
Riceviamo e voletieri pubblichiamo il resoconto di una spedizione tenuta da Federico Colli, sciatore estremo, maestro di sci e allenatore federale italiano. Federico – noto per la pratica dello sci ripido ed estremo – ha realizzato discese estreme nelle Alpi (tra cui lo Sperone della Brenva sul Monte Bianco e la parete nord del Lyskamm nel massiccio del Monte Rosa) oltre a spedizioni internazionali in ambienti artici e himalayani. Questo il suo racconto della recente spedizione in Kirghizistan:
“Nel cuore delle montagne del Tien Shan, in Kirghizistan, è stata completata una spedizione di sci estremo che ha portato alla realizzazione di tre nuove linee sciistiche su pareti nord, in un ambiente ancora oggi tra i più selvaggi e autentici del pianeta. La spedizione si è svolta nella regione di Karakol, all’interno di una vasta area montuosa caratterizzata da ghiacciai, valli remote e cime comprese tra i 4000 e i 5000 metri.
L’obiettivo della spedizione: individuare e sciare linee nuove di sci estremo, mai percorse prima, su pendii tecnici e severi.
Le tre discese realizzate presentano caratteristiche di alto livello:
– pendenze tra 45° e 55°
– sviluppo verticale superiore ai 1000 metri
– condizioni di neve complesse (crosta, neve ventata, strati instabili)
– ambiente glaciale e altamente esposto.
Tra queste, spicca un imponente couloir di oltre 1400 metri di dislivello sul Pik Albatros, oltre a due ulteriori linee su pareti nord tecniche, tra cui quella del Pik Ayutor e dello Chon-Ashun Peak.
Sul fondo della valle, a dominare l’orizzonte, la presenza di grandi montagne oltre i 5000 metri, come il Djigit Peak, ha contribuito a definire il contesto di alta quota e l’imponenza della catena.
Logistica e approccio:
La spedizione si è svolta in completa autonomia logistica: avvicinamento a cavallo per diverse ore lungo una valle remota, campo base a circa 2500 metri e campo alto a circa 3500 metri.
Da qui sono state affrontate le salite alle pareti.
Un supporto locale( Erma) ha affiancato la spedizione nella logistica e negli spostamenti, senza partecipare alle discese: le salite e le discese delle linee sono state effettuate in autonomia e in solitaria, aumentando il livello di impegno e responsabilità.
Terreno e condizioni:
Le condizioni incontrate hanno richiesto una gestione tecnica avanzata:
neve ventata e crostosa
presenza di strati deboli (neve “zucchero”)
tratti su ghiaccio vivo
canali stretti ed esposti con base rocciosa
Le discese sono state affrontate in ambiente severo, su pareti nord fredde e in ombra, con temperature estremamente rigide.
Un territorio ancora selvaggio:
Uno degli aspetti più significativi della spedizione è stato il contesto.
Il Kirghizistan rappresenta oggi uno dei pochi luoghi dove l’alpinismo e lo sci estremo possono ancora essere vissuti in modo autentico: valli completamente isolate in inverno, assenza di infrastrutture, lunghi avvicinamenti, ambiente naturale intatto. Allontanandosi dalle poche zone turistiche, si entra in un territorio dove la montagna è ancora dominante e dove l’esplorazione mantiene un significato reale.
Il ritorno:
La spedizione si è conclusa con un rientro di oltre 40 chilometri con gli sci, lungo la valle, affrontato in condizioni difficili tra freddo intenso, neve irregolare e buio.
Un epilogo fisicamente impegnativo che rappresenta pienamente la natura di questo tipo di spedizioni.
Una spedizione che conferma come, anche oggi, esistano ancora spazi per l’esplorazione, l’apertura di nuove linee e sci estremo autentico in uno degli ambienti montani più vasti e meno frequentati del mondo.”
Colli Federico
INFO: Federico Colli




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