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26 Agosto 2015

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Tavoli e giganti di ghiaccio

9 agosto… partenza per l’Islanda. Devo raggiungere un futuro amico per guidare un gruppo di esperti in un impegnativo e suggestivo trekking nei fiordi del nord ovest, di fronte alla Groenlandia.

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…è domenica ma ho molto lavoro, quindi mi concentro su quello per poi incendiare una nuova avventura.
Ore 13: prima mi godo il pranzo poi a seguire faccio lo zaino. Partenza per Genova, poi Milano. Linate ore 19, Berlino circa le 21.

In aereo apro un libro che non conclusi alcuni anni fa; il Kharma come sempre ha il senso dell’ironia. Il discorso che leggo sembra scritto dalla persona che mi donò quel tomo, l’ultima volta che la vidi. Sorrido molto, molto amaramente, volto pagina.

Reykjavik ore 2. Grey line, cioè i mezzi pubblici, poi un breve passaggio, e alle 4 e mezzo sono all’appartamento delle guide. Non devo dormire nel sacco a pelo, un materasso per terra alto 5 cm e un piumone, praticamente come a casa. Per ora son passato da un’abitazione a un’altra, non ho ancora viaggiato, son fermo, da un’altra parte.

La mente respira. Penso a molte persone la cui vita ho attraversato o che hanno galleggiato nella mia, come la polvere illuminata dalle spade di luce che filtrano dagli scuri, fendendo l’aria e l’anima degli astanti.

I pensieri roteano e io guardo il tavolino di fianco al mio naso. Metallico e scuro; mi aspetto che sia freddo. Ho fatto tutta questa strada, sino in Islanda, sino a questo punto della mia esistenza, per scoprire se questo tavolino sia di metallo? Tocco il mobile ed egli mi risponde “freddo”. Quindi si, è metallo, esiste, proprio come me l’ero immaginato. Un bel gioco per indurmi a pensare ch’esso ci sia davvero, e se lui esiste allora tutto è reale e io sono in Iceland.

Inganno completato.

“Total recal”… Dubbio iperbolico cartesiano? Matrix? So che quando rileggerò i miei pensieri mi sentirò un idiota, ma intanto ora permeo la realtà. Corico il mio spirito ed entro in torpore. Tra due orette mi alzerò e dovremo preparare l’equipaggiamento per i clienti in arrivo.

Tutto non è già iniziato, ma semplicemente continua.
L’alpinista che è in me si gira su un fianco e in un minuto mi addormento.

…tic, tac, tic, tac

Christian Roccati
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