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6 luglio 2018

Climbing · Vertical · Video Action · Italia · Veneto

VIDEO. Andrea Lanfri, l’uomo “più forte della meningite”, tenterà la Cima Grande di Lavaredo

Fa parte della Nazionale Paralimpica Italiana di atletica leggera: è Andrea Lanfri. Ha al suo attivo 11 titoli italiani, un bronzo europeo e un argento mondiale a Londra, vinto lo scorso anno.

Appassionato di arrampicata e climber da anni, si sta preparando per una nuova sfida: salire la Cima Grande di Lavaredo, seguendo lo Spigolo Dibona, impresa che tenterà utilizzando solamente i pollici e due protesi speciali, costruite da lui stesso.

Andrea non ha le gambe, e delle due mani solo tre dita funzionanti. “La cosa più importate c’è: la testa e la voglia di fare – dice l’atleta –  Il resto sono solo optional, non strettamente necessari. Si possono rimpiazzare”.

“Sono il primo ragazzo mondiale amputato ai quattro arti che pratica arrampicata libera, grazie a delle protesi particolari, da primo di cordata a livello alpinistico”.

Spiega Andrea: “Partiremo da quota 2320, sul versante nord-est il dislivello complessivo è di 700m. .Il grado attorno al IV+. “Non salirò con una guida o altro, ma insieme al mio compagno di cordata a tirare la via a comando alternato”.

La scalata sarà effettuata con il suo gruppo di amici climber “I Malati di Roccia”

Andrea tenterà la scalata tra fine agosto e i primi giorni di settembre, subito dopo gli Europei di atletica a Berlino. Non sarà solo: “In gruppo un buon numero di amici arrampicatori, i “Malati di Roccia”: Simone, Sara, Gabriele, David, Elisa, Il Bura, Giacomo, Matteo e Arianna. Ma la vera e propria salita – specifica l’azzurro – la condividerò molto probabilmente con Gabriele Betti. Dietro di noi si aggiungeranno altre cordate indipendenti. Voglio evitare una cordata a tre perché a due è molto più veloce. Comunque è aperta a tutti gli amici che vogliano anche semplicemente passare del tempo fra la natura e al rifugio. La carica è il tifo: sono i benvenuti. Inoltre sarà presente un troupe che farà riprese aereo con drone, oltre a foto in parete. L’impresa sarà documentata e pubblicata su alcuni mensili di montagna”.

Perché la Cima Grande? “Da piccolo le ammiravo sempre in foto. Da quando ho iniziato ad arrampicare le ho sempre guardate con stupore, avevo già in programma di salire: è arrivato il momento giusto. Partiremo alle prime luci del sole, abbiamo a disposizione l’intera giornata.  Dovremo impiegarci 5 ore”.

Le prime riprese e i primi allenamenti sulle Dolomiti

Andrea Lanfri in Dolomiti, Cima Grande di Lavaredo. Foto: Andrea Puviani

Andrea Lanfri in Dolomiti, Cima Grande di Lavaredo. Foto: Andrea Puviani

Finora Andrea aveva scalato le vette delle sue amate e bellissime Alpi Apuane, tutte conquistate e riconquistate. In genere si allena nella sua zona proprio sulle falesie e pareti delle Alpi Apuane.

Spiega Andrea: “In Dolomiti le prime riprese (con drone), sono state fatte il 16 17 giugno, dove abbiamo  salito 1/3 delle vie: Normale e Spigolo Dibona, un sopralluogo necessario anche per la scelta del “piede” da utilizzare per ottimizzare il tutto“in vista della salita alla cima, ho realizzato alcune salite in Dolomiti molto più facili e brevi per una sorta di allenamento e per provare alcune modifiche che sto apportando alle protesi. Sono in cerca disperata di sponsor, non ho bisogno di cifre astronomiche ma un piccolo aiuto non farebbe male vista la quantità di protesi che rompo in parete (sorride, ndr”).

E poi c’è il sogno: “Dico semplicemente El Capitan, l’iconica parete di granito alta quasi mille metri del Parco Nazionale di Yosemite: un sogno molto arduo. Ma in futuro non si sa mai”.

Breve biografia di Andra Lanfri

Andrea Lanfri. Fonte: lanfriandrea.it

Nato a Lucca il 26 novembre nel 1986, all’età di 29 anni, è vittima di una grave malattia, nel gennaio 2015, meningite con sepsi meningococcica nel quale perde entrambe le gambe, e sette dita della mano.

Nel 2016 inizia a correre con un paio di protesi in fibra di carbonio, acquistate grazie ad una campagna di crowdfunding online, diventando così il prima atleta uomo italiano della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori sotto i 12 secondi nei 100 metri piani. Nel 2017 oltre al debutto nell’atletica dell’anno precedente vi è anche il suo ritorno su roccia, sport praticato prima della malattia.

 

Simonetta Quirtano

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