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6 Maggio 2019

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Krzysztof Wielicki: “I polacchi hanno avuto fame di scrivere la storia dell’alpinismo”

Intervista, riprese video e montaggio: Mirko Sotgiu

Il polacco Krzystof  Wielicki, classe 1950, è una leggenda dell’alpinismo mondiale. E’ stato il quinto uomo a salire tutti i 14 Ottomila del pianeta  tra il 1980 e il 1966 e il primo a conquistare in inverno tre Ottomila: l’Everest, nel 1980 con Lesek Cichy (anche il primo ottomila ad essere scalato in inverno), il Kangchenjunga nel 1986 con Jerzy Kukuczka, e il Lhotse nel 1988, in solitaria.

In questa intervista, realizzata da Mirko Sotgiu nell’ambito del 67° Trento Film Festival, Wielicki parla dell’alpinismo polacco.

“I polacchi, dal 1950 al 1964, non hanno realizzato grandi exploit: la maggior parte delle grandi montagne, in quegli anni, furono scalate da altri “, racconta il celebre alpinista.

“Negli anni ’70, con vecchi amici abbiamo pensato di fare qualcosa per scrivere la storia dell’alpinismo… Tutte le montagne erano state salite –  spiega Wielicki – qualcuno ha pensato, forse dobbiamo iniziare a scalare le vette più alte in inverno… Era una possibilità.”

Wielicki ha guidato la spedizione invernale al K2, lo scorso anno. L’ultimo ottomila ancora inviolato nella stagione più fredda non è stato vinto ma, in tale occasione, parte del suo team ha preso parte alle operazioni di salvataggio dell’alpinista francese Elisabeth Revol sul Nanga Parbat.

Sempre nel 2018, Wielicki ha ricevuto il Premio Principessa delle Asturie per lo Sport, insieme al collega Reinhold Messner, per aver incarnato l’essenza dell’alpinismo attraverso le numerose spedizioni in Himalaya e aver compiuto grandi imprese. Il più importante premio spagnolo viene assegnato in vari settori e consegnato annualmente a Oviedo da re Felipe VI di Borbone.

 

Simonetta Quirtano

 

 

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