IL FRATELLO CHE NON SAPEVO DI AVERE. Omaggio di Messner a Walter Bonatti

Il fratello che non sapevo di avere. Messner racconta Bonatti

Reinhold Messner racconta per la prima volta,  la vera storia di Walter Bonatti, un alpinista di straordinario spessore morale, un uomo capace di resistere alla delusione, alla rabbia e perfino di sopravvivere alla morte grazie a un amore sconfinato e autentico per la montagna. Si incontrano per la prima volta nel 2004, eppure le loro vite si erano incrociate già molti anni prima. Da ragazzo Reinhold Messner guardava a Walter Bonatti come a un modello di coraggio e integrità, quando nel 1971 scoprì che gli aveva dedicato il suo libro “I giorni grandi”, riconoscendolo come il suo allievo.

Molte cose accomunano questi due uomini che hanno scalato le più alte vette del mondo: l’approccio alpinistico tradizionale, senza ossigeno; la ricerca della solitudine anche nelle situazioni più estreme; le accuse ingiuste, a Bonatti nella discussa vicenda del K2, a Messner dopo la spedizione del Nanga Parbat in cui perse la vita il fratello Günther; infine la definitiva – sebbene tardiva – riabilitazione, quando l’inconfutabile verità storica venne accertata.

Il libro

Nel nuovo libro “Il fratello che non sapevo di avere” (Mondadori Electa, 2013), che Reinhold Messner dedica a Walter Bonatti, l’alpinista altoatesino mette in parallelo le loro vite attraverso diversi registri narrativi: la cronaca della lunga notte tra il 30 e il 31 luglio 1954 sul K2, in cui Walter Bonatti rischiò di perdere la vita e la dignità, un evento cruciale che ha condizionato tutta la sua esistenza di alpinista e di uomo; la biografia di Bonatti, ricostruita da Sandro Filippini in forma romanzata con l’ausilio di documenti d’epoca e di testimonianze dirette; infine il racconto in prima persona di Messner, che commenta la vicenda alpinistica e umana dell’amico, confrontandola con la propria.

 

 

“Il fratello che non sapevo di avere”
Autori: Reinhold Messner – Sandro Filippini
Editore: Mondadori Electa, Milano – ottobre 2013
Collana: I luoghi e la storia
Pagine: 287
Prezzo di copertina: 24,90 €

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“SPOSTARE LE MONTAGNE”
Come si affrontano le sfide superando i propri limiti

Questo libro nasce con l’obiettivo di estendere le esperienze dell’alpinismo estremo a un ambito più vasto, in quanto ogni spedizione rappresenta un ottimo esempio di come ognuno di noi può imparare ad affrontare le sfide, non solo nel campo del lavoro, andando oltre i propri limiti.

Tutte le memorabili avventure di Messner, infatti, sono state realizzate grazie alla sua eccezionale concentrazione, resa incrollabile da una filosofia di vita prima ancora che da una tecnica agonistica.

L’allenamento mentale, la capacità di scoprire e sviluppare le proprie risorse, la saggezza di capire che non esiste coraggio senza paura, il fallimento considerato come punto di partenza per nuove conquiste, l’importanza della motivazione per riuscire a superare i propri limiti sono solo alcuni dei moltissimi spunti di riflessione trattati nei capitoli del libro.

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“AVVENTURA AI POLI”
L’eterna corsa ai confini del mondo

Nell’ambito delle sfide estreme, accanto alle conquiste di cime inviolate un posto di rilievo è occupato dall’eterna ricerca da parte dell’uomo della “fine del mondo”.

I ghiacci eterni rappresentano infatti da sempre il non-luogo più ambito con cui si sono misurati da oltre un secolo grandi pionieri ed esploratori, mossi dal desiderio irrefrenabile di un’avventura ai limiti delle possibilità umane.

Pagina dopo pagina scorrono le imprese artiche di Julius Payer, Fridtjof Nansen, del Duca degli Abruzzi, di Nobile e Amudsen, senza dimenticare la celebre disputa tra Robert Peary e Frederick Cook, che per decenni si attribuirono il primato della conquista della massima latitudine nord.

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“ENIGMA HIMALAYA. INVENZIONE, ESPLORAZIONE, AVVENTURA”
La straordinaria storia della scoperta dell’Himalaya

Roberto Mantovani, autorevole storico della montagne, e Kurt Diemberger, protagonista di grandi scalate tra gli anni ’50 e ’80, raccontano la straordinaria storia della scoperta dell’Himalaya, della sua esplorazione geografico-scientifica, del confronto geopolitico tra la Russia zarista e l’Impero Britannico di cui fu oggetto, delle imprese alpinistiche che ne hanno fatto uno dei luoghi simbolo dell’avventura umana.

Dalle prime esplorazioni compiute dalle popolazioni indigene fino al Great Game, la guerra di spie tra britannici e russi per il controllo dell’Asia centrale, topografi, esploratori sotto mentite spoglie (i famosi pundits asiatici addestrati dai britannici) e viaggiatori si sono avventurati in quell’immensa barriera montuosa tra India e Asia, un’area larga quasi 500 chilometri.

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DOLOMITI, PATRIMONIO DELL’UMANITA’
Panorami esteriori e interiori

Il 26 giugno 2009 le Dolomiti sono state iscritte nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco grazie alla loro bellezza paesaggistica e al loro valore geologico e geomorfologico.

La verticalità delle ripide pareti di roccia con il loro colore giallo-grigio, e l’orizzontalità dei verdi pascoli al di sotto conferiscono alle Dolomiti un carattere di unicità“, scrive Reinhold Messner in questo volume, omaggio alla bellezza di un capolavoro della natura frutto della tormentata orogenesi, in un processo iniziato circa 300 milioni di anni fa.

La loro storia inizia con la “scoperta” avvenuta verso la fine del XVIII secolo, quando lo scienziato illuminista Déodat de Dolomieu identificò le particolarità del minerale che compone queste formazioni rocciose, note tra le popolazioni locali come Monti Pallidi, che da lui presero il nome.

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