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1 settembre 2009

Alpinismo e Spedizioni · Mountain Partner · Val di Fiemme · Alpinismo e Spedizioni · Vertical

VAL DI FIEMME: DUE GUIDE ALPINE DEDICANO UNA NUOVA VIA AL CRISTO PENSANTE

cristo.bmpFra le Pale di San Martino, le guide alpine Aldo Leviti del gruppo Dolomiti Fiemme e Fassa e Diego Filippi del Collegio del Trentino hanno aperto una nuova via lungo un pilastro inesplorato che i due alpinisti hanno intitolato “Cristo Pensante” in concomitanza con l’inaugurazione del trekking ideato dal loro amico Pino Dellasega sulla Cima Castellazzo al Passo Rolle.

La nuova via è alta 500 metri e ha una difficoltà di sesto grado. La si può affrontare in circa otto ore sulla Cima dei “Bureloni” nel versante Ovest delle Pale, verso la Val Venegia.
Aldo Leviti racconta come è nata l’idea di aprire la via in quel luogo e descrive le difficoltà incontrate:

L’amico Pino Dellasega, lo scorso anno, mi disse di aver individuato un viso impresso naturalmente sulla roccia della cima dei Bureloni che assomigliava in modo impressionante al volto della sua statuetta del Cristo Pensante, acquistata anni fa in Polonia. Un giorno mi indicò il volto impresso sulla roccia. Con sorpresa notai che coincideva con un mio vecchio progetto alpinistico che puntava ad aprire una via per raggiungere la cima di un pilastro che forma una piccola cima ancora inviolata. L’idea si fece più intrigante e decisi di portarla a termine, proponendola all’amico Giovanni Romano, con il quale riuscimmo ad arrivare, dopo una lunga giornata di arrampicata, poco sotto metà parete. Per vari motivi, quest’anno Giovanni non è riuscito a trovare il tempo per terminare la scalata e io volevo concluderla entro il 29 luglio, giorno dell’inaugurazione della statua del Cristo Pensante posta sulla cima della Castellazzo. Durante il mese di luglio sono salito due volte fino alla base della parete per portare materiale alpinistico e verificare se l’attacco era possibile nonostante la frana di grosse proporzioni che lo scorso autunno sembrava aver compromesso la possibilità di un’ascensione. L’attacco era possibile ma l’inizio della via era coperto da 5 metri di neve. E’ stato necessario usare i ramponi. Il problema era logistico oltre che tecnico. Il materiale lasciato sulla cengia, a 50 metri dalla base, era totalmente sepolto sotto la neve e irrecuperabile. Dovevo riportare su tutto.La seconda volta che tornai all’attacco della via dovetti aprire in solitaria anche una variante per evitare i camini percorsi lo scorso anno ora intasati dalla neve. Fortunatamente, l’amico Diego Filippi, che è uno dei più forti alpinisti della nostra regione, aveva tempo e voglia iniziare l’avventura. Così, la mattina del 23 luglio, la sveglia ha suonato alle ore tre e ha segnato l’inizio di una giornata memorabile. Avevamo mille incognite nella testa. Abbiamo attaccato sotto sferzate di un vento patagonico che più volte ha messo a repentaglio la nostra vita. Le raffiche ci facevano perdere l’equilibrio già precario per via delle difficoltà elevate della parete. In cima venivamo colpiti in faccia dai detriti rocciosi trascinati dal vento. Abbiamo affrontato la discesa, in corda doppia, con il cuore in gola. Il vento portava lontano le corde dalla linea di discesa. Abbiamo temuto che si incastrassero. Questo ci avrebbe impedito di continuare la discesa. Alle 21 eravamo di ritorno esausti ma consapevoli di aver fatto una bella via, la Via del Cristo Pensante. Nella speranza che aiuti noi, poveri uomini, a superare conflitti, sopraffazioni e intolleranze”.Per maggiori informazioni:
Apt Val di Fiemme
Tel. 0462 341419 – 0462 241111
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