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14 Ottobre 2026

Alpinismo e Spedizioni · Vertical

“Senza Filtri”, nuova via sulle Wendenstöcke dedicata a Cristian Brenna. Il racconto di Max Faletti

senza filtriSenza Filtri, una nuova via sulle Wendenstöcke. Max Faletti, Berni Rivadossi, Matteo della Bordella e Tommaso Lamantia completano un progetto di alta difficoltà sulla parete svizzera, iniziato nel giugno 2025 e portato a termine dopo oltre un anno. Il racconto di Max Faletti.

Ci sono vie che nascono dalla voglia di esplorare e altre che prendono forma da un legame che continua a vivere nel tempo. “Senza Filtri”, nuova via di alta difficoltà sulle Wendenstöcke, in Svizzera, appartiene a questa seconda categoria: un progetto nato per ricordare Cristian Brenna attraverso la montagna e l’arrampicata.

A raccontarne la storia è Max Faletti, che insieme a Berni Rivadossi, Matteo della Bordella e Tommaso Lamantia ha lavorato alla realizzazione della via, affrontando una parete impegnativa e tornando sul progetto a distanza di oltre un anno.

 

Il racconto di Max Faletti

“Dopo la scomparsa di Cristian Brenna, il legame che ci univa a lui ci ha spinto a cercare un modo per ricordarlo attraverso ciò che più di ogni altra cosa apparteneva alla sua vita: la montagna.

Io e Berni Rivadossi decidiamo così di dedicargli una prima salita, chiamandola “Senza Filtri”.
È maggio quando telefono a Matteo della Bordella per coinvolgerlo nel progetto. Matteo accetta.

5 giugno 2025. La meta è la mecca dell’arrampicata tecnica in Svizzera: le Wendenstöcke. Arriviamo qui anche grazie alla conoscenza profonda che Matteo ha di questa parete e della valle. Suo fratello aveva già intravisto una linea promettente nel settore Maren, a destra di una cascata effimera e formata dallo scioglimento delle nevi primaverili. È un luogo magnifico e severo. Al centro, la parete si impenna in una grande zona aggettante che cattura immediatamente il nostro sguardo.

La mattina iniziamo l’avvicinamento, salendo lungo ripide rampe d’erba, roccette e belle balze di roccia. Anche l’avvicinamento ha già il carattere della parete: terreno esposto, passaggi delicati e tratti in cui un errore non concede seconde possibilità.

Quando raggiungiamo la base, ci accorgiamo che una via esistente solca già la parete. Decidiamo di seguirla per i primi tre tiri, fino allo strapiombo. Lì troviamo una corda fissa. La linea prosegue verso destra, dentro un enorme diedro.

Yeppa!

Lo strapiombo, invece, è completamente libero.

Non perdiamo tempo. Berni e Matteo iniziano a misurarsi con il Bombettone, affrontando i primi tentativi. Sul tiro chiave allungano le distanze tra gli spit: i run-out diventano importanti e la parete chiede subito di essere presa sul serio.

Io affronto lo strapiombo con le jumar. Non sono ancora in grado di salirlo in libera, ma voglio esserci, voglio vedere quella linea da vicino. Berni riesce a uscire dal tiro e io mi ingaggio su un altro tratto, leggermente strapiombante, che sarà poi completato da Matteo. In tre giorni raggiungiamo la cima. Sembra l’inizio della storia. Invece passerà più di un anno prima che torniamo su quella parete.

In autunno, dopo il Climb & Clean, era previsto di tornare a Wenden con Matteo, ma alcuni impegni familiari ci costringono a rimandare. È proprio durante il Climb & Clean, davanti a una cena con gli amici di Matteo, che incontro Tommy Lamantia. Gli raccontiamo del progetto e lo invitiamo a unirsi a noi. Tommy accetta.

Si riparte. Altri tre giorni.

Questa volta la parte bassa della via è ancora da aprire. Il primo tiro lo chiodo io, il secondo viene affrontato da Tommy, mentre Berni torna sul tiro chiave, ancora da liberare, utilizzando le corde fisse che avevamo lasciato l’anno precedente. Il secondo giorno arrivano i primi risultati: riusciamo a liberare i due tiri. Poi Berni si concentra sul tiro chiave.

Quattro tentativi. Quattro volte la parete gli chiede tutto.

via senza filtriLa pelle delle dita è ormai consumata e le forze iniziano a mancare, ma continua a provarci finché le sue condizioni fisiche e quelle ambientali, non proprio favorevoli, lo costringono a fermarsi. La mattina successiva le temperature sono finalmente dalla nostra parte. Berni torna sul tiro chiave e questa volta la parete concede qualcosa in più.

Sale.

Passo dopo passo, movimento dopo movimento, supera il tiro che per così tanto tempo ci aveva tenuti lì.
Poi continuiamo insieme. E alla fine arriviamo in cima. La linea è compiuta.

“Senza Filtri” rimane lì, sulla parete delle Wendenstöcke, come un piccolo segno lasciato per Cristian.

Non servono molte parole. Solo la roccia, gli amici, la montagna.

Grazie, Montagna. Grazie, Natura.

— Max Faletti

Ringraziamenti:

Il progetto è stato realizzato anche grazie al supporto degli sponsor degli alpinisti:

  • Max Faletti: Karpos, La Sportiva, Julbo
  • Berni Rivadossi: Karpos, Scarpa, Grivel, Graffiti Climbers
  • Matteo della Bordella (CAAI): Karpos, Vibram, Hdry, CAMP, Ferrino, DF Sport Specialist, Scarpa, Evil Eye, Ragni di Lecco
  • Tommaso Lamantia (CAAI): Karpos, Blue Ice, Hdry, DF Sport Specialist, Scarpa, Alba Optics.

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