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5 Febbraio 2026

Climbing · Vertical

“Over the Trip”, nuova linea di misto accanto alla storica “Trip in the Night”

Una nuova linea di misto arricchisce uno dei settori più iconici del ghiaccio valdostano. Si chiama “Over the Trip” ed è stata aperta da Leo Gheza e Luca Matteucci a lato della celebre “Trip in the Night”, in Valsavarenche. La via si sviluppa su tre tiri per circa 100 metri, con difficoltà fino a WI6, M8 R: un itinerario tecnico e vario, pensato per chi vuole spingersi oltre le proprie abitudini senza entrare nell’estremo.

“Trip in the Night” e la sua variante “Trip in the Light” sono due vere pietre miliari dell’arrampicata su ghiaccio. Aperta nel marzo del 1988 da Fabrizio Bertino e Roberto Zorzettig, la linea originale rappresentò, con i materiali e il contesto dell’epoca, un deciso salto in avanti per la disciplina. La variante arrivò nove anni più tardi, a firma Damilano, Girod e Perroux. Oggi la cascata è una grande classica della Valle d’Aosta, frequentata e ammirata anche per la sua bellezza evidente.

Proprio durante una recente ripetizione della “Trip in the Night” insieme a Giulia Compagnoni, Leo Gheza ha individuato una possibile alternativa sulla destra. “Ho notato delle frange interessanti e una roccia sana. Le condizioni erano buone, così il giorno dopo sono tornato con Luca Matteucci e abbiamo provato a salire quella linea”, racconta. La via è stata aperta interamente dal basso, seguendo un tracciato sostanzialmente indipendente dalla cascata principale.

La progressione alterna tratti di ghiaccio e sezioni su roccia, con buoni agganci e numerose tacche, interrotte da meduse strapiombanti che rendono alcuni passaggi più fisici. La prima sosta può essere in comune con la cascata; l’ultimo tiro segue invece una fessura, protetta con due spit e tre friend, mentre la sosta finale coincide con quella della via classica, da cui è possibile calarsi fino alla base. In apertura sono stati utilizzati tre chiodi e cinque spit.

Il sabato successivo Gheza è tornato sulla linea per liberarla, ancora una volta con Giulia. Le condizioni, però, erano in rapido cambiamento: “Le temperature oscillavano tra -3 e +2 gradi e la struttura iniziava lentamente a degradare, soprattutto nella parte centrale. Detto questo, rispetto alla cascata principale, la linea resta generalmente più sicura a parità di meteo”.

“Over the Trip” non nasce come una via estrema, ma come un’opportunità per mettersi alla prova: “Non è super chiodata e non è una via ‘comoda’, ma per chi vuole uscire dalla propria comfort zone è una salita davvero bella”, conclude Gheza, sottolineando come sempre l’importanza di valutare attentamente condizioni e contesto, che possono variare sensibilmente rispetto al momento dell’apertura.

Lo Scarpone

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