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16 Aprile 2016

Aaron Durogati …l’estremo a tavola (di Christian Roccati)

Le luci si abbassano e lasciano posto a sussurri illuminati da candele, vive risate bagnate dal vino. Il teatro di un castello accoglie il Salewa team, allegro e sincero, entusiasta ma non chiassoso, ilare e appassionato.
Manager, artisti, atleti, esploratori… tutti vicini, tutti gomito a gomito in una tavolata semplice.

Un ragazzo sorseggia un te con occhi fermi, ma sognanti. Cappellino, taglio corto, t-shirt; non si dà arie, non gonfia il petto, parla un italiano che sa di tedesco. Di fronte a lui Renata: amorevole, preparata, erudita, il compagno perfetto, l’anima che un alpinista vorrebbe al di là della corda.

Aaron Durogati: semplice, eppure ha vinto la Coppa del mondo volando e correndo. Volando e correndo…
“Com’è possibile?” si chiedono in molti, in un pianeta che si materializza solo grazie alla ultima app, in cui sembra che tu possa sopravvivere grazie a un risvoltino piuttosto che per ciò che davvero sei.

Aaron fissa il suo te; si è librato nel cielo oggi e così sarà domani. Il tempo va solo avanti… Non si può comprimere, ottimizzare, tener stretto; eppure nessuno ci può togliere quel che facciamo con un momento.
Signor Durogati… Chi sei? Con questo centesimo di secondo voglio sentire il rumore che fanno le scintille dei tuoi sogni, voglio scoprire il suono della tua mente, l’intreccio delle armoniche dei passi che non hai ancora solcato.

Non voglio che scorra senza un nome questo granello della clessidra, che sia come un fiocco di neve che non cade in alcun posto.

Aaron Durogati… chi sei?

Christian Roccati
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