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12 agosto 2019

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XXII Cervino CineMountain: “A thousand girls like me” di Sahra Mani conquista l’”Oscar dei film di montagna”

Locandina del film “A thousand girls like me”

Il film, della regista afgana Sahra Mani, racconta, con grande intensità, l’ostinata battaglia di una donna per difendere i propri diritti. Il C.A.I premia “Theory of happiness” di Rastislav Hatiar come  “miglior film di alpinismo, esplorazione e arrampicata”

Si è chiuso ieri il Cervino CineMountain, festival internazionale del cinema di montagna, giunto alla sua XXII edizione. Ogni anno, la rassegna assegna gli “Oscar” del cinema di montagna.

Ecco tutti i premiati:

“A thousand girls like me”, della regista afgana Sahra Mani, conquista l’”Oscar dei film di montagna”, il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée d’Aoste, riservato ai film già premiati nei principali festival di settore provenienti dal circuito dell’International Alliance for Mountain Film. Vincitrice del Grand Prix festival di Kathmandu (Nepal), la pellicola racconta, con grande intensità, l’ostinata battaglia di una donna per difendere i propri diritti. Khatera è una ragazza afgana di 23 anni che decide di sfidare la volontà della sua famiglia e le tradizioni del suo paese per cercare giustizia dopo anni di abusi sessuali da parte del padre. La sua lotta si scontra con le falle del sistema giudiziario afgano, incapace di tutelare la popolazione femminile.

Ancora una regista donna, l’irlandese Katrina Costello, si aggiudica il Premio Montagnes du Monde al miglior film straniero, con “The silver branch”, un film che riflette sui temi universali e drammaticamente attuali della difesa dell’ambiente contro l’indiscriminata trasformazione dei paesaggi e delle comunità rurali.

“La patente”, di Giovanni Gaetani Liseo vince il Premio Montagne d’Italia, una delicata incursione nella vita rurale di un giovane pastore attraverso il suo sogno di emancipazione.

Il Premio Montagnes Tout Court al miglior cortometraggio va a “Brotherhood”, di Meryam Joobeur, che affronta il delicato tema del ritorno a casa di un combattente dell’Isis nella cornice di una Tunisia rurale. Menzione speciale per la categoria a “Let’s go to Antarctica”, la divertente pellicola dello spagnolo Gonzaga Manso che riflette sugli effetti dell’ingresso di nuove mete “esotiche” nel turismo di massa.

È “Gamba in spalla”, il film di Romuald Desandré presentato al Festival in anteprima mondiale, ad aggiudicarsi il Premio per il miglior film valdostano, “Boy Nomad”, di Nyobe Thompson, vince il Premio SONY per la fotografia e “Theory of happiness” di Rastislav Hatiar conquista la giuria C.A.I. che gli assegna il Premio “al miglior film di alpinismo, esplorazione e arrampicata”.

Testa a testa per il Premio del Pubblico tra il film premio Oscar “Free Solo” e “The Dawn Wall”, con quest’ultimo che la spunta per pochissimo.