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30 Gennaio 2013

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MONTI DELLA TOLFA Escursioni di febbraio con Daniela Boccassino

I Monti della Tolfa si chiamano “monti” nonostante le quote massime raggiunte dalle cime più alte (633m) siano quelle proprie delle colline. Questo è dovuto alla conformazione dei rilievi della zona fatta di cime vulcaniche aguzze e selvagge.
Nonostante l’area sia stata proposta più volte come meritevole di tutela, a tutt’oggi protette, dalla Comunità Europea, sono solo piccole aree. Lo Stato italiano ancora non è riuscito a tutelare in nessun modo questo splendido territorio dove l’incontro, ricco di magia, con la fauna selvatica è cosa piuttosto frequente.

Tutti gli itinerari che percorrono i Monti della Tolfa non presentano particolari difficoltà e permettono di immergersi in un ambiente ancora molto integro e selvaggio, fatto di boschi, pascoli, cespugli e prati: un autentico paesaggio agreste, dove cavalli di razza tolfetana e mucche maremmane pascolano tranquilli. Non ci sono grossi centri urbani in questo territorio, ma solo natura incontaminata, e l’uomo, sempre presente nella storia in questi luoghi, che continua ad usufruire del territorio solamente con le attività tradizionali come l’allevamento di bestiame allo stato brado.

Di seguito, due interessanti itinerari da percorrere nel mese di febbraio, proposti dalla guida Daniela Boccassino, dell’Associazione Four Seasons:

La prima escursione ai Monti della Tolfa, si svolgerà il 3 febbraio. Durata: una giornata.

Nel paesaggio che andrete a visitare si trovano i due insediamenti umani più antichi della zona: Luni e San Giovenale risalenti al Paleolitico e al Protovillanoviano, successivamente città etrusche e ora suggestivi altopiani circondati dalle forre scavate dai fiumi limitrofi con pascoli e boschi dove i resti dell’antica presenza umana sono perfettamente integrati col paesaggio circostante, ora divenuto il regno di bestiame allo stato brado oltre che di diversi animali selvatici.

Nel percorso si camminerà anche sull’antica ferrovia Capranica-Civitavecchia, ora in disuso e con suggestive strutture come il ponte di ferro, le galleria e le stazioni abbandonate.

È stato grazie al qualificato lavoro degli archeologi svedesi, portato avanti fin dal 1956 con intense campagne di scavo, che i molteplici aspetti di questo antico insediamento umano sono oggi riconosciuti a livello internazionale. Ai lavori ha partecipato spesso il Re di Svezia Gustavo VI Adolfo al quale venne conferita la cittadinanza onoraria di Blera ed intitolato il Museo Civico.

Come di consueto, la guida consiglia di attrezzarsi come segue: scarponcini da trekking, k-way, pranzo al sacco, acqua (almeno 1 l)

Prenotazioni: entro sabato 2 febbraio  ed entro le ore 12.00 contattando l’Associazione Four Seasons.
Data partenza: 03-02-2013
Dislivello: 300 m
Lunghezza: 10 km
Profilo itinerario: anello
Appuntamento 1: ore 8 Coin San Giovanni, all’angolo tra via Sannio e Piazzale Appio (prima di porta San Giovanni).
Appuntamento 2: ore 9.30 Cassia-bis, dopo Monterosi, bivio per Nepi al bar del distributore AGIP.

La seconda escursione ai Monti della Tolfa e precisamente nella Riserva del Ferrone,  è fissata per il 17 febbraio 2013, durata: 1 giornata.

L’itinerario si svolge tra ampi pascoli popolati da vacche maremmane e cavalli tolfetani, comodi sentieri, fossi, boschi misti e necropoli etrusche dimenticate che regalano il gusto della scoperta a chi le visita.

La necropoli etrusca della riserva del Ferrone sorge su una castellina tufacea delimitata dal fosso Lenta, uno degli affluenti principali del fiume Mignone, e da due suoi affluenti in una zona dove c’erano numerose vie di collegamento tra la costa e l’entroterra. I primi scavi ufficiali, tra gli anni ’50 e ’60, permisero il recupero di numerosi corredi tombali, in parte già saccheggiati dai clandestini. Il ritrovamento, sul pianoro, di frammenti ceramici dell’età del Bronzo, resti di una villa rustica romana di età imperiale e ruderi di un castro medioevale fortificato (XIII – XIV sec.) confermano la posizione strategica dell’area durante le varie fasi storiche.

I Monti della Tolfa si chiamano “monti” nonostante le quote massime raggiunte dalle cime più alte siano quelle proprie delle colline. Questo è dovuto alla conformazione dei rilievi della zona fatta di cime aguzze e selvagge. Nonostante l’area sia stata proposta più volte come meritevole di tutela, a tutt’oggi protette, dalla Comunità Europea, sono solo piccole aree

Anche per questa escursione il consiglio di Daniela Boccassino è quello di  indossare scarponcini da trekking adeguati e munirsi di  k-way, pranzo al sacco, acqua (almeno 1 l)

Prenotazioni: entro sabato 16 febbraio entro le ore 12.00 chiamando l’Associazione Four Seasons.
Data partenza: 17-02-2013
Dislivello: 200 m
Lunghezza: 10 km
Profilo itinerario: A/R

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