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26 febbraio 2016

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Silenzio, poesia e rifugi

In questi giorni mi sono passati tra le mani gli ultimi due volumi della collana dei quaderni di Etica dell’alpinismo del GISM, il Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.

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Sfoglio le prime pagine de Il silenzio custode di poesia, l’undicesimo quaderno della collana, a opera di Massimo Dorigoni. Subito vengo attratto dal primo capoverso che, simile a un aforisma, mi coglie quale lettore nel mio intimo.

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Si tratta solo di un libricino, ma è carico di contenuti e spunti profondi. Il testo è scorrevole e parte da un punto inseguendo se stesso sino a ritrovarsi. Vengono citate le parole di Alcmane, Petrarca, Carducci, Volta, Pascoli, Pavese, papa Francesco, Bonatti, Messner… Dal VII a.C. ai giorni nostri, in uno sfogliare di facciate quasi irrequieto, unico rumore udibile. Un meta libro oserei dire, che si conclude con la poesia “In Silenzio” di Lucio Fedele.

Leggo e rileggo il volume e la mia mente corre sulle tante pagine invisibili, quelle che il testo richiama e fa riemergere senza che siano scritte. Semplice ma non facile, diretto, chiaro, curioso: è un libro che consiglio.

Non mi fermo quindi e passo al successivo quaderno, il dodicesimo, scoprendo che anch’esso è di Massimo.
Il rifugio perduto Suscita interesse in me già a partire dal titolo.

Anche per questo viaggio di carta e anima devo preparare la valigia dei ricordi, ora vuota, presto piena. Leggo di molte zone alpine, tra crode e ghiacciai, grandi nomi e aneddoti che li rendono più divini e al contempo più umani. Tante storie che albergano sotto a una casa per il corpo e per l’anima chiamata riparo, rifugio, capanna o in qual’altro modo s’identifichi quella sensazione mai dimenticata che ha il bimbo quando pensa alla mamma.

Mi chiedo quindi: ma chi è Dorigoni?

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Alpinista trentino classe ’73, ha scritto e pubblicato tre volumi di poesia in vernacolo: “La trinità trentina – Cròzi, vigne e sacri sentimenti”, Curcu e Genovese Editore Ottobre 2009, “La me tèra, le me raìs – emozioni trentine”, promosso da A.P.S.P fond. Montel Ottobre 2013 e “La tor de Babele – nostrana e furesta”, promosso da A.P.S.P. fond. Montel Ottobre 2015, (questo ultimo libro è servito a raccoglier proventi donati in beneficenza all’associazione di volontariato internazionale “Ciao-Namaste” a favore dei terremotati del Nepal).

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Oltre ad aver composto articoli per riviste tematiche di notevole importanza e aver vinto svariati premi letterari, una ventina dal 2004 a oggi, è uomo d’azione. Massimo è un componente del corpo istruttori scuola di alpinismo “G.Graffer” S.A.T.- C.A.I. Ha partecipato alla spedizione al Cerro Catedral nel 1999 e ha arrampicato in Francia, Croazia, sud America e Austria.
Iscritto allo Sci-club Rujoch Pinè, è istruttore della scuola nazionale nordic walking.

…capisco il perché mi siano piaciuti questi due quaderni: essi parlano mediante la voce di un poeta che ha conosciuto personalmente e avvertito nel proprio intimo gli elementi di cui discorre. Caro Massimo seguirò le tue pubblicazioni e le consiglierò perché penso davvero che siano davvero meritevoli.

Christian Roccati
SITOFACEBOOK