MENU

20 giugno 2014

Ambiente e Territorio · Aree protette · Mountain Park · Natura · Ambiente · Ambiente e Territorio · aree protette · Carlo Alberto Pinelli · Convegni · experience · Mountain Wilderness Italia · parchi · Parchi capaci di futuro · Stefano Rodotà · Ambiente e Territorio

PARCHI CAPACI DI FUTURO. Fontecchio, 20-21 giugno 2014

Carlo Alberto Pinelli

Carlo Alberto Pinelli

PARCHI CAPACI DI FUTURO. CONVEGNO DI DUE GIORNI A FONTECCHIO SULL’EVOLUZIONE DELLE AREE PROTETTE

Inaugura oggi, con le parole di Carlo Alberto Pinelli, Presidente di Mountain Wilderness Italia, e un intervento video di Stefano Rodotà, Parchi capaci di futuro un incontro di due giorni per delineare il quadro dell’attuale situazione e possibile futura evoluzione della realtà Aree protette in Italia.

Otto associazioni, Mountain Wilderness, CTS, LIPU, FAI, Italia Nostra, Federazione Italiano pro Natura, Touring Club Italiano e WWF , riunite per proporre una comune e partecipata riflessione sul ruolo fondamentale dei Parchi e sulle azioni necessarie a garantire la loro priorità di conservazione.

L’incontro, a più di vent’anni di distanza dalla legge 394/91, vuole sottolineare debolezze e punti critici di una legge che necessita di aggiornamento ragionato e di una modifica che si orientata sul concetto prioritario della conservazione.

“Parchi Capaci di futuro” è il titolo dell’incontro.

RISPONDE CARLO ALBERTO PINELLI

In cosa si esprime oggi questa capacità ?
Innanzi tutto bisogna dire che capaci di futuro significa capaci di presente e le condizioni odierne fanno si che i nostri parchi non solo non siano in grado di affrontare le sfide future ma nemmeno quelle presenti. C’è oggi una tendenza, in particolare nella Commisione Ambiente al Senato di rivedere la legge istitutiva dei Parchi Nazionali Italiani, la legge 394/91, in senso riduttivo e demagogico affidando i parchi alle logiche localistiche più che agli interessi dei beni comuni, beni comuni non solo delle popolazioni che casualmente abitano nell’area dei parchi ma di tutta la comunità nazionale e internzazionale presente e futura. Capaci di futuro significa che sappiano affrontare in maniera coerente e contestare un mondo che sempre più sta andando in direzioni mercantilistiche in cui i beni hanno valore in quanto oggetti di mercato mentre invece ci sono beni, come i parchi, che sono diritto dell’umanità di tutti e non possono essere ridotti al solo valore materiale.

A vent’anni dalla legge 394/91 quali sono le principali necessità di modifica?
La revisione della legge non va fatta al ribasso come si sta cercando di fare, ma al rialzo. Il Parco non è soltanto una specie di Arca di Noè nella quale tutto funziona e i rapporti fra i bisogni degli abitanti, le aspettative dei visitatori e la tutela del valore fondamentale della biodiversità e del paesaggio sono risolti perfettamente. Un’Arca di Noè che però naviga indifferente a quello che accade fuori dai suoi confini, su un mare invece disastrato, un mare in cui le logiche sono tutte diverse e certamente non positive. Il Parco dev’essere piuttosto un faro che diffonde la sua luce anche al di là dei confini. Il Parco Nazionale secondo noi è un laboratorio dove si sperimentano forme sempre più avanzate del rapporto fra uomo moderno e natura.

I Parchi oggi devono fare i conti con drammatici tagli nel budget, come affrontare questo aspetto senza scadere nel mercantilismo?
Bisogna aggiornare alcuni passaggi della legge 394 che nel corso degli anni si sono dimostrati deboli come la scarsità di fondi, la mancanza di una politica di rete fra i parchi, ogni parco ha lavorato per contro proprio senza confrontarsi con gli altri parchi. Al di là di questo secondo me, il modello Parco, per poter superare lo spirito del tempo, avrà bisogno di una forte spinta politica. La politica deve aver ben chiara in mente il valore del Parco e le sue potenzialità e si dia da fare per diffonderne il messaggio alternativo.

Il messaggio dell’incontro è quindi rivolto principalmente alla classe politica?
Alla classe politica, agli amministratori dei parchi e all’opinione pubblica, anche se non ci illudiamo che questo convegno abbia poi un’eco sulle prime pagine dei giornali impattando in prima battuta sull’opinione pubblica. La questione dei fondi è fondamentale ovviamente, da questi dipende anche la comunicazione. Se i parchi non hanno nemmeno le risorse per pagare i funzionari è chiaro che non ci si può aspettare che affrontino una politica di coinvolgimento delle popolazioni locali e dell’opinione pubblica.

 

L’ULTIMA INTERVISTA DI MOUNTAINBLOG A CARLO ALBERTO PINELLI – 2014, 62° TFF

 

Tags: , , , , , , , , ,