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7 luglio 2015

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MONTAGNA SACRA. In mostra sua maestà il Monte Bianco. Val Ferret, 18 luglio-23 agosto 2015

Le Maison de Judith. Fonte: press mostra "Montagna Sacra"

Le Maison de Judith. Fonte: press mostra “Montagna Sacra”

MONTAGNA SACRA: DA PISTOLETTO A TREMLETT, DA NONAS A BOTTA. IN MOSTRA ANCHE IMMAGINI E VIDEO INEDITI DI WALTER BONATTI

“Il Monte Bianco in antico segnava un confine invalicabile, oggi è un ponte tra i popoli, non li separa ma li abbraccia; è la Montagna Sacra, simbolo dell’unità del continente Europa” spiega Glorianda Cipolla, ideatrice dell’esposizione di arte contemporanea intitolata, appunto, “Montagna Sacra”, visitabile in Val Ferret a partire dal 18 luglio e fino al 23 agosto. “La Montagna Sacra richiama anime a cui piace l’introspezione, apparentemente “vagabondi dell’inutile. Grandi artisti il cui contributo si potrà ammirare a pochi km da Courmayeur, in due baite da fiaba affacciate sul Monte Bianco”.

Pra Sec, quota 1623 metri: siamo nella verde Val Ferret, una delle vallate laterali di Courmayeur, che si affaccia sul massiccio del Monte Bianco, ai piedi delle poderose Grandes Jorasses. Nessuno si aspetterebbe di scovare proprio qui, tra prati, larici secolari, torrenti e chalet alpini, un patrimonio artistico di rilievo internazionale: opere di David Tremlett, Michelangelo Pistoletto, Gregorio Botta, Richard Nonas, Stefano Arienti, Sabrina Mezzaqui, installazioni e tele che dialogano con il paesaggio.

Mostra "Montagna Sacra". Opera: Castello. Artista: Stefano Arienti. Fonte: press mostra

Mostra “Montagna Sacra”. Opera: Castello. Artista: Stefano Arienti. Fonte: press mostra

Il pubblico potrà ammirarle a partire dal 18 luglio, quando, alle ore 14.30, sarà inaugurata “Montagna Sacra”, la raffinata esposizione di arte contemporanea proposta per il secondo anno consecutivo dall’associazione culturale Art Mont Blanc.

La mostra, ad ingresso libero, resterà aperta fino al 24 agosto, tutti i giorni (11.30 – 16.30).

LES MAISONS DE JUDITH: UNA MOSTRA NELLE TIPICHE BAITE DI MONTAGNA, ESISTENTI DAL 1740

Il cuore di “Montagna Sacra” sono “Les Maisons de Judith”, le caratteristiche baite lungo la Dora, tipiche costruzioni di montagna in pietra e legno, già esistenti come fienili nel 1740, raggiungibili in un quarto d’ora d’auto o di navetta dal centro di Courmayeur. Glorianda Cipolla, valdostana dallo spirito inquieto e nomade, già nazionale di sci e attuale capo delegazione dei FAI per la Valle d’Aosta, è l’anima questo progetto. La mostra è realizzata grazie ai prestiti gentilmente concessi dalla Galleria Continua, dalla Repetto Gallery, dall’archivio Cosimo Zappelli e da collezioni private.

LA MONTAGNA SACRA: IL MONTE BIANCO

La “Montagna Sacra”, naturalmente, è sua maestà il Monte Bianco: l’esposizione raccoglie fotografie, video installazioni, sculture e pitture murali di una decina di autori di fama internazionale che hanno voluto dedicare parte del loro lavoro al Tetto d’Europa. Il gigante incontrastato delle Alpi è un simbolo forte e potente, un richiamo irresistibile per molti: fin dall’800 ha attirato non solamente alpinisti, ma anche artisti, specialmente pittori, ma non solo. Da qui la sacralità del titolo: salire su una montagna è una metafora perfetta per l’evoluzione spirituale, ma anche per il processo creativo alla base di ogni opera d’arte.

Glorianda Cipolla e Walter Bonatti. Fonte: press mostra "Montagna Sacra"

Glorianda Cipolla e Walter Bonatti. Fonte: press mostra “Montagna Sacra”

IN ESPOSIZIONE, ANCHE IMMAGINI INEDITE DI WALTER BONATTI

Quest’anno l’esposizione viene organizzata in collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano Valle d’Aosta: oltre alle opere di artisti internazionali, verranno esposte immagini inedite di Walter Bonatti, (1930-2011) provenienti dall’Archivio Zappelli e un video che lo vede con Cosimo Zappelli conquistare la parete Nord della Grand Jorasses nel gennaio del 1963. Una parete sarà dedicata invece alle piccozze di Grivel: ne sarà esposta anche una storica, appartenuta proprio a Walter Bonatti, che si autodefiniva “figlio del Monte Bianco”. Bonatti inoltre ha ricevuto nel 2010 – unico al mondo – la cittadinanza onoraria del Monte Bianco dai sindaci riuniti di Courmayeur e di Chamonix.
Ecco perché, proprio nell’anniversario dei cinquant’anni dalla sua leggendaria prima invernale al Cervino, gli è stato reso questo sentito omaggio. Al grande alpinista ed esploratore, inoltre, è dedicato il rifugio Bonatti, che sorge sempre in Val Ferret, raggiungibile attraverso un emozionante sentiero panoramico.

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