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12 Marzo 2026

Alpinismo e Spedizioni · Vertical

Invernale sul Naso di Zmutt:
Della Bordella e Mau firmano un’impresa sul Cervino

matteo della bordella cervino

Matteo della Bordella – Credits: Instagram

Naso di Zmutt: gli alpinisti dei Ragni di Lecco Matteo Della Bordella e Giacomo Mau realizzano una nuova salita invernale su una delle strutture più complesse del Cervino.

Una nuova pagina dell’alpinismo invernale sulle Alpi è stata scritta l’11 marzo 2026 sul Cervino, una delle montagne simbolo dell’alpinismo mondiale. Gli italiani Matteo Della Bordella e Giacomo Mau, entrambi membri dei Ragni di Lecco, hanno completato una nuova salita invernale sul Naso di Zmutt, una delle strutture più tecniche e prestigiose dell’intero massiccio.

L’impresa si inserisce nella lunga tradizione delle grandi salite su questa montagna iconica, dove pareti severe, forte esposizione e condizioni invernali trasformano ogni tentativo in una sfida di altissimo livello. La nuova linea sul Naso di Zmutt rappresenta un ulteriore segnale della vitalità dell’alpinismo esplorativo contemporaneo sulle Alpi.

Il Naso di Zmutt: una struttura storica e impegnativa

Il Naso di Zmutt è una delle grandi architetture di roccia e ghiaccio del Cervino. Situato sul versante occidentale della montagna, si distingue per la sua forma caratteristica e per l’imponenza della parete che domina il ghiacciaio sottostante.

Nel corso della storia alpinistica, questa struttura ha attirato alcune delle cordate più forti del panorama internazionale. Le sue linee ripide e articolate offrono itinerari tecnici che richiedono grande esperienza nella progressione su terreno misto, dove roccia, neve e ghiaccio si alternano continuamente.

Affrontare il Naso di Zmutt in inverno significa confrontarsi con condizioni ancora più severe: temperature rigide, giornate brevi e una montagna spesso coperta da ghiaccio duro o neve instabile. In questo contesto, ogni nuova salita assume un valore alpinistico particolare.

La cordata dei Ragni di Lecco

A firmare questa nuova invernale sul Naso di Zmutt sono stati Matteo Della Bordella e Giacomo Mau, due alpinisti che rappresentano bene la tradizione e, allo stesso tempo, il rinnovamento dell’alpinismo italiano.

Entrambi fanno parte dei Ragni di Lecco, uno dei gruppi alpinistici più prestigiosi d’Europa. Fondato nel dopoguerra, il sodalizio lecchese ha scritto pagine fondamentali dell’alpinismo alpino ed extraeuropeo, dalle grandi pareti delle Alpi fino alle spedizioni su montagne remote del pianeta.

Negli ultimi anni i Ragni hanno continuato a distinguersi per uno stile di salita moderno e per una forte attenzione alla ricerca di nuove linee o alla reinterpretazione di itinerari classici in condizioni diverse.

L’ascensione di Della Bordella e Mau si inserisce pienamente in questa filosofia: esplorazione, impegno tecnico e rispetto dello stile alpino.

L’alpinismo esplorativo sulle Alpi

La nuova invernale sul Naso di Zmutt dimostra come, anche su montagne molto frequentate e storicamente esplorate come il Cervino, esistano ancora margini per salite innovative.

Negli ultimi anni molte cordate di alto livello stanno tornando a concentrarsi sulle Alpi con uno spirito fortemente esplorativo. Le nuove vie non sono necessariamente legate a pareti inesplorate, ma spesso nascono dalla ricerca di linee logiche su strutture già conosciute o dalla volontà di affrontare itinerari in condizioni più difficili, come quelle invernali.

Questo approccio valorizza la creatività alpinistica e la capacità di leggere la montagna, qualità che rimangono centrali nella pratica dell’alpinismo moderno.

Il Cervino, laboratorio dell’alpinismo

Il Cervino, con la sua forma piramidale inconfondibile, continua a essere uno dei grandi laboratori dell’alpinismo alpino. Le sue creste e le sue pareti hanno visto nascere alcune delle salite più importanti della storia e ancora oggi rappresentano un terreno di confronto per alpinisti di altissimo livello.

La presenza di strutture complesse come il Naso di Zmutt rende questa montagna particolarmente interessante dal punto di vista tecnico. Le possibilità di combinazioni di itinerari, varianti e nuove linee mantengono viva l’attenzione degli alpinisti più esperti.

L’impresa di Matteo Della Bordella e Giacomo Mau si inserisce proprio in questo contesto: una montagna storica affrontata con uno sguardo contemporaneo.

La vitalità dell’alpinismo italiano

La nuova invernale sul Naso di Zmutt conferma anche la vitalità dell’alpinismo italiano sulle Alpi. Le nuove generazioni di alpinisti continuano a muoversi nel solco di una tradizione importante, ma con un approccio aggiornato e internazionale.

In questo panorama i Ragni di Lecco restano un punto di riferimento. Il gruppo continua a formare e sostenere alpinisti capaci di confrontarsi con le sfide più difficili dell’alpinismo moderno, sia sulle montagne di casa sia su scenari più lontani.

L’ascensione dell’11 marzo sul Cervino si aggiunge così alla lunga lista di imprese che mantengono viva la storia alpinistica delle Alpi.

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