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2 giugno 2012

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1^ RASSEGNA DEI VINI DI MONTAGNA Costigliole Saluzzo (CN), 2-3 giugno 2012

Rari ed eroici. I migliori vini di montagna saranno protagonisti sabato 2 e 3 giugno, a Costigliole Saluzzo (CN).

Il Festival Colline Saluzzesi giunto alla settima edizione, accanto al consueto cartellone di concerti e appuntamenti culturali, dedica infatti l’apertura alla prima “Mostra dei vini di montagna” (da scoprire anche sul portale www.vinidimontagna.it) promossa in collaborazione con l’Uncem Piemonte e il Cervim (Centro di ricerche sulla viticoltura montana).

Nell’ampio cortile-giardino di Palazzo Giriodi, sede comunale di Costigliole, si potranno degustare e acquistare i gloriosi vini estremi dalla Valle d’Aosta, dal Mayolet al Gamay all’Enfer d’Arvier, che insieme ai più noti Chambave, Donnas e Blanc de Morgex costituiscono un patrimonio del Paese. Così come sarà possibile conoscere i Nebbioli del Nord nati dalle vigne di pietra quali l’altocanavesano Carema, i vini dell’Ossola e della val di Susa.

Nell’ambito della Mostra sono in programma degustazioni professionali con gli esperti sommelier dell’Onav. E siccome il vino viaggia a braccetto con la gastronomia il visitatore potrà accompagnare bicchieri di eccellenza alle specialità del territorio (salumi, formaggi, dolci), presenti sui banchi delle aziende produttrici sia sabato pomeriggio che domenica.

I vini di montagna presentano caratteri di qualità del tutto particolari, per la ricchezza di sfumature, l’equilibrio tra vista e olfatto, il gusto spesso sorprendente perché tutt’altro che omologato. I produttori conservano gelosamente frammenti di terra coltivabile abbarbicati sulla roccia, fecondati dal calore che la pietra conserva quando esposta al sole, ricchi di una storia enoica che non ha nulla a che fare con il calcolo, il mercato, la convenienza. «Il vino può essere il volano di una nuova economia montagna – spiega Lido Riba, presidente Uncem PiemonteQuesti vitigni possono incontrare un segmento di mercato particolare dove il consumatore che per la prima volta compra per curiosità, poi si lascia conquistare dalla passione. Oggi il vino di montagna si fa moltiplicando i vitigni autoctoni e infrastrutturando un sistema che dia servizi alla viticoltura di montagna. E’ certo che nel supporto ai produttori, non si può impostare un protocollo di sostegno uguale a quello di collina. Serve un vero progetto, parola chiave affinché il vino abbia successo. Il vino si sceglie per piacere, nasce da un progetto di design che va costruito con elementi forti».

Info: www.uncem.piemonte.it

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