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27 marzo 2011

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SCOTT FISCHER MOUNTAIN MADNESS Novità da Alpine Studio

Chi in Italia non ha mai letto il libro Aria Sottile di Jon Krakauer, dedicato alla grande tragedia sull’Everest nella primavera 1996? La stessa tragedia che ha fatto sfornare ben due film holliwoodiani e lanciato scrittori proprio come Krakauer stesso.

Tra le righe di Aria Sottile e dalle numerose polemiche dell’opinione pubblica mondiale, dal 1996 spicca la figura di Scott Fisher, anch’esso morto sulla montagna.
La sua caratteristica, rispetto agli altri, è che fu l’unico leader che salvò i propri clienti e compagni d’ascensione dalla morte certa di una notte all’addiaccio a oltre 8000 metri. Scott però non rimase al campo, ritornò di notte sulla montagna per andare in aiuto al collega Rob Hall e ai suoi clienti, ancora disseminati lungo il tragitto. Da quell’impresa eroica fatta per salvare anche gli altri, Scott Fischer non torno più dalla montagna.
“Scott Fischer Mountain Madness” – edito nella versione in lingua italiana dalla giovane casa editrice Alpine Studio di Andrea Gaddi – è la biografia dell’alpinista più amato degli States, il racconto della sua formidabile vita tra roccia e aria. Il libro, in soli 8 mesi, negli USA ha pareggiato le vendite di 12 anni di Aria Sottile di Krakauer!

L’autore, Robert C. Birkby, è uno scrittore ed alpinista americano, con la passione anche per la fotografia.
E’ nato a Sidney (Iowa) e fin da piccolo ha frequentato i campi estivi in montagna e compiuto lunghi trekking. Dopo aver frequentato il college divenne docente alla Missouri State University. Trasferitosi poi a Seattle per dare una chance ai sui sogni da scrittore, conosce Scott Fischer, col quale instaura subito un rapporto di amicizia. Scott lo inizia all’alpinismo nel 1982, scalando il Monte Olympus. In seguito diventa collaboratore di Scott alla Mountain Madness (leggendaria agenzia di viaggi d’avventura e alpinismo) raggiungendo le cime del Kilimanjaro, Mont Elbrus e il Kala Pattar.
Dopo la scomparsa di Scott Fischer durante la grande tragedia del 1996 sul Monte Everest, Birkby ha scritto la biografia dell’amico alpinista ed eroe del pubblico americano.

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  • marco anselmi

    Salve, concordo tutto quanto scritto sulla figura di Scott Fischer tranne la frase “ritornò di notte sulla montagna per andare in aiuto al collega Rob Hall e ai suoi clienti, ancora disseminati lungo il tragitto. Da quell’impresa eroica fatta per salvare anche gli altri, Scott Fischer non torno più dalla montagna.”
    A me sembra quando descritto l’abbia fatto Anatolij Bukreev. Scott morì perchè arrivò in cima tardi e debilitato e non raggiunse mai i campi inferiori(putroppo). Marco Anselmi

  • marco anselmi

    ops, nella velocità mi è saltata qualche parola e qualche lettera… 😉