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26 Giugno 2014

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REINHOLD MESSNER: "PASSIONE PER L'ESTREMO" Bevera di Sirtori (LC), 18 luglio 2014

Reinhold Messner - fonte immagine: www.reinhold-messner.de

Reinhold Messner – fonte immagine: www.reinhold-messner.de

REINHOLD MESSNER IN “PASSIONE PER L’ESTREMO” A BEVERA DI SIRTORI IL 18 LUGLIO

Dopo un lungo e sospirato inseguimento, Sergio Longoni ha coronato la realizzazione del suo sogno di poter offrire agli appassionati che frequentano le serate di df Sport Specialist “A tu per tu con i grandi dello Sport”,  l’alpinista simbolo del nostro tempo, Reinhold Messner.

Il colpo gli è riuscito proprio nell’occasione più propizia, quando nel prossimo mese di luglio aveva impostato una programmazione speciale per festeggiare il decennale di apertura del punto vendita a Bevera di Sirtori (LC).

A volte i sogni più belli si incrociano inspiegabilmente con la realtà, anche se in questo senso Sergio Longoni non ha proprio motivo di lamentarsi. In questo caso, il suo accanimento nella rincorsa a Reinhold Messner non aveva un significato e un interesse soltanto personale, ma rivestiva pure il desiderio di offrire un evento straordinario per tutti coloro che hanno nel cuore la montagna e l’alpinismo.

Reinhold Messner si presenterà venerdì 18 luglio alle ore 21 a Bevera di Sirtori, dove, in previsione di poter accogliere una folla impressionante, si spera che il tempo sia benigno per concedere di ricevere tutti negli spazi all’aperto, provvisti per l’occasione anche di tre maxischermi. La calda voce di Messner, in “Passione per l‘estremo”, commenterà i suoi ultimi filmati di complessivi 90 minuti, appena sufficienti per emozionare per le vicende di un uomo che non ha ancora uguali per chi come lui si è spinto così spesso ai limiti sulla roccia, sulle cime degli ottomila, nei deserti ghiacciati del mondo.

Incontreremo pure un uomo di origine contadina, dalla mentalità aperta, per realizzare in modo concreto i suoi ideali anche nell’impegno politico per la salvaguardia dell’ambiente e nei suoi progetti museali.

Renato Frigerio

Reinhold Messner, 1963 - fonte: www.reinhold-messner.de

Reinhold Messner, 1963 – fonte: www.reinhold-messner.de

REINHOLD MESSNER

Reinhold Messner è uno dei più grandi e più noti alpinisti di tutti i tempi, le cui imprese sono probabilmente senza paragone, anche se è sempre difficile comparare uomini che, in epoche diverse, hanno vissuto esperienze nello stesso settore di attività. Soprattutto è difficile fare paragoni se si dimenticano l’evoluzione dei materiali, delle tecniche di allenamento, dell’alimentazione, della ricerca scientifica legata alla preparazione fisica o semplicemente la naturale evoluzione biologica dell’uomo.

Nato il 17 settembre del 1944, segno zodiacale della Vergine, alle pendici delle Odle, in Valle di Funès, situata vicino alla Val Gardena, si impone all’attenzione alpinistica per delle ascensioni in solitaria di scalate difficili e si distingue come esplicito esponente dell’arrampicata libera. Convinto sostenitore dell’arrampicata libera in opposizione all’arrampicata artificiale, che si realizzava con le direttissime, afferma che il free-climbing raggiunge il massimo valore se si compie senza l’uso di mezzi artificiali. La sua concezione è che solo la consapevolezza delle proprie capacità costituisce il limite dell’alpinista.

