Friuli il 2 gennaio 1909, è stato uno dei primi a confrontarsi con l’arrampicata in chiave moderna e, come si ricorda sul sito a lui dedicato al suo nome sono legate imprese e ricordi che lo pongono a giusto titolo nella ristretta cerchia di coloro che hanno scritto la storia dell’alpinismo.
A distanza di anni e nonostante gli attuali materiali permettano salite più veloci e sicure, molti degli itinerari tracciati da Cassin durante gli anni ’30 sono ancora oggi duro banco di prova per i praticanti di questa disciplina…”.
L’alpinismo italiano è oggi “indissolubilmente legato alla figura dell’uomo Riccardo Cassin, incarnazione della grande determinazione, dello spirito di sacrificio, della forza e del coraggio dell’uomo che va in montagna”.

La lista delle sue imprese non ha eguali, avendo risolto, grazie alla sua tenacità e decisione, i maggiori problemi alpinistici del ‘900, sia sulle Dolomiti che sulle Alpi Occidentali.
Il 1934 e il 1935 sono gli anni migliori per l’alpinista friulano: compie infatti la prima ascensione della Piccolissima delle Cime di Lavaredo e, dopo aver ripetuto la grande via di Emilio Comici sulla parete nord-ovest del Civetta, scala il fantastico spigolo sud-est della torre Trieste. Con Vittorio Ratti apre una via di estrema difficoltà sulla parete nord della Cima Ovest di Lavaredo, impresa ambitissima dopo che nel 1933 i cortinesi Angelo e Giuseppe Dimai e il triestino Emilio Comici avevano salito la Nord della Grande.
Nel 1937 Cassin sposta la sua attenzione al granito delle Alpi Centrali compiendo la prima salita dell’enorme parete nord-est del Pizzo Badile assieme a Ratti ed Esposito, impresa per la quale il C.O.N.I. gli assegnò la medaglia d’oro al valore atletico.
Nel 1938 nel massiccio del Monte Bianco compie quella che, molto probabilmente verrà ricordata come la sua migliore impresa: con Tizzoni ed Esposito, risale lo sperone Walker della parete nord delle Grandes Jorasses.
Il dopoguerra vede Cassin impegnato come organizzatore e capo-spedizione. Dopo la discussa esclusione dalla spedizione nazionale al K2 capitanata da Ardito Desio, nel 1958 guida quella che porta sulla vetta del Gasherbrum IV Walter Bonatti e Carlo Mauri. Nel 1961 capeggia una spedizione al monte McKinley che culmina con l’apertura dell’immensa parete sud della montagna e con l’arrivo in vetta di tutti i membri della spedizione. Nel 1975 guida la spedizione alla parete sud del Lhotse, a cui partecipa anche Reinhold Messner.
Nel 1987, a 78 anni di età, Cassin ripeté la salita al Pizzo Badile di mezzo secolo prima, impresa che lo aveva consacrato tra i più forti alpinisti del Novecento.

  • filip

    pace all’anima sua.

  • frank

    100 anni. xera anca ora !

  • Rokko Romeo

    la storia la fa l’uomo ! la vita straordinaria di quest’uomo lo fa direttamente il suo nome; ogni pagina che sfogli della sua vita è un’ avventura che nessun’ altro la rifarà. Oggi con le tecniche moderne, sono più avvantaggiati nelle imprese di montagna, con Riccardo Cassin era già impresa ad ogni passo che faceva. Quindi il mio commento rimane come uno slogan per chi ama la montagna : la storia dell’ uomo nella montagna rimarrà eterna scolpita nella vita

  • riccardo

    se n’è andato un simbolo, un esempio per molti giovani che oggi non sanno più scalare nemmeno la montagna della loro vita e si perdono nel fondovalle dell’ indifferenza e dell’ inutilità.
    Studiate la vita di Riccardo, ragazzi…e imparate da lui!

  • ALBERTO VIERI

    Stimatissimo di Riccardo,quale presidente del C:A:I: Lecco,il quale di suo pugno mi onorò iscrivendomi al C:A:I: Lecco,invio un alpinistico e amichevole saluto ad un grande maestro e uno dei più forti arrampicatori dell’epoca insieme a Josve Aiazzi,Andrea Oggioni ( benchè io non ho avuto modo di conoscerlo,come altrettanto Walter Bonatti. Riccardo ho avuto modo di conodcerLo con la sua venuta straordinaria a Prato,che in quell’occasione siamo divenuti amici.Come ex alpinista e istruttore di roccia,doverosamente esprimo anche se con ritardo le più sentite cordoglianze alla famiglia.Alberto Vieri Prato.