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1 Dicembre 2011

Senza categoria · After Birthday party · falesia · Giovanni Quirici · granito · il poker del Ticino · Ticino

Il poker del Ticino

Ultime settimane prima della partenza per la stagione Patagonica: tanto lavoro (ma non preoccupatevi non mi metto a menarvela o lamentarmi come qualcuno 😉 ) e una giusta quantità di granito ticinese (e qui la menerò un po’ di più…d’altronde altrimenti di che devo parlare sul mio blog??)

After Birthday Party - Ph. Sergio Cocco

L’ultima via lunga per chiudere in bellezza la stagione delle cosiddette vie lunghe o multipitch è stata Ritorni Notturni, sulla parete di Sonogno, in Ticino.

Ritorni Notturni è una di quelle vie che ho sempre voluto ripetere, da quando ho letto un belissimo articolo apparso su Vertical circa 4 anni fa a proposito dell’arrampicata su vie lunghe in Ticino. (Potete leggere l’articolo a questo link ).
L’articolo guarda caso era scritto proprio da Giovanni Quirici (RIP), uno degli apritori di questa via.

Ritorni notturni è, come spesso accade sulle pareti Ticinesi, l’unica via che sale questo muro. Mi piace un sacco quando su una parete c’è una sola via di salita che segue una linea logica, di fessure, diedri e traversi dettati dalla roccia, e questa via penso che segua proprio la linea più bella da scalare su questa parete. Un po’ come abbiamo fatto io e Luca sul Mito della caverna, salire per primi una parete intera con una gran bella via di arrampicata è qualcosa di sempre più speciale e raro.

Si attacca con un primo tirone di 50 metri, senza dubbio un bel filtro, così a freddo. Niente di particolarmente terrificante, ma tipica face-climb da granito, con passaggi stronzi disseminati lungo l’intera lunghezza del tiro; forse comunque il tiro più impegnativo della via, se riuscite bene su questo avete ottime probabilità di portare la corda fino in cima, penso. I 2 tiri successivi poi sono molto logici ed estetici, diedri cechi e fessure sempre con piedi in spalmo. Poi una traversata facile su cengia conduce direttamente ad una bella lama che va in diagonale verso destra: ancora due tiri tutti da godere.
Al suo termine sosta comoda su un bel terrazino e dopo 7 tiri si arriva al tiro chiave: partenza in strapiombo su buone prese, boulder su tacche per raggiungere un tettino e poi un bel run-out da proteggere con 2 friend in buchi nascosti fino ad un ottimo riposto (circa 7c fino a qui).

Poi arriva il duro. Ristabilimento, piedi su una cengia, presa verticale buona in mano per la destra e più nulla per un metro e mezzo circa.
Questo metro e mezzo mi è costato ben 3 giornate di tentativi, durante le quali mi sono inventato le soluzioni più improbabili per riuscire a passare, ma non so perchè, per ben tre volte con grande testardaggine ho voluto farmi lo sbattimento di convincere un socio, farmi l’ora a piedi, farmi i 7 tiri sotto per provare un cavolo di boulder. E poi quando ormai mi pare di aver trovato una soluzione molto dura e spacca dita, che probabilmente mi avrebbe respinto ancora a lungo…ecco che come a volta accade, quasi per caso “e luce fu…” verticale destro in mano, piede sinistro su un cristallino, piede destro che spalma fortemente in aderenza e poi gran decisione e coordinazione a raggiungere un altro verticale di mano sinistra molto alto, rimanendo solo sul micro-piede destro. Un passo senz’altro difficile, ma almeno non più spacca-dita e sicuramente più adatto al mio stile di scalata!

Ed ecco quindi che come scrisse Giovanni Quirici nel suo articolo “un sentimento di forza e soddisfazione mi invade. E’ sempre un piacere trovare la chiave di un passaggio”. Beh nel mio caso specifico oltre a questo bel sentimento mi invade anche la sensazione di essere stato un cerebroleso per averci messo 3 giornate per trovare finalmente una buona sequenza di appigli e appoggi 🙂

Il resto della via, compresa l’area traversa di 7c+, non mi da particolari noie e alle 15.20 ancora prima che il sole abbondoni la parete, io e David Bacci siamo in cima alla via e possiamo gustarci un ottimo uovo (la specialità di David) che con tante attenzioni abbiamo trasportato intatto fino sin quassù.
Ritorni notturni fatta senza ritorno notturno…Ma che gran via, signori! Complimenti a Francesco e Giovanni, dovrebbero essercene molte di più di vie come questa o “il mito della caverna” o “Super Cirill” o “Non è un paese per vecchi in Ticino”.

Dai, provo a creare un mito, chiamiamo queste 4 vie “il poker del Ticino”, dopo tutte le trilogie che già ci sono sulle alpi…

Ritorni Notturni - Stani metodi sul tiro chiave... (Ph. A. Carnati)

Ritorni Notturni - Il traverso di 7c+ (Ph. A. Carnati)

Dopo Ritorni Notturni, le giornate troppo corte e la voglia di relax prima della partenza per la Patagonia mi avevano fatto prendere una decisione: per quest’anno basta vie lunghe. Quindi, dopo tanto tempo passato a girare per falesie senza avere progetti fissi di difficoltà per me elevata, era ora di concentrarsi su un bel progetto in falesia da chiudere prima della partenza. Progetto per me difficile significa un tiro come After Birthday party a Russo, valutato 8b+, una difficoltà tecnica ridicola se paragonato al livello attuale dei bravi arrampicatori sportivi, ma pur sempre qualcosa che per me era sfidante ed impegnativo, quindi in grado di regalarmi soddisfazione. After Birthday è una via molto estetica che sale un bel muro rosso strapiombante, che visto da sotto pare disegnato con il pennello. Il tiro parte con una sequenza di tacche nette, quindi in breve si arriva ad una tacca un po’ migliore (1 cm circa), si posiziona il corpo bene e si spara un bel dinamico ad una tacca da una falange e mezza (una bella zanchetta). Dopo questo passo che probabilmente è il chiave della via ci sono ancora una dozzina di movimenti su prese discrete con qualche bloccaggio e alla fine una catena che per ben 3 volte non sono riuscito a moschettonare, avendo fatto il tiro pulito da sotto :-S. Questa via in realtà è liberata fino all’ultimo spit alla fine del muro e gradata 8b+, la catena però non si trova in un punto di riposo naturale, ma oltre questa è presente ancora un boulder di placca che conduce ad una vera e propria cengia. La versione integrale del tiro è sicuramente fattibile (per me molto dura ma le prese ci sono) ma non ancora liberata. Sarebbe bello e logico arrivare fino alla cengia vera e propria e liberare questi 2 metri mancanti, questa è la vera pecca di After Birthday così com’è adesso…
Qualche foto che magari vi farà venire voglia di far 2 tiri nella falesia di Russo.

Russo, il muro di After Birthday party - (Ph. S. Cocco)

After birthday party, the crux - Ph. S. Cocco

Ancora su After Birthday...(Ph. S. Cocco)

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