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27 Settembre 2019

Alberto Gnerro, domenica 29 a Le Manie per Finale for Nepal

Cari amici,
ecco un altro momento di grande avventura! Domenica 29 settembre alle 19.00 ci vedremo a Le Manie (Liguria) per la decima edizione di Finale for Nepal. Avrò il piacere di intervistare il grande amico Alberto Gnerro, il leggendario scalatore, l’uomo che ha portato più avanti i limiti dell’allenamento a livello italiano e probabilmente mondiale, negli ultimi 30 anni.

Ho avuto l’onore di essere il biografo di questo mito tout court: lo intervisterò e presenteremo insieme la sua vita in relazione al libro che ne parla: 60 Milioni.

Alberto Gnerro è considerato “il più forte climber italiano di tutti i tempi”, un atleta ascetico e visionario, schivo e lontano dal mondo social. Ma chi è davvero?
Esistono due Alberto: il primo è un ragazzo giovane, sorridente ed entusiasta, un vulcanico arrampicatore che ha attraversato tutte le epoche dell’arrampicata sportiva. Si direbbe la storia avvincente di una leggenda, eppure questo libro racconta ben altro.

Il secondo personaggio è un veterano reduce da ogni possibile conflitto, nella vita e sulle pareti, che affronta l’esistenza sulle note del Boss Springsteen. Qual è il nesso tra le due figure?

Il Doc è l’uomo delle scalate a vista con oltre quattrocento vie on sight tra l’8b e l’8b+, tra cui il primo 8b a vista al mondo da lui stesso sgradato, il primo italiano ad aver chiodato e liberato il 9a in territorio nazionale e ad aver chiuso l’8a on sight; in free solo fino al 7c.

Esploratore con la corda e nel boulder, per vent’anni in lotta ai vertici delle gare tra Coppa del Mondo, master internazionali, oltre che artista tracciatore nelle più importanti manifestazioni, sempre alla ricerca della fatica per la fatica.

Aspettando di averlo di fronte alla grande platea, ho deciso di fargli giusto quattro domande ora, per poi vederci a Le Manie.

Oramai sono passati mesi dall’uscita della biografia che parla della tua vita. Il volume 60 Milioni sta spopolando … cosa ne pensi? La gente ama la tua figura? Sei un simbolo? Pensi che possa servire a parlare dell’arrampicata alle origini oltre che di te? Cosa insegna questo libro?
Non so se la gente ami la mia figura. Sinceramente non mi aspettavo che spopolasse, ma se mi dici che e cosi probabilmente da parte del pubblico c’é un po’ di curiosità sicuramente. Diversi mi hanno scritto a riguardo e sono stupiti e soddisfatti del libro, anche sicuramente da come le storie sono state riportate. Un libro facile da leggere …che forse motiva chi sogna come io lo feci nei tempi passati.

L’ultima volta che ci siamo sentiti avevi fatto un 8c in due giri… Sei sempre in allenamento, stai provando qualcosa ultimamente?
Ero a Saint Leger. una delle mie falesie preferite che mi danno una particolare energia… Si mi alleno sempre giocando un po’ più sull’intensità che sul volume. La forza non mi abbandona ancora, anche se quest’anno tra tracciature e lavori ho scalato pochissimo. Ora mi metto a posto e riprenderò seriamente ad allenarmi anche perché ho qualche progetto di 9 plus in giro…

In questi giorni so che sei dietro a un’altra bella avventura. Hai aperto una nuova palestra, un nuovo centro di arrampicata. Cosa ci puoi raccontare al riguardo?
Posso dirti che non lo rifarei mai più, ma ormai ero dentro e non potevo più tornare indietro. La burocrazia ha spento i miei buoni propositi. Cercare di fare qualcosa in questo paese oggi è troppo complicato.

Sei reduce dall’aver tracciato ai Mondiali, dopo anni e anni che svolgi anche questo mestiere. Cosa puoi raccontarci di questa esperienza?
Tracciare è ormai un lavoro a tutti gli effetti. Ho avuto esperienze di lavoro con i team francesi e cinesi oltre che alle varie tracciature di gare nazionali e internazionali. Mi riesce facile, ma alle volte il rumore dell’avvitatore diventa una cosa noiosa da ascoltare e allora so che la mia parte creativa va a farsi abbandonare. E’ un lavoro che richiede molta energia e creatività, se diventa routine alle volte commetti errori o cadi nella noia.

 

…Come ogni volta Alberto resta umile e se gli chiedi come mai non se la tiri ti risponde “ma è solo arrampicata“. Come se quella di Springsteen fosse solo musica, un mucchio di note… Ma come migliaia di persone seguono il Boss e ne rimangono influenzate, modificano le proprie scelte, così i fan del Doc trovano in lui un esempio di determinazione incrollabile, inseguono la sua di canzone.

E magari avremo un bel po’ di ragazzi che, invece di cercare l’ultimo telefonino di moda, spaccandosi di “panini” al Mc Donald, decideranno di inseguire i propri sogni e …magari di raggiungerli!

Compagni d’avventura e amici …ci vediamo domenica per questo grande momento: Vi Aspetto!

Christian Roccati
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