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2 maggio 2016

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Cultura · Trento Film Festival 2016 · Alpi Orientali · Aree Montane · Italia · Trentino Alto Adige

CHIODO D’ORO SOSAT 2016 a Gino Battisti e ai fratelli Franchini

Gino Battisti

Gino Battisti

A GINO BATTISTI, TOMAS E SILVESTRO FRANCHINI IL CHIODO D’ORO SOSAT 2016. PREMIAZIONI IL 5 MAGGIO.

E’ stato assegnato a Gino Battisti, esperto alpinista  e ai fratelli Tomas e Silvestro Franchini, giovani alpinisti, il riconoscimentoChiodo d’Oro 2016.

Il premio sarà consegnato giovedì 5 maggio alle ore 17.30 nella prestigiosa sede della Sezione Operaia della Sat in via Malpaga 17 a Trento, nel corso della 19^ edizione di  “Cordate nel Futuro”, manifestazione organizzata dalla Sosat nell’ambito del 64° Trento Filmfestival.

Dal 2006 il riconoscimento  viene assegnato annualmente dalla Sosat a due alpinisti trentini: uno esperto ed uno giovane.

“Siamo alla 19° edizione di Cordate nel Futuro – dice il presidente della Sosat Luciano Ferrari – una importante collaborazione con il Trento Filmfestival, che permette l’incontro tra vecchie e nuove generazioni di alpinisti del mondo alpinistico trentino e internazionale. Questo ha fatto si che “Cordate nel futuro” sia diventato l’incontro alpinistico del Trento Filmfestival, che riunisce nella nostra storica sede gli alpinisti di tutto il modo ai quali si aggiungono tutti agli ospiti della città che rappresentano quel mondo della montagna che ritiene irrinunciabile il confronto tra le generazioni . Lo stile della nostra cerimonia è spontaneo e semplice, ma incentrato sugli alti valori morali, quali l’amicizia, la solidarietà e la riconoscenza, che sono nostro patrimonio sin dal 1921, anno di fondazione della Sosat, che quest’anno festeggia i 95 anni ed il Coro della Sosat i 90.”

LA GIURIA

La commissione del “Chiodo d’oro Sosat”, che ha assegnato il riconoscimento 2016 è composta da: Luciano Ferrari presidente Sosat, Mauro Bianchini vice presidente Sosat, Tony Zanetti, consigliere Sosat e accademico Cai, Toni Cembran giornalista, Bruno Menestrina accademico del Cai, Martino Peterlongo presidente del Collegio delle guide alpine del Trentino, Maurizio Giordani guida alpina, Marco Furlani guida alpina, Andrea Zanetti guida alpina.

LE MOTIVAZIONI

Per il contributo che in tanti anni di scalate ad alto livello ha dato all’alpinismo, con la naturalezza e la semplicità che ne contraddistingue la sua figura di alpinista professionista e di uomo. Ha scritto, con le sue ascensioni pagine fondamentali nella storia dell’alpinismo trentino e dolomitico. Una vita per la montagna, con le vette nel cuore e nell’anima, per questo viene premiato dalla Sosat con il Chiodo d’Oro 2016 l’alpinista esperto Gino Battisti.

Silvestro e Tomas Franchini sul Pizzo Badile. Fonte: press Sosat

Silvestro e Tomas Franchini sul Pizzo Badile. Fonte: press Sosat

Rappresentano il volto nuovo dell’alpinismo trentino, fatto di tanta passione, ma anche della consapevolezza di avere un ruolo, non ricercato per l’apparire, ma per essere. L’umiltà con la quale vivono il loro alpinismo è un raro esempio, non facile da trovare nei giovani abituati ad avere tutto e subito. Per questi motivi e per la loro indiscussa bravura alpinistica Tomas e Silvestro Franchini vengono premiati dalla Sosat con il chiodo d’Oro 2016, quali alpinisti giovani, con l’augurio di mantenere intatta la loro freschezza ed i loro ideali.

I PREMIATI

Gino Battisti
E’ nato in val di Fassa, all’ombra dei Monti Pallidi, il 12 ottobre del 1944, nella località Ronch. Dopo la gioventù trascorsa sugli alpeggi estivi si è avvicinato alle pareti verticali, diventando, dagli anni 70 agli anni 90 del secolo scorso un protagonista dell’alpinismo fassano. Cresciuto alla scuola della corda di canapa, sotto lo sguardo vigile di Toni Gross, Gino ha iniziato le sue scalate con Carlo Brunel sui monti di casa, in val di Fassa: il Sasso della Madonna e la Pala de Mesdì, per provare subito dopo, in un pericoloso abbraccio di nebbia densa e cupa, la cresta sud del Catinaccio. E’ su quelle pareti che Gino ha affinato l’istinto della traccia. E’ poi diventato guida alpina il 20 agosto 1972. Sono migliaia le sue ascensioni in Dolomiti, numerose le vie aperte. Battisti non è un personaggio, non è un protagonista, non vive mai di effimero e non cerca glorie d’immagine. Gino è un uomo asciutto nel fisico e nella parola, che pare anch’esso fatto di roccia, un uomo che viene a noi dalla distanza siderale del tempo andato, ma soprattutto un uomo vero, la cui testimonianza ci fa ancora sperare nella centralità dell’umanità e nel significato profondo ed indescrivibile del salire le vette.

Tomas e Silvestro Franchini
Tomas è ato nel 1989, Silvestro  nel 1987. I due fratelli che sono guide alpine e maestri di sci, sono di Madonna di Campiglio una delle culle dell’alpinismo. La loro scuola alpinistica è quella del Gruppo di Brenta, le rocce più amate dai trentini. Si raccontano così: “Siamo cresciuti nella natura, tra i boschi e le montagne. Fin da piccoli i nostri genitori ci portavano in montagna a camminare e ci hanno trasmesso la loro passione. D’inverno facevamo gare di sci alpino siamo arrivati a buoni livelli, vincendo un titolo italiano in slalom speciale nelle categorie giovanili. Lo sci ci ha portati a scegliere una scuola in val di Fassa lo Ski College di Pozza di Fassa, che ci permetteva di allenarci e fare gare durante l’anno scolastico. In inverno sci ed in estate avevamo tanto tempo libero, così ci siamo avvicinati ai sassi che erano nei boschi, poi alle falesie, per poi sentire un forte richiamo verso le pareti delle montagne. In questo modo abbiamo iniziato ad arrampicare sulla roccia, fuori stagione quando eravamo in val di Fassa e poi a Campiglio durante l’estate. Ci siamo avvicinati alle vette da soli volevamo arrangiarci. Abbiamo fatto l’esperienza proprio sulla nostra pelle, a volte prendendoci anche dei rischi. Le prime scalate sono state nel Gruppo di Brenta, poi abbiamo iniziato a spostarci un pò in giro: valle del Sarca, val di Fassa, val di Mello. La passione per l’alpinismo è cresciuta sempre più e quindi è stato naturale provare anche la sua veste invernale, lo sci alpinismo, le cascate di ghiaccio. Poi abbiamo esplorato le Alpi occidentali il Monte Bianco e altre vette della catena alpina. Ci è sempre piaciuto fare le cosa graduali, mai forzare la natura. Il nostro primo viaggio fuori dal Continente europeo è stato in Patagonia e da lì è arrivata anche la passione di viaggiare perchè oltre che a vedere montagne diverse ci piace conoscere una cultura nuova e differente dalla nostra. Siamo stati in Marocco, in Irlanda, in Repubblica Ceca e l’anno scorso in Perù. Ci muoviamo quindi su tutti i terreni, cercando di interpretare la montagna a 360°.”
Ora la passione di Tomas e Silvestro è una professione, sono entrambi maestri di sci e guide alpina.

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