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17 febbraio 2013

Uncategorized · Christian Roccati · infinito · luce · morte · tempo · vita

Il tempo finito

(leggere lentamente con questa colonna sonora)

Guardi le vallate laggiù dalle montagne, o l’orizzonte dalla prora di una barca, …quella linea curva ti fa capire la finitezza del tuo mondo. Puoi percorrerlo puntando verso l’infinito, pensando di correre per sempre dritto in linea retta, ma tornerai da dove sei partito senza accorgertene. E così è l’universo, non infinito, ma infinitamente percorribile.

Il punto dove tu stai respirando è il culmine del mondo per chi dall’altra parte sogna di spingersi ai confini e trovare le risposte. Tu ci sei già è non è cambiato alcunché, perchè hai le stesse domande insolute.

Guardi quello che reputi l’infinito ed hai la percezione dello scorrere del tempo sino al limite della luce, e ti appare eterno anche se non lo è. Ti sembra che sia la tua sensibilità a dilatarlo o comprimerlo, ed invece sai che anche il tempo può muoversi a velocità differenti o addirituttura scomparire insieme alla luce, al di là della linea del suo orizzonte.

Hai la percezione del sempre, ma non puoi concepirlo con la tua mente finita. Hai la percezione del tuo limite sicuramente finito e inevitabile, che non tornerà mai più e non avrà alcun nuovo inizio, ma non sei predisposto per una comprensione, né quindi può esserci un’accettazione.

Sei consapevole che la tua energia non può esser distrutta ma solo trasformata, quindi essa resterà in una qualche forma finché lo stesso esistere esisterà. Il tuo essere senziente però, ciò che ti rende ciò che sei, scomparirà. Morirai prima di aver compreso il tutto, prima di aver saputo, e non sarai mai più ciò che sei. Non sarai mai più.

Guardi l’orizzonte e vedi la vita che si muove noncurante di questa evidenza o che si protegge dalla lunga notte dell’universo con un reticolato di illusioni continue, per non dover avvertire la lenta ma inesorabile evoluzione, che è quindi morte per ciò che sei in questa forma e la vita di ciò che non sarà più quel che sei ora. E ti chiedi come può brulicare accettando di non aver risposte, e spesso di non aver nemmeno posto le domande.

L’unica cosa che hai, è ciò che è stato, ciò che vivi, anche questo istante, eternamente presente. Tu respiri nella linea d’orizzonte degli eventi e non c’è alcunché che possa toglierti il brillare della luce, il rapporto tra lo spazio e il tempo che si è già compiuto. C’è qualche cosa che puoi possedere e che non può esserti tolto, nemmeno dalla legge di trasformazione, dalla non comprensione. In qualsiasi modo sia avvenuto e qualsiasi sia la percezione che il tuo cervello ha elaborato trasducendo quei minimi segnali elettrici, ciò è avvenuto, in qualsiasi modo scorra il tempo ed a qualsiasi velocità, hai sconfitto la morte.

Christian Roccati
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