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16 Febbraio 2026

Cultura · Viaggia con Carlo

Viaggia con Carlo al
Banff Mountain Film Festival 2026

BANFF2026

Il BANFF Centre Mountain Film Festival World Tour Italia è tornato con un calendario che, dal 3 febbraio al 20 marzo 2026, sta attraversando il Paese portando sul grande schermo storie di avventura, consapevolezza ed esplorazione. Nato nel 1976 a Banff, in Canada, il festival è oggi uno degli appuntamenti più prestigiosi per gli appassionati di outdoor e alpinismo. Quest’anno il BANFF Centre Mountain Film Festival celebra il suo 50° anniversario, mentre il World Tour arriva in Italia per la sua 14ª edizione.

Anche quest’anno Viaggia con Carlo  partecipa con entusiasmo come sponsor, condividendo con il pubblico valori fondamentali come il rispetto dell’ambiente, la passione per l’esplorazione e l’amore per i territori autentici.

L’11 febbraio il tour ha fatto tappa a Rovereto, in una serata intensa e partecipata. Sul palco la guida alpina e maestro di sci Matteo Faletti, che ha offerto al pubblico una riflessione tanto semplice, quanto profonda:

“I veri alpinisti sono quelli che diventano anziani.”

Un’affermazione che ha riportato l’attenzione su un tema centrale dell’alpinismo: il saper aspettare. La finestra meteo perfetta, la condizione giusta, l’attrezzatura adeguata: tutto questo richiede pazienza.

“È la montagna che decide, non io” riporta Faletti.

Andare lontano, come sulle pareti delle Rocky Mountains o nei territori più remoti, non significa solo cercare l’avventura, ma accettare il confronto con l’imprevedibilità. Significa saper leggere la montagna, conoscerla, studiarla, seguirla. E fare scelte.

Anche l’attrezzatura fa parte di questa responsabilità: “Quando accompagno un gruppo porto sempre dietro qualcosa in più. Che siano guanti, scarponi etc… abbiamo sempre qualcosa di scorta. Quando sono io invece a scendere il peso deve essere perfetto. Non posso permettermi di portare qualcosa in più e allo stesso tempo di perdere qualcosa. “Tutto è calcolato, non dico al grammo, ma all’etto sì. Saper accettare certe situazioni, ci porta a poter scendere un’altra parete, ci porta a diventare anziani”.

I film

viaggia con carlo al festivalLa selezione dei cortometraggi proiettati ha condotto il pubblico in un viaggio potentissimo attraverso continenti e discipline completamente diversi, unite da un unico filo conduttore: il rapporto tra uomo e ambiente.

Dalla neve profonda e leggera dell’Hokkaido, dove quattro sciatori si muovono tra boschi imbiancati e pendii senza tracce, fino ai ghiacciai dell’Islanda di Jeff Mercier che sfida i propri limiti e ridefinisce i confini del suo sport. “Questa volta tutto è nuovo, il ghiaccio è diverso, i percorsi sono diversi. Ogni volta è diverso. La cosa che amo di più dell’alpinismo su ghiaccio? È che quello che faccio scomparirà”.

In Nepal, nella regione remota del Dolpo, il viaggio in bike si allontana dai sentieri battuti e si snoda tra linee vertiginose e villaggi isolati. In Gabon, invece, quattro kayakisti si lanciano in un confronto diretto con i propri limiti nel selvaggio fiume Ivindo per ben dodici giorni. 145 km di acque inesplorate, senza Wi-Fi e senza possibilità di tornare indietro.

E il Monte Bianco con la caccia al tesoro generazionale. L’obiettivo? trovare il punto esatto sotto il Monte Bianco in cui la nonna del protagonista si era fermata a disegnare, e realizzare lo stesso schizzo, nello stesso luogo, osservando come il paesaggio sia cambiato nel tempo.

A chiudere la serata, l’impresa di due alpinisti, Christina Lustenberger e Guillaume Pierrel (soprannome Gee) sulla parete sud del Mount Robson (3.954 m), la vetta più alta delle Rocky Mountains canadesi. Un progetto ambizioso, un obiettivo complesso, affrontato con determinazione e con la capacità di tornare indietro quando le condizioni non permettono di proseguire. Una prima volta interrotta. La seconda volta conquistata.

ferrino base campMonza, 11 febbraio 2026

Nel corso della serata si è parlato di esperienze concrete di turismo responsabile, come il progetto legato al Monte Ararat (5.137 m) tra Turchia e Armenia. Come raccontato da Carlo Mamberto, fondatore di Viaggia con Carlo, e da Claudio Piacentino, responsabile marketing, l’obiettivo non è solo accompagnare le persone in vetta, ma creare un ponte culturale con le comunità locali, in particolare con il popolo curdo che abita questo territorio. L’Ararat diventa così non solo una montagna da salire, ma un luogo da conoscere e rispettare.

Fondamentale il contributo di Ferrino, con il progetto Ferrino Ararat Base Camp, ideato per ridurre al minimo l’impatto ambientale e promuovere un modo di viaggiare sempre più autentico, umano, consapevole. Perché il turismo, se ben gestito può rappresentare una possibilità concreta di sviluppo per le comunità locali, nel rispetto dell’ambiente e per preservare le generazioni future.

I prossimi appuntamenti

Il viaggio del BANFF continua fino al 20 marzo con nuovi eventi e momenti di confronto. Ecco le tappe in cui saremo presenti fisicamente con i nostri ambassador:

  • Brescia, il 25 febbraio, Matteo Peroni, caro amico di Carlo, parlerà di come raccontare la montagna sui social in modo consapevole.
  • Finale Ligure, il 27 febbraio, Carlo tornerà a parlare di Nepal, di vallate remote e di cammini che non finiscono sulle mappe più battute.
  • L’Aquila, il 16 marzoDaniele Semprucci e Diletta Di Nuccio guideranno un dialogo sull’amore per il cammino, sulla connessione profonda con l’ambiente e sul significato di viaggiare controcorrente.
  • A Lugano, il 17 marzo, Carlo assieme a Cuore Attivo MonteRosa, racconteranno come un trekking possa diventare un progetto sociale, partendo dalle vallate più remote del Nepal.

Partecipare a questo festival significa entrare in contatto con storie straordinarie di avventura e ispirazione, ma anche fermarsi a riflettere. La montagna è ascolto, responsabilità e pazienza. È sempre una questione di scelte.

Vi aspettiamo numerosi per condividere insieme la magia della natura e il fascino dell’esplorazione!

Per info e prenotazioni: Viaggia con Carlo

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