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2 settembre 2014

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CHO OYU 2014 (8201 m). Due cuneesi e un padovano sfidano la "Dea Turchese"

Spedizione al Cho Oyu, 2014. Fonte logo: www.23gradinord.com

Spedizione al Cho Oyu, 2014. Fonte logo: www.23gradinord.com

CHO OYU 2014. NUOVA SPEDIZIONE ALPINISTICA ALLA SESTA MONTAGNA PIU’ ALTA DELLA TERRA

I piemontesi Alice Cavallera e Alberto Pacellini e il veneto Nicola Bonaiti tenteranno l’ascesa alla sesta montagna più alta del mondo, il Cho Oyu (8201 m).

Gli alpinisti sono partiti a fine agosto. L’arrivo in cima è atteso per la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

I due cuneesi Alice Cavallera e Alberto Pacellini e il padovano Nicola Bonaiti tenteranno la vetta, che con i suoi 8.201 metri è la sesta montagna più alta del mondo. L’Ottomila, scalato per la prima volta nel 1954, sorge al confine tra Nepal e Tibet, nella catena Himalayana. Il suo nome significa “Dea Turchese”.

Cavallera, Pacellini, Bonaiti. Fonte: archivio spedizione al Cho Oyu 2014

Cavallera, Pacellini, Bonaiti. Fonte: archivio spedizione al Cho Oyu 2014

I tre alpinisti sono arrivati a Kathmandu, la capitale del Nepal, il 30 agosto. A giorni, dopo le varie formalità burocratiche, cominceranno l’avvicinamento alla montagna.

Affronteranno la prima parte del tragitto in pullman e jeep passando per le città di Zhangmu, Naylam e Tingri. Da lì inizieranno una serie di trekking che si concluderanno il 12 settembre, con l’arrivo al Campo Base del Cho Oyu, a 5.700 metri. A quel punto prenderà il via l’ascensione, che prevede di allestire tre Campi d’alta quota (rispettivamente a 6.400, a 6800 e a 7400 metri) per raggiungere poi gli 8.201 metri della vetta.

Giunti al Campo Base, i tre alpinisti avranno diverse settimane a disposizione per acclimatarsi (ossia per abituare il loro corpo all’alta quota) e per salire in cima, senza il supporto di guide nè di bombole d’ossigeno. Durante le prime salite, necessarie ad allestire i Campi d’alta quota, Alberto Pacellini e Alice Cavallera valuteranno se affrontare la discesa dalla cima con gli sci.

L’arrivo in vetta dei tre scalatori è atteso per la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Molto dipenderà dal meteo, ma anche dalle loro condizioni fisiche. Il Cho Oyu possiede tutte le difficoltà tipiche di un “ottomila”, con il corpo che è costretto a lavorare sotto sforzo in condizioni critiche, con temperature che possono arrivare anche a 30 gradi sotto zero e con la grande carenza di ossigeno che caratterizza le quote così elevate.

È possibile seguire giorno per giorno la loro spedizione attraverso il sito www.23gradinord.com o la pagina Facebook www.facebook.com/23gradinord

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