La discesa libera femminile a Cortina d’Ampezzo segnata dall’incidente della campionessa statunitense e dal podio azzurro. Decima Federica Brignone in una gara intensa e complessa.
La discesa libera femminile dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, disputata oggi 8 febbraio sulla storica pista Olimpia delle Tofane a Cortina d’Ampezzo, ha regalato una giornata carica di emozioni contrastanti, tra risultati sportivi di altissimo livello e un grave episodio che ha tenuto tutti con il fiato sospeso.
A segnare profondamente la gara è stata la caduta di Lindsey Vonn, leggenda dello sci alpino mondiale. La statunitense, al centro di grande attenzione mediatica per il suo ritorno alle competizioni olimpiche, è caduta pochi secondi dopo la partenza, perdendo il controllo in una fase iniziale del tracciato. L’impatto è stato violento e ha costretto la direzione gara a una sospensione temporanea. Dopo i primi soccorsi in pista, Vonn è stata trasportata in elicottero all’ospedale di Cortina per accertamenti, lasciando un clima di forte preoccupazione tra pubblico e atlete.
L’episodio ha inevitabilmente riacceso il dibattito che aveva accompagnato la sua presenza ai Giochi. Nelle settimane precedenti, infatti, Vonn era stata al centro di polemiche e discussioni legate alla volontà di gareggiare nonostante un grave infortunio al legamento crociato occorsole nella gara Crans-Montana, scelta che aveva sollevato interrogativi su rischi, opportunità e gestione della salute degli atleti di vertice. La sua caduta ha riportato con forza l’attenzione sul confine sottile tra il desiderio di competere ai massimi livelli e la tutela dell’integrità fisica, soprattutto in una disciplina estrema come la discesa libera olimpica.
L’incidente ha inoltre rilanciato il tema della sicurezza nello sci alpino ad alta velocità, in una specialità che impone pendenze, salti e velocità elevatissime. La pista Olympia delle Tofane, pur considerata un capolavoro tecnico, richiede condizioni fisiche e mentali ottimali, rendendo ogni errore potenzialmente decisivo.
Sul piano sportivo, la gara ha comunque espresso verdetti di grande valore. L’oro è andato alla statunitense Breezy Johnson davanti alla tedesca Emma Aicher, mentre per l’Italia è arrivata una medaglia pesantissima con Sofia Goggia, capace di conquistare il bronzo olimpico. L’azzurra ha chiuso a 59 centesimi dalla vetta, confermando ancora una volta la sua straordinaria continuità nella specialità regina della velocità.
Per Goggia si tratta del terzo podio olimpico consecutivo in discesa libera, un risultato che rafforza il suo status di riferimento assoluto dello sci alpino femminile mondiale. In una gara segnata da interruzioni, tensione e condizioni tecniche impegnative, la bergamasca ha saputo mantenere lucidità e aggressività, dimostrando una maturità agonistica che va oltre il semplice riscontro cronometrico.
Meno appariscente nel risultato finale, ma di grande valenza sportiva, la prova di Federica Brignone, che ha chiuso in decima posizione. Il piazzamento assume un significato particolare alla luce del suo rientro alle gare dopo un periodo complesso, confermando la capacità della valdostana di competere ad alto livello anche nelle discipline più esposte. La sua discesa, solida e senza eccessi, rappresenta un segnale importante in termini di continuità e affidabilità, elementi chiave nel bilancio complessivo della squadra azzurra.
Nel complesso, la discesa libera femminile di Milano-Cortina 2026 resterà una delle gare simbolo di questi Giochi: da un lato la celebrazione del talento, della resilienza e della profondità tecnica dello sci italiano, dall’altro il volto più duro dello sci alpino, che ricorda quanto sottile sia il confine tra prestazione e pericolo. Un evento che rafforza il fascino della montagna olimpica, invitando al tempo stesso a una riflessione attenta e responsabile sulla tutela degli atleti.

Action
