Nel 1969 effettua sulle Ande Peruviane la sua prima spedizione extraeuropea e vince la parete Est del Nevado Yerupajà, la più alta vetta della Cordillera di Huayhuash. Nel 1970 Messner, con il fratello minore Gunther, prende parte alla spedizione al Nanga Parbat, dove entrambi raggiungono la vetta dal versante Rupal, in prima ascensione. Gunther però è colpito da un malore, per cui Reinhold decide di scendere per la poco conosciuta parete Diamir, lungo il versante Ovest. Dopo aver passato tre giorni tra la vita e la morte, bivaccando a 8000 m, senza sacco a pelo, giunti quasi al limite della discesa, Gunther viene travolto da una valanga, il suo corpo verrà ritrovato soltanto nel 2005, a oltre trentacinque anni di distanza. Nel 1974 Reinhold prende parte ad una nuova ascensione sulla immensa parete Sud dell’Aconcagua, nelle Ande Argentine, che terminò in solitaria. Lo stesso anno forma una straordinaria cordata con Peter Habeler, con il quale scala la parete Nord del Cervino in 8 ore e la Nord dell’Eiger in 10 ore. Nel 1975, ancora con Habeler, scala il Gasherbrum I, eccezionale impresa himalayana in stile alpino.

Nel 1976 effettua la prima ascensione della Midnight Sun Wall sul McKinley, in Alaska e, di ritorno sulle Alpi, il pilastro Ovest dell’Ortles. Nel 1978 compie la prima ascensione della Breach Wall sul Kilimanjaro, tra Tanzania e Kenya, la più alta montagna dell’Africa. Nel 1978, di nuovo con Habeler, effettua la prima ascensione dell’Everest senza ossigeno, per la via del Colle Sud. Due anni più tardi, dal Colle Nord, e tracciando una nuova via sulla parete Nord, compie la prima ascensione in solitaria dell’Everest. L’ambizione di Messner era a questo punto quella di scalare tutti gli Ottomila, obiettivo da lui raggiunto come primo alpinista in assoluto nel 1986, con l’ascensione del Lhotse.

Da rilevare inoltre la sua capacità e importanza come comunicatore, non solo in veste di conferenziere, ma anche come scrittore affascinante nei suoi numerosi libri sulle sue esperienze che vanno oltre il genere alpinistico. Dedicandosi alla montagna e alla sua cultura, ha dato vita a un progetto museale composto da 5 strutture collocate in altrettanti luoghi straordinari del SudTirolo. Il Messner Mountain Museum è localizzato, in luoghi d’incontro con la montagna e con i popoli montanari. Castel Firmiano, Bolzano, è il centro di un “museo diffuso”, inaugurato nel 2006, costituito da 5 poli. I seguenti sono già aperti ai visitatori: “Museo del ghiaccio” a Solda;” Montagne sacre” a Castel Juval, Castelbello; “Dolomiti” sul Monte Rite, Cibiana di Cadore; e “Popoli delle Montagne” a Brunico.

La corona dei “14 ottomila” verrà in seguito ripetuta da altri fortissimi alpinisti, come Jerzy Kukuzcha (1987), Erhard Loretan (1995), Carlos Carsolio e Krzysztof Wielicky (1996), Sergio Martini (1998), Juanito Oiarzabal (1999), Young Seok Park e Um Hong Gil (2001), Alberto Inurrategi (2002), Wang Yong Han (2004), Ed Viesturs e Alan Hinkes (2005), ecct.
In particolare si segnala che, a tutt’oggi, sono 14 gli alpinisti che si sono aggiudicati la sagra dei 14 ottomila senza ossigeno: Reinhold Messner (1986), Erhard Loretan (1995), Juanito Oiarzabal (2001), Alberto Inurrategi (2002), Ed Viesturs (2005), Silvio Mondinelli (2007), Ivan Vallejo (2008), Denis Urubko e Veikka Gustafsson (2009), Joao Garcia (2010), Gerlinde Kaltenbrunner e Maksur Zhumayev (2011), Mario Panzeri (2012), Kim Chang-Ho (2013).

VAI ALL’ULTIMA INTERVISTA DI MOUNTAINBLOG A REINHOLD MESSNER – 62° TFF

 

 

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