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18 Febbraio 2015

Uncategorized · Christian Roccati · sulle alte vie del tor des géantes

Ho letto Sulle alte vie del Tor des Géants

Mesi… un bel po’ di tempo è passato dalle ultime recensioni… poniamo rimedio con questo tomo, visto quanto alta è diventata la pila dei volumi di cui parlare… e in considerazione di quanto esso lo meriti!

cesare lombardo

Ho tra le mani un libro dal formato accattivante, di un’ottantina di pagine, che parla di una grande avventura in terra italiana.

Tor des Géants, la sfida delle sfide per alcuni trail runner, un viaggio all’interno della propria coscienza per altri. Entrambe le cose per Cesare Lombardo, autore e protagonista di questo bel testo, un gigante buono genovese, classe 1967, che rende onore all’antico nomen omen.

Il sottotitolo di per sé, vale più di qualsiasi mia recensione. “Viaggio al confine tra sogno e realtà”.

Si tratta di una storia che ha un capo alla partenza e una coda nello stesso luogo, dato che questo grande tour, ha inizio e fine a Courmayeur. Si tratta della gara di trail running, impropriamente definita “corsa in montagna”, più dura al mondo.

330 km e 24000 metri di dislivello positivo da effettuare in 150 ore… Il luogo?
Non può che esser la Reina delle Montagne… la Valle d’Aosta.

Questo è il racconto di quell’avventura che comprende una storia di fratellanza e l’onore della lotta in balia con i propri credi e le più impensate allucinazioni. Cesare affronta con determinazione ogni centimetro di quel terreno, senza risparmiare mai il battito del suo cuore, per lasciarlo entrare in risonanza con il Tutto. Dal testo traspare una simbiosi catartica con la natura e contemporaneamente una religiosità di profonda radice.

La mano dello scrittore va di pari passo con il rimbalzo del piede in una corsa di riga in riga, dalle più alte vette alle più profonde paure. Un volume da centellinare o da leggere tutto in un fiato per fruire appieno di una grande magnificenza, dai cieli stellati ai tramonti, dalle creste ai bivacchi, sino al finale, la riscoperta del vero amore che nemmeno Jon Krakauer era riuscito a dipingere appieno in “Nelle terre estreme”.

Quale può essere il difetto di un libro così? Ebbene si, uno c’è a mio parere… Cesare è troppo umile: un grandissimo pregio, ma un rischio nella stesura di un volume. Se avesse osato un poco di più, raddoppiando il libro con sue sensazioni, (che forse teme non interessino al lettore), l’ipotetico egli si sarebbe calato davvero in quel paradiso infernale estremo che è il Tor in realtà, entrando ancora più in contatto con tutta quella natura che offre. Lo stie di scrittura stesso poteva ben vantare un pizzico di convinzione in più, che non sarebbe guastata.

In sintesi, questo bel volume, poteva esser magnifico, e auspico un’edizione ampliata che lo renda tale. Ma questo neo non sposta di un millimetro la mia opinione: è un libro che dovete leggere assolutamente!

Christian Roccati
SITOFACEBOOK

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