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6 giugno 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Maurizio Folini e i suoi voli di soccorso sull’Everest

Foto: Maurizio Folini

Folini: “Il miglior apprezzamento è quello di una persona soccorsa che ti stringe la mano e ti dice grazie”

Ci sono operatori sull’Everest che tutti conoscono e apprezzano ma di cui pochi parlano. Come gli “Icefall Doctors”, gli Sherpa altamente specializzati che, ogni anno, attrezzano il percorso attraverso il pericoloso Khumbu Icefall e lo mantengono per tutta la stagione. O come  Maurizio Folini e Lakpa Norbu Sherpa, che volano sull’Everest con il loro elicottero  “Kailash” rosso-bianco-blu ogni volta che è necessario recuperare alpinisti in difficoltà o deceduti. Il 53enne italiano e il 38enne nepalese nella scorsa stagione hanno effettuato molti voli di salvataggio insieme.

Folini ritorna regolarmente in Himalaya dal 2011. Lakpa Norbu ha effettuato il suo addestramento con elicotteri di soccorso in Svizzera ed è un vero specialista quando si tratta di trasportare persone ferite, malate o addirittura morte, in “long line”.

Stefan Nestler ha parlato con Maurizio Folini dopo il suo ritorno dall’Himalaya. Vi proponiamo l’intervista realizzata dal blogger tedesco:

Maurizio Folini e Lakpa Norbu Sherpa. Fonte: facebook

Maurizio, la stagione dell’Everest è alle spalle. Quante ore di volo e quante missioni di soccorso hai effettuato?
Circa 150 ore di volo in sei settimane, ma comprendevano anche molti voli di addestramento con carico fuoribordo con Dilip, un giovane pilota nepalese che lavora per “Kailash”. Io  ho effettuato 47 missioni di soccorso sopra i 6.400 metri, alcune delle quali  operazioni di salvataggio in “long line” da un’altitudine di circa 7.000 metri.

Undici persone sono morte sull’Everest questa primavera, e non per calamità naturali. Come valuti questo evento da soccorritore?
In questa stagione c’è stato più vento, di conseguenza le temperature si sono abbassate, faceva più freddo che negli altri anni. Inoltre, gli “ospiti dell’ Everest” non sono sempre  ben preparati per affrontare una montagna di questo tipo. Per alcuni operatori delle spedizioni, anche la logistica delle bombole di ossigeno non è sempre ottimale. Questi e altri fattori hanno contribuito al numero relativamente alto di vittime. Gli sherpa portavano le salme al Campo 2 (a 6.550 metri), da lì li trasportavamo in elicottero al campo base dell’Everest e poi a Lukla.

Sul Makalu, uno sherpa è morto durante il recupero di un alpinista deceduto. Quanto devono rischiare i soccorritori?
Lo sherpa del Makalu è morto vicino a Campo 2 (a 6.600 metri). Penso abbia avuto un problema di salute. Questo evento non ha nulla a che fare con il rischio che noi soccorritori ci prendiamo.

Foto arch. Maurizio Foliniti

Pensi che il tuo lavoro sia apprezzato sufficientemente?
Siamo tutti professionisti: i piloti, gli sherpa di salvataggio e tutte le altre persone coinvolte. È il nostro lavoro, quello che abbiamo scelto consapevolmente. E cerchiamo sempre di fare del nostro meglio. Il miglior apprezzamento è quando una persona soccorsa ti stringe la mano e dice grazie.

Nel 2018, è stata segnalata una enorme frode assicurativa che ha coinvolto i voli di soccorso. La situazione è migliorata dal tuo punto di vista?
È  molto, molto meglio. Tutte le persone che ho soccorso sono state esaminate nella tenda medica dell’HRA (Himalayan Rescue Association) presso il campo base dell’Everest o nell’ospedale di Lukla. Solo allora è stato deciso, insieme ai responsabili delle compagnie assicurative, come procedere. In ogni singolo caso, dobbiamo presentare un permesso rilasciato dall’autorità aeroportuale Lukla prima del volo e anche fornire una foto di chi abbiamo soccorso. Ora sta andando esattamente come ho sempre desiderato. Tuttavia, sarebbe bene se l’intero apparato burocratico lavorasse un po’ più velocemente, così da non perdere giornate decisive, come nel caso del salvataggio sull’Annapurna (recupero dello scalatore malese Wui Kin Chin).

Barun Gyawali, Sunil Shrestha, Dilak Shrestha, Maurizio Folini, Sherchan Ashish, Shree Hari Kuikel e Pratap Jung Pandey presso Kailash Helicopter Services – KHS. Fonte: facebook M. Folini

Video postato da Maurizio Folini sulla sua pagina facebook

Kailash Helicopter Service Team al lavoro con Lakpa Norbu Sherpa: soccorso in “long line”