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22 Settembre 2011

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ELIO ORLANDI: DALLA PATAGONIA AL KARAKORUM TrentoFilmFestival a Bolzano – 23 settembre 2011


Elio Orlandi
è’ uno degli alpinisti italiani più affermati a livello internazionale. Lontano dai clamori che non mancano neppure nel settore alpinistico, sarà il protagonista della serata all’Auditorium Roèn a Bolzano in programma alle 21.00 di venerdì 23 settembre: Elio Orlandi, alpinista e guida alpina di San Lorenzo in Banale, ai piedi delle montagne del Brenta, “veterano” delle vette patagoniche del gruppo del Paine e del Torre – Fitz Roy.

Proprio dalla Patagonia prenderà il via questa serata con le immagini dell’ultima sfortunata spedizione sul Cerro Torre nel corso della quale, il 1 gennaio 2010, il compagno di cordata e amico di Elio Orlandi, Fabio Giacomelli venne travolto da una valanga alla base della parete che non gli lasciò scampo.

«Le immagini del documentario “L’abbraccio del silenzio” sono prima di tutto un omaggio a Fabio, alla sua riservata umiltà e bontà di carattere, un tributo ai suoi principi di intendere e praticare l’alpinismo. Attraverso il suo pensiero e le sue parole riemergono i valori di una splendida persona, di un compagno ideale, di un amico sincero, di un vero alpinista e di un grande uomo»

Nella seconda parte della serata Elio Orlandi racconterà invece una delle sue imprese più recenti che ha avuto come teatro una sperduta cima del Karakorum.

Nell’agosto del 2009 la spedizione trentina Karakorum 2009 composta da Rolando Larcher, Fabio Leoni, Michele Cagol ed Elio Orlandi ha aperto sul pilastro ovest del K7 “The Children of Hushe” (1100m, 7b A2). Il K7 è una montagna bellissima nella sperduta Charakusa Valley diventata in questi anni una costante per le cronache dell’alpinismo di “ricerca”.

“The Children of Hushe”, il nuovo itinerario che è stato dedicato a Riccardo Cassin, scomparso negli stessi giorni in cui gli alpinisti erano in parete, misura 1500 m (1100 metri roccia + 470 metri neve ghiaccio). Ha richiesto 8 giorni in parete, superando difficoltà fino al 7b A2 a quote sopra i 5000 m.

Ma quello di sperimentare cosa significhi il faticosissimo lavoro di aprire una big wall in quota, unito alla curiosità di scoprire le grandi pareti pakistane, era uno dei temi della spedizione.

Hushe è l’ultimo villaggio raggiunto dopo 7 ore di fuoristrada, di cui 3 di sterrato, a 3050 metri di quota, da dove si parte per raggiungere il campo base. Qui gli alpinisti trentini hanno vissuto l’esperienza più bella e commovente dell’intera spedizione, molto più intensa del forte momento del raggiungimento della cima, quando hanno incontrato i numerosi bambini che vivono nel villaggio e nel dintorni per dare loro dei piccoli regali.

Colpiti da questo momento di umanità, hanno voluto dedicare la loro via a questi bambini delle più alte montagne del mondo. E da quell’incontro è maturata la decisione di aiutare in maniera concreta questi bambini. E’ stata così lanciata una prima iniziativa per aiutare il villaggio a far fronte alle spese sostenute per la costruzione della nuovo collegio di Skardu, che permette ai ragazzi di frequentare la scuola anche dopo la settima classe. Un progetto che Elio Orlandi illustrerà nella serata a lui dedicata.

ELIO ORLANDI

Elio Orlandi nasce alle pendici meridionali delle Dolomiti di Brenta dove fin da adolescente si è formato alla montagna aiutando il padre nei duri ed umili lavori alpestri, avvicinandosi poi con passione e predisposizione
naturale alla vera e propria pratica dell’alpinismo e dell’arrampicata
.

Non ha mai ritenuto l’alpinismo come attività preponderante della sua vita, considerandolo sempre complementare ad altri impegni molto più importanti, prendendo l’arrampicata e l’alpinismo come uno straordinario laboratorio di emozionanti esperienze positive ed insostituibile strumento di maturazione e ricchezza interiore.

Nonostante una straordinaria esperienza maturata in 35 anni di intensa attività sulle grandi pareti alpine e del mondo, cerca ancora oggi di praticare un alpinismo essenziale e di ricerca, lontano dal clamore e dalle mode, vivendo profondamente la propria passione e l’avventura semplicemente per il solo gusto del salire, fatto con mezzi propri, con spirito libero e senza compromessi di mercato, media o sponsor; scegliendo una naturale, sana, pulita e riservata ricerca nelle nuove realizzazioni piuttosto che cedere alle esasperazioni e facili convenienze, privilegiando più il valore dei rapporti umani che il conseguimento del risultato ad ogni costo.

E’ del 1982 la prima esperienza extraeuropea con un’attrazione particolare per l’estetica, la difficoltà, l’arditezza e la bellezza dei picchi patagonici che seguirà fruttuosa per anni e con ottime soddisfazioni.

Durante i suoi numerosi viaggi in Patagonia si è dedicato spesso a riprendere molte immagini e scene cinematografìche e di riproporle sottoforma di filmati e documentari, cercando di trasmettere la grande
passione per la montagna, l’alpinismo e l’arrampicata.

Con i suoi lavori ha partecipato a vari Filmfestival di avventura ed alpinismo del mondo ottenendo anche alcuni riconoscimenti con:

  • Magico Est – 1988 (coautore),
  • Cuore di Ghiaccio – 1999
  • Corro Torre nord ancora nord – 2000
  • Patacorta – 2001
  • Linea di Eleganza – 2006
  • I colori delle emozioni – 2010
  • L’abbraccio del silenzio – 2011

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