Leader dopo la prima manche, il norvegese inforca a poche porte dal traguardo e si allontana verso il bosco, visibilmente scosso. Oro allo svizzero Meillard sulla Stelvio.
Slalom olimpico Bormio 2026: il giorno più amaro per McGrath
Il 16 febbraio 2026, sulla pista Stelvio di Bormio, lo slalom olimpico Bormio 2026 ha vissuto uno dei suoi momenti più intensi. A poche porte dal traguardo, con l’oro ormai a portata di mano, Atle Lie McGrath ha inforcato nella seconda manche, compromettendo una gara che fino a quel momento aveva controllato con autorevolezza.
Subito dopo l’errore, il norvegese – leader al termine della prima manche – si è allontanato dall’area di arrivo dirigendosi verso il margine boschivo della pista. Un gesto istintivo, dettato dalla delusione, che ha colpito pubblico e addetti ai lavori.
La Stelvio, tracciato simbolo della Coppa del Mondo maschile, ha confermato anche in configurazione da slalom la propria severità tecnica, imponendo precisione assoluta e concentrazione totale fino all’ultima porta.
Una prima manche da riferimento
McGrath aveva costruito la propria prova con solidità e lucidità. Nella prima manche aveva interpretato al meglio il tracciato, mostrando fluidità nei cambi di ritmo e grande precisione negli appoggi. Il margine sugli avversari lo collocava in posizione ideale per giocarsi la medaglia d’oro nella seconda discesa.
Lo slalom speciale, tuttavia, resta disciplina spietata: basta un errore minimo, una linea leggermente anticipata o un attimo di ritardo nell’ingresso porta per compromettere mesi di preparazione.
Ed è quanto accaduto nella seconda manche dello slalom olimpico Bormio 2026: a poche porte dal traguardo, quando il cronometro sembrava confermare la sua leadership, McGrath ha inforcato, perdendo l’allineamento e venendo eliminato.
Il recupero in motoslitta
Dopo essersi allontanato verso il bosco, l’atleta è stato raggiunto dal personale dell’organizzazione e riaccompagnato al parterre con una motoslitta. Una scena inconsueta per una gara olimpica, che ha evidenziato l’impatto emotivo dell’episodio e tutto il dramma sportivo.
Ai Giochi, dove ogni dettaglio è amplificato dalla posta in palio, la gestione della pressione diventa parte integrante della prestazione. In pochi secondi, il confine tra trionfo e delusione si è rivelato sottilissimo.
Il podio: Meillard oro, Gstrein argento, Kristoffersen bronzo
Con l’uscita di scena di McGrath, la classifica ha cambiato volto. L’oro è andato allo svizzero Loïc Meillard, autore di una seconda manche solida e priva di errori.
Alle sue spalle si è classificato l’austriaco Fabio Gstrein, mentre il bronzo è stato conquistato dal norvegese Henrik Kristoffersen, che ha così portato la Norvegia sul podio nonostante la delusione del compagno di squadra.
Il risultato conferma l’equilibrio internazionale della disciplina, con Svizzera, Austria e Norvegia ancora protagoniste nello slalom speciale.
Il lato umano dello sci alpino
L’episodio di McGrath entra tra le immagini simbolo delle Olimpiadi italiane, non solo per la dinamica tecnica della gara, ma per il lato umano dell’agonismo di alto livello.
Nello sport di montagna, dove tecnica e gestione emotiva convivono costantemente, la dimensione psicologica incide quanto la preparazione atletica.
Lo slalom olimpico Bormio 2026 ha mostrato in pochi secondi l’essenza dello sci alpino: talento, pressione e vulnerabilità. L’uscita di McGrath e il successivo allontanamento verso il bosco raccontano la fragilità che può emergere anche ai massimi livelli.
Le Olimpiadi di Milano-Cortina continuano così a offrire storie intense, in cui gloria e delusione convivono sulla stessa linea di traguardo.

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