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14 ottobre 2019

Senza categoria · Running · Trail Running

CMP Trail 2019: “Quando vincono le emozioni” – di Aron Lazzaro

Ciao Aron, cosa ne pensi di partecipare ad un trail organizzato in quella di Bassano del Grappa?”
Perchè no Andrea, ma sì dai facciamo questa cosa! Non sono preparatissimo, ma la curiosità di mettermi in gioco è forte!

Pochi giorni dopo mi ritrovo così nella mia auto, vestito in modalità runner, un pochino assonnato per la levataccia, ma in compagnia di una bellissima alba che spesso si può ammirare in Valbelluna. Direzione: la splendida città di Bassano del Grappa; obiettivo: la 18km della CMP trail, una delle gare competitive organizzate da CMP, azienda veneta in continua espansione che si occupa di accessori e abbigliamento outdoor.

Due sono le principali gare agonistiche organizzate per questo evento: la 18 km e la 42 km. Ci sono poi altri tre percorsi proposti per i più giovani o per chi è alle prime armi; il tutto immerso nel meraviglioso contesto della Villa Palladiana di Angarano, ora anche Patrimonio Unesco.

Eravamo ben 2500 atleti, coccolati da un’impeccabile organizzazione: parcheggi molto accessibili, veloce ritiro dei pettorali e consegna del pacco gara. Quest’ultimo era davvero molto ricco e in particolare, tra i gadgets, ho apprezzato la nuova linea di prodotti food creata e lanciata da CMP, in concomitanza con l’evento sportivo. Una proposta innovativa da parte di un’azienda che ha deciso di allargare i propri orizzonti anche al settore food, offrendo prodotti alimentari biologici (biscotti, pasta, barrette, cioccolate etc… ) di assoluta eccellenza per gli amanti dello sport, ma anche per chi è semplicemente attento all’alimentazione.

Ma torniamo alla corsa. Spesso e volentieri in queste occasioni capita di ritrovarsi con amici, condividere sorrisi, emozioni e racconti di vita mentre si attende la partenza. L’appuntamento gara è spesso il risultato di mesi o persino anni di duri sacrifici e allenamenti; la costante ricerca di emozioni indescrivibili, impalpabili e insostituibili nel loro compimento. Risulta impossibile farne a meno perchè ti permettono di vivere la gara nel modo più divertente, stimolante e anche “poetico”, evitando di correre solo per primeggiare o competere con gli altri.
E’ cosi che mi sento nella mia personale esperienza: dopo 25 anni di attività sportiva non mi annoio ancora nel fare qualsiasi attività sportiva, dall’atletica, alla corsa in montagna.

Finalmente è arrivato l’eccitante momento della partenza. Fianco a fianco con atleti che arrivano da tutta Italia tra i quali, con mia enorme gioia, ritrovo anche due miei cari amici. Sorridendo tra una battuta e l’altra accogliamo lo start, pochi secondi di countdown e “bam” partiamo con il cuore in gola iniziando a spingere ad un ritmo forsennato per i primi 4 chilometri pianeggianti pur sapendo che ci aspettava poi una micidiale salita attraverso l’alta via del Tabacco con direzione Caluga, attraversando i pendii delle montagne soprastanti la città di Bassano.
Giusto il tempo di ammirare lo splendido contesto sulle rive del fiume Brenta, valutare gli avversari e in pochi minuti ci ritroviamo ad affrontare la micidiale rampa. Nel processo di risalita e scollinatura si delinea così l’inevitabile selezione.
Ogni atleta ha le proprie caratteristiche: c’è chi e’ più forte nel piano, chi nelle salite e chi nelle discese tecniche. Su un terreno per nulla banale, tra sentieri e antiche mulattiere, inizia così una lunga serie di sorpassi e recuperi, tra i quali anche io (sorpreso) ne faccio parte.

Le sensazioni in gara sono buone:  le mie gambe, anche se un pochino stanche, tengono bene il ritmo. I primi tre atleti hanno preso il largo, ma non importa mi basta sapere che posso battagliare comunque per le prime cinque o sei posizioni e la cosa mi rende davvero felice.
Il contesto poi è meraviglioso e, anche se rimango concentrato sulla veloce sequenza degli appoggi dei piedi, riesco comunque a guardarmi intorno e rendermi conto  di un scenario panoramico che mai avrei immaginato di scoprire come ad esempio le cascate del Silan, i solivi pendii di ulivi ed il romanticissimo lungo-Brenta. Ecco uno dei tanti motivi per i quali è bello partecipare a questo genere di trail, il fatto di scoprire nuovi posti con la promessa poi di tornarci.

Avvolto quindi nei miei inevitabili “trip mentali”,  durante la corsa stringo i denti perchè mi rendo conto che siamo alla fine, l’orologio gps non tradisce, mancano solo 4 km e concentro quindi le mie ultime forze per sgasare nella parte finale del percorso. Un’ultima discesa tecnica, due chilometri di piano attraverso i verdi argini alberati del Brenta e un sorpasso. Guadagno così una sudatissima sesta posizione  tra il caloroso tifo di un pubblico davvero eccezionale.

Cerco e abbraccio il mio amico Eddj che ha vinto la gara (ne ero certo e felicissimo) e Daniele che invece, proprio alla fine ho potuto superare (con mia grande sorpresa) pur essendo uno dei favoriti. Ad ogni modo, i giochi delle classifiche non contano: a ripagare lo sforzo sono le emozioni che si provano correndo, il fatto di esserci e condividere con gli altri un’impagabile sensazione di libertà.
Se ci aggiungiamo poi, un terzo tempo strepitoso, un buona birra in compagnia e le prelibatezze locali proposte dal catering dell’organizzazione, ecco che inevitabile corre il pensiero e il desiderio di riprovare a metterti in gioco pensando già al prossimo obiettivo.

Un enorme ringraziamento a Mountainblog e CMP per avermi dato la possibilità di vivere in prima persona la CMP Trail, ai miei vulcanici amici RobiSport e VisionOttica di Belluno che mi incoraggiano ogni giorno ad essere un po’ pazzerello (in senso buono).

Non resta che darci appuntamento alla prossima!

Aron Lazzaro