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6 febbraio 2019

BANFF FILM FESTIVAL 2019: intervista ad Alessandra Raggio

Cari amici,
l’avventura non ha mai termine e di conseguenza perché dovremmo fermarci noi?
Per questo ho deciso di occuparmi di una delle tematiche più importanti in questi giorni, parlando di arte e azione in montagna.
Il BANFF Mountain Film Festival World Tour é in via di svolgimento e non potevo che intervistare il riferimento italiano per questa manifestazione unica. Per questo oggi ho il piacere e l’onore di parlare con Alessandra Raggio, vera anima della versione italiana del Festival. :

 

Dal 2013 al 2019 il Banff Mountain Film Festival World Tour è una realtà assolutamente unica: cos’è davvero per te?
Il World Tour del Banff Mountain Film Festival è senza dubbio molto di più di una rassegna cinematografica. Per me è uno strumento per trasmettere il gusto dell’avventura, per far riscoprire il fascino dell’ignoto e la gioia della condivisione, per stimolare la creatività di chi cerca nuove sfide, ovviamente nei limiti delle possibilità di ognuno. Ogni serata rappresenta inoltre un momento capace di creare comunità, di mettere in comunicazione persone che condividono gli stessi valori e le stesse passioni… in molte città è ormai un appuntamento fisso e vogliamo che diventi sempre più un’occasione unica di incontro.

Quali novità quest’anno?
Quest’anno il tour cresce ancora, con oltre 30 tappe in 29 città. Abbiamo aggiunto nuove destinazioni e replicato la serata nelle piazze in cui il pubblico ha dimostrato più calore. Avremo sicuramente alcuni atleti tra gli ospiti in sala, ma stiamo anche cominciando a dare voce alle piccole community di climber, sciatori, esploratori di casa nostra che non sono necessariamente famosi o professionisti, ma condividono il nostro stesso entusiasmo per l’attività outdoor. Infine, uno dei mediometraggi del programma di quest’anno è tutto girato in Europa, con un passaggio anche in Italia. Un’avventura d’altri tempi tra sci e bicicletta, tutta da gustare.

Aprendo il link introduttivo non si può che avvertire una sorta di magia in ogni aspetto naturale. Quale messaggio trasmette il Banff?
Il BMFF WT è soprattutto un momento per festeggiare il gusto dell’avventura. Naturalmente ogni viaggio, ogni esplorazione deve accompagnarsi a un profondo rispetto dell’ambiente in cui ci si muove, qualunque esso sia. E questo aspetto sarà sempre più rilevante, anche nel breve termine. Come spesso si dice, there is no planet B e dobbiamo rispettare quello che c’è.

Neve e ghiaccio, terra e roccia: dalla MTB allo sci, dalla corda alla scalata. Perché?
Le diverse attività outdoor rappresentano semplicemente modi diversi di esprimere creatività, talento e passione. Ognuno di noi ha un elemento preferito in cui muoversi, può essere la neve, la roccia, può essere anche uno strumento come la bicicletta. Oggi gli atleti sono sempre più spesso polivalenti, ma in fondo ogni disciplina mette alla prova aspetti diversi di noi e attiva energie diverse. È bello esplorale tutte!

Negli ultimi cinque mesi abbiamo potuto godere dell’Ocean Film Festival e del Reel Rock, adesso il Banff, ma so che avete lanciato siete in procinto di lanciare anche Free Solo. Ci puoi dare qualche anticipazione?
FREE SOLO sarà nei cinema italiani a partire dal 19 febbraio, con un tour in tutta Italia che si aggira attorno alle 30 date, ma che è in costante aggiornamento. Abbiamo voluto distribuirlo perché il film racconta un’impresa che entra di diritto nella storia dell’arrampicata – Tommy Caldwell, che ha dedicato la sua vita a El Capitan, l’ha definita nientemeno che un “salto quantico” – e porta questo sport a nuovi standard. Lo stesso Honnold pensava che una salita di quel tipo fosse appannaggio di una generazione futura, e il film mostra proprio il processo che ha portato a rendere fattibile qualcosa da sempre ritenuta impossibile. FREE SOLO è anche film nominato all’Oscar come miglior documentario. Chissà se vedremo Alex sul red carpet?

 

Christian Roccati

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