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23 Maggio 2012

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NEPAL: EVEREST Polemiche sulla sicurezza

La morte di quattro alpinisti avvenuta nei giorni scorsi sul Monte Everest ha riaperto la questione della sicurezza delle spedizioni sul picco considerato da sempre al limite delle condizioni fisiche umane e trasformatosi in una pericolosa attrazione turistica aperta anche agli scalatori meno esperti.

Per il week-end in arrivo, che le previsioni del tempo definiscono la prossima ”finestra utile” per la scalata agli 8.848 metri dell’Everest, sono attese circa 200 persone che tenteranno l’avventura, lo stesso numero che ha affrontato l’ascesa nei giorni scorsi quando si e’ verificato il decesso di quattro di loro uccisi dall’altitudine in una zona dove si puo’ resistere al massimo per poche ore a causa delle temperature che scendono fino a meno cinquanta gradi e della mancanza di ossigeno.

Per sostenere l’industria turistica, principale risorsa delle popolazioni himalayane, le autorità  hanno abbassato i requisiti minimi di sicurezza per accedere alla vetta. Da fine marzo alla prima settima di giugno, si formano vere e proprie code di alpinisti nel tratto che dall’ultimo campo base a quota 7.900, conduce alla cima della montagna.

“Gli scalatori devono aspettare a causa dell’affollamento e ritardano la discesa anche di alcune ore”, ha detto all’AFP un funzionatio del turismo nepalese, Gyanendra Shrestha. “Alcuni sherpa mi hanno detto di aver atteso anche tre ore. Se non ci si muove, mani e piedi possono congelarsi e poi c’e’ il problema dell’ossigeno”.

Il governo del Nepal ha reso noto di aver rilasciato 325 permessi per il 2012, ognuno dei quali ha pagato circa 10 mila dollari.
Fonte: (ASCA-AFP – 22 Maggio 2012 – 16:29)

 

Ed è di ieri 24 maggio la notizia che Simone Moro,   a causa dell’eccessivo affollamento in quota, ha rinunciato alla salita. Moro non utilizza ossigeno per le sue salite, pertanto, rimanere fermo a lungo significherebbe, per lui,  andare incontro a sicuri congelamenti.

 

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