A Tesero, in Val di Fiemme, il quartetto azzurro conquista un podio olimpico che mancava da vent’anni. Decisiva l’ultima frazione di Federico Pellegrino.
Il 15 febbraio 2026 resterà una data significativa per lo sci nordico italiano. Ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, l’Italia ha conquistato la medaglia di bronzo nella staffetta maschile 4×7,5 km di sci di fondo, riportando il tricolore sul podio olimpico di squadra a distanza di vent’anni dall’ultima volta.
La gara si è disputata allo Stadio del Fondo di Tesero, in Val di Fiemme, uno dei templi mondiali della disciplina. Un’arena che conosce bene il grande sci nordico e che ha spinto con entusiasmo il quartetto azzurro composto da Elia Barp, Davide Graz, Martino Carollo e dal capitano Federico Pellegrino.
Una gara costruita frazione dopo frazione
La staffetta 4×7,5 km è tra le prove più tecniche e strategiche del programma olimpico del fondo. Alterna tecnica classica e tecnica libera, richiede gestione del ritmo, lettura tattica e capacità di reggere la pressione del confronto diretto.
L’Italia ha interpretato la gara con solidità e continuità. Nelle prime frazioni il quartetto azzurro è rimasto agganciato al gruppo delle nazioni più accreditate, evitando strappi eccessivi e mantenendo un distacco contenuto dalle posizioni di vertice. Una condotta lucida, senza forzature premature, che ha consentito alla squadra di presentarsi nelle battute finali ancora in piena lotta per il podio.
Davanti, la Norvegia ha imposto il proprio ritmo, confermando la tradizione dominante nella disciplina. A guidarla verso l’oro è stato Johannes Høsflot Klæbo, protagonista di una frazione conclusiva di altissimo livello. L’argento è andato alla Francia, capace di inserirsi stabilmente nelle prime posizioni.
L’ultima frazione decisiva
La medaglia di bronzo è maturata negli ultimi chilometri, quando Federico Pellegrino ha preso in mano la situazione. Il capitano azzurro, punto di riferimento dello sci di fondo italiano nell’ultimo decennio, ha affrontato l’ultima frazione con determinazione ed esperienza.
Nel tratto conclusivo, Pellegrino ha staccato il finlandese Niko Anttola nella volata per il terzo posto, regalando all’Italia un podio olimpico di enorme valore simbolico e tecnico. Un’azione costruita con lucidità: prima il controllo, poi l’allungo progressivo, infine la gestione negli ultimi metri sotto la spinta del pubblico di casa.
Il bronzo olimpico nella staffetta rappresenta non solo un risultato sportivo, ma anche il coronamento di un percorso collettivo. La squadra ha dimostrato compattezza, spirito di sacrificio e capacità di reggere la pressione di un’Olimpiade organizzata in Italia.
Un podio che mancava da vent’anni
L’Italia non saliva sul podio olimpico nella staffetta maschile di sci di fondo da vent’anni. Un digiuno lungo, in una disciplina dove la concorrenza internazionale è altissima e dominata da nazioni con grande tradizione e profondità di squadra.
Questo bronzo olimpico nella staffetta assume quindi un valore storico. È il segnale di una nazionale che ha saputo rinnovarsi, inserendo giovani atleti accanto a un leader esperto come Pellegrino. L’equilibrio tra freschezza e maturità ha rappresentato uno dei punti di forza della squadra.
Per il movimento del fondo italiano, il risultato di Tesero conferma la solidità di un percorso tecnico costruito negli anni tra Coppa del Mondo, Mondiali e grandi appuntamenti internazionali. In un’Olimpiade casalinga, la medaglia diventa anche un segnale di fiducia per il futuro.
La Val di Fiemme al centro del fondo mondiale
Il successo azzurro si inserisce in un contesto che vede la Val di Fiemme ancora una volta protagonista dello sci nordico internazionale. Le piste di Tesero, tecniche e selettive, hanno esaltato le qualità degli atleti e garantito uno spettacolo all’altezza dell’evento olimpico.
Per il pubblico italiano, assistere a un bronzo olimpico nella staffetta sulle nevi di casa ha rappresentato un momento di forte coinvolgimento. Un’immagine destinata a rimanere nella memoria collettiva dello sport invernale nazionale.

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