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15 luglio 2015

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PARCO GRAN SASSO. Raccomandazioni contro i rischi del Senecio

Pianta del Senecio. Fonte: Parco Gran Sasso

Pianta del Senecio. Fonte: Parco Gran Sasso

PARCO NAZIONALE GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA: INFORMATIVA CONTRO I RISCHI DELLA PIANTA DEL SENECIO

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, dallo scorso anno ha intrapreso alcune azioni concrete per divulgare i rischi di un’espansione incontrollata del Senecio e per contrastarne la diffusione sul proprio territorio.

Nel settore aquilano del Parco, un finanziamento del Ministero dell’Ambiente ha consentito di effettuare una campagna di estirpazione del Senecio africano (Senecio inaequidens), pianta non autoctona e proveniente dal Sud Africa, che si sta espandendo in tutta Italia e la cui abbondante fioritura di colore giallo contiene alcuni alcaloidi tossici. Interessati circa 250 ettari di territorio.

Contestualmente è stato messo a punto un protocollo di contenimento, compresa una sperimentazione con l’utilizzo di erbicidi (riservata naturalmente alle aree già degradate), una campagna di informazione e un primo monitoraggio per verificare la presenza di senecio in alcuni dei prodotti alimentari più esposti.

Ad oggi non sono stati rilevati casi di contaminazione, ma è accertato che la specie si diffonda con facilità negli ambienti di pascolo. Per tali ragioni il Parco ritiene opportuno, anche quest’anno, informare la popolazione affinché prenda coscienza del problema e collabori con le istituzioni al fine di salvaguardare l’integrità della biodiversità sul proprio territorio e la salubrità delle produzioni legate al pastoralismo e all’apicoltura.

LE RACCOMANDAZIONI DEL PARCO

In via cautelativa, queste sono le raccomandazioni del Parco: controllare che il fieno somministrato al bestiame non contenga senecio, evitare di far pascolare il bestiame su pascoli invasi dalla pianta, evitare di posizionare arnie molto vicine ad aree ad alta concentrazione di senecio, evitare