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8 ottobre 2015

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AVAATARA (9A). Lama e Khoury aprono la prima via nella Gola di Bataara

David Lama, Gola di Baatara, Libano. Foto: Corey Rich/Red Bull Content Pool

David Lama, Gola di Baatara, Libano. Foto: Corey Rich/Red Bull Content Pool

AVAATARA (9A), IN LIBANO. PRIMA VIA NELLA GOLA DI BAATARA, DA DAVID LAMA E JAD KHOURY

David Lama, che in questi anni a affrontato con successo le cime delle montagne di tutto il mondo, ha recentemente aperto una nuova via nella Gola Baatara in Libano, un ambiente mai esplorato prima.

A ispirare il climber venticinquenne è stata una fotografia che ritraeva la bellezza geologica della Gola di Baatara e dei suoi bizzarri archi a strapiombo. Uno scatto realizzato dietro una cascata, così impressionante da convincere Lama a tornare allo sport che lo ha iniziato alla montagna, l’arrampicata, dopo che per qualche anno si era dedicato quasi esclusivamente a imprese alpinistiche, come l’ascesa al Cerro Torre.

La Gola di Baatara, anche conosciuta con il nome di “La Grotta dei Tre Ponti” è una formazione calcarea giurassica situata a Tannourine, a circa 75 chilometri dalla capitale libanese Beirut.

“Quando ho visto dal vivo questo luogo ho pensato che non potesse essere reale. La dolina di Baatara è un posto magico: cascate alte più di 100 metri, magnifici archi di roccia blu e arancio a contrasto con il verde acceso della natura lussureggiante, un paesaggio surreale che mi ha fatto pensare di essere finito nel film ‘Avatar’,” ha commentato David Lama. “Non è facile trovare luoghi così belli che non siano mai stati scalati prima”.

Jad Khoury, compagno di scalata libanese di Lama ha aggiunto: “Il Libano non è un luogo conosciuto nel mondo per la natura e per l’arrampicata. Piuttosto questo paese è spesso associato alla parola guerra. Il climbing in Libano rappresenta una nuova speranza con un enorme potenziale e con vie bellissime”.

Gola di Baatara, Libano. Foto: Corey Rich/Red Bull Content Pool

Gola di Baatara, Libano. Foto: Corey Rich/Red Bull Content Pool

Lo studio delle sporgenze e delle prese sulla parete per trovare la via giusta è stato il primo passo di David e del suo compagno di avventura Jad per cominciare l’impresa. A prima vista, non sembrava ci fossero vie scalabili: la linea più evidente, con le prese più visibili, presentava una roccia sporca, bagnata e scivolosa. I due non si sono dati per vinti e hanno trovato una linea apparentemente praticabile, a destra della cascata, con una serie di tacche e svasi che sembravano attraversare tutto il magnifico arco, fino all’apice del tetto.

“Se ti trovi di fronte a una parete ancora intatta, puoi studiare una linea e muoverti in totale libertà, esprimendo tutto te stesso”, ha spiegato David Lama. “Sapevo che tutti i movimenti che avevo studiato erano praticabili, ma non ero sicuro di poterli eseguire in sequenza, uno dopo l’altro”.

Fatica e resistenza sono stati due elementi chiave per poter concludere l’arrampicata attraverso tutto il muro, con movimenti veloci su piccolissimi appigli, lottando presa dopo presa contro la gravità per raggiungere la fine della via. “Credo che quando ti misuri con pareti così difficili, molto vicine ai tuoi limiti, l’arrampicata possa essere definita come una forma d’arte e non come uno sport”, ha affermato Lama.

La nuova via, gradata 9A, e liberata il 18 giugno scorso, è stata nominata ‘Avaatara’ (dall’unione dei nomi Avatar e Baatara), un appellativo creato per richiamare la bellezza del paesaggio “da film”, che i due climber hanno scoperto essere reale nella gola libanese.

‘Avaatara’ è la più difficile via mai scalata in Libano e, secondo David Lama, la più bella e complicata che lui abbia mai affrontato. Ispirato dall’impresa mediorientale appena portata a termine, Jad Khoury continuerà a esplorare nuove pareti in Libano, mentre David Lama si sta già preparando per la prossima avventura alpinistica: tornerà nella terra d’origine del padre, il Nepal.

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