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26 settembre 2012

Ristoranti · Senza categoria · Andria · burrata · Felice Sgarra · granita · hamburger · ostrica · Puglia · sgombro · sorbetto · Umami

A dieci chilometri dalla costa

-Anche tu in Puglia?
Ma perchè tutti in Puglia???-

Ok, lo ammetto.
Anch’io sono stata in Puglia.
Non perché fa bello…
Ma perché è bello!

Questo ristorante lo scopro grazie ad un suggerimento fidato.
Solo ed esclusivamente grazie a quello.
Perchè non seguo “La prova del cuoco”.
E perché se penso alla Puglia (io) penso al mare. Al sole. A.
Ed ecco che sbaglio…
Perchè a 10 chilometri dalla costa c’è Andria.
E ad Andria c’è Umami.
E da Umami c’è una grandissima cucina.

Già l’ingresso mi convince.
Con un’insegna raffinata.

Un ingresso essenziale.
Che lascia spazio ed enfatizza la bellezza della villa di fine 800.

Ed una sala esterna che sa di vacanza.
Di pescato. E di pescatori.

L’accoglienza è ottima.
E in quest’ambiente, sobrio e raffinato, si sta proprio bene.
Scelgo il menù degustazione.
35 euro.
Per una materia prima del territorio.
E di grandissima qualità.

Oltre ai taralli, e ai pani,
che già da soli meriterebbero una visita (e i 35 euro),
dalla cucina arriva il benvenuto.
Spuma di ricotta, aspretto di pomodoro, borragine fresca, zenzero caramellato, uova di salmone e olio.
Bellissima agli occhi. E buonissima in bocca.
Si muove tra dolcezza e freschezza.
La ricotta, il pomodoro, le uova, … tutto diventa lungo lungo.

E poi arriva lei.
La burrata di Andria. Con ostrica rossa di Gallipoli, dadini di mela verde all’aceto di lamponi e granita di sedano.
Qui un sorriso di soddisfazione (quasi di felicità) esce spontaneo.
C’è il barocco della burrata.
La sensualità dell’ostrica.
E la vivacità della granita.
Mi sembra di mangiare un quadro di Botero.

Poi l’hamburger di pesce.
Prima di assaggiarlo mi chiedo perché, ultimamente, tutti i grandi chef propongono l’hamburghino rivisitato.
Ma è una domanda che dura mezzo secondo visto che non vedo l’ora di assaggiarlo.
È così invitante. Pieno di colore. E di morbidezza visiva.
Buono.
Peccato solo che la dolcezza del pane copra un po’ quella del pesce.
Ma è proprio una sottigliezza.

Poi una pasta fatta e presentata divinamente.
Ed un secondo importante.
Lo sgombro cotto su sale. Con patate, bietole, crema di carote rosse e polvere di ceci neri di Altamura.
Elegante, potente, pieno.

Ed ora questo sorbetto arriva proprio al momento giusto.
(La foto è terribile… sorry).

Prepara la bocca e le papille al dolce.
Anzi, ai dolci.
Pienezza. E leggerezza.
Dolci di gola. Ma intelligenti.

Terminata la cena mi sposto nella zona giardino.
Per gustarmi ancora di più l’atmosfera che questa struttura offre.

Io rimarrei qui.
Vorrei rimanere qui.
Perchè si sta proprio bene.
Ma la curiosità è femmina e così quando lo chef, Felice Sgarra, si offre di farmi vedere il non ancora visto accetto con enorme entusiasmo.
L’interno è bellissimo.
Ma quello che cattura completamente incredibilmente magneticamente la mia attenzione è l’orto.
Del quale, volutamente, non allego nessuna immagine.
Perchè non si può spiegare. Ma solo visitare.

Purtroppo guardo l’ora e mi rendo conto che è tempo di andare.
Mi sento già un po’ triste ma c’è una gentilezza per me che arriva dalla cucina.
Una pagnotta. Di pane. Di quello vero.
Di quello che solo toccandolo sa di buono. E di Sud.

Pagnotta che molto orgogliosamente porto a casa. Quasi fosse un trofeo.
Pagnotta che condivido con gli amici.
Per far respirare anche a loro un po’ di Puglia.
Quella di “a 10 chilometri dalla costa”.

Ristorante Umami
Via Trani 103
Andria BT
Tel. 0883 261 201
www.umamiristorante.it

Il consiglio: farsi raccontare da Felice il pensiero che c’è dietro all’orto.
E assaggiare insieme a lui i prodotti che questa terra produce.

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