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25 luglio 2017

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Alberto Iñurrategi, Juan Vallejo e Mikel Zabalza salvano l’italiano Valerio Annovazzi al C3 del Gasherbrum II

Team spedizione WoPeak 2017. Foto: Jon Herranz/Namuss Films. Fonte: facebook

Gli alpinisti della spedizione WoPeak17 salvano l’alpinista italiano Valerio Annovazzi bloccato al c3 del Gasherbrum. Oggi sono rientrati tutti al Campo base

La spedizione al Gasherbrum di  Alberto Iñurrategi, Juan Vallejo e Mikel Zabalza (WoPeak 2017), è stata interrotta lo scorso fine settimana per le cattive condizioni climatiche. Il progetto era quello di collegare le vette del GI (8068 metri) e del G II (8035 metri) in modo continuo e quindi senza scendere al campo base, ma il cattivo tempo ha rallentato ogni attacco lanciato alle vette.

Quando  Iñurrategi, Vallejo e Zabalza hanno deciso di interrompere ogni attività, si sono resi conto che, all’interno di una spedizione commerciale che stava rientrando al campo base dopo aver salito il Gasherbrum II dalla via normale, mancava l’ alpinista italiano  Valerio Annovazzi. Hanno chiesto di lui  e i membri della spedizione hanno risposto che  l’ultima volta che lo avevano visto era al C3, a circa 7.100 metri e diceva cose sconnesse.

Alberto Iñurrategi con altri alpinisti tra cui l’italiano Valerio Annovazzi al Gasherbrum II, a giugno 2017. ©Arkaitz Saiz

Con il tele-obiettivo di Arkaitz Saiz (fotografo della spedizione di Iñurrategi, Zabalza e Vallejo), hanno potuto accertarsi che  Valerio Annovazzi era ancora al C3. Hanno, così,  deciso di partire nelle prime ore di Lunedi 24, con l’intento raggiungerlo nel più breve tempo possibile per fornirgli aiuto. In  circa 12 ore sono giunti al C3 dove hanno trovato l’italiano disidratato e con sintomi di congelamento, dopo che aveva trascorso quattro giorni a più di 7000 metri (il 59enne era stato in vetta al G II per la via normale). A causa di un inizio di congelamento, non si era fidato a lasciare il C3. Iñurrategi, Zabalza e Vallejo, dopo averlo soccorso con cibo, acqua e medicine, hanno deciso di portarlo subito a C2 (6.500 metri).

Oggi, Martedì 25 luglio, sono scesi al campo base con Valerio, già sulle proprie gambe. Lo hanno  assicurato con una corda ben tesa dal C2 al Campo base. “Nessun elicottero in queste condizioni meteo poteva arrivare  qui”, ha detto la cordata.

“Per noi questo è l’alpinismo in cui crediamo. Siamo contenti perché questa è la migliore delle cime. La vita è la vetta più importante.”

Fonte

  • dc

    Tanto di cappello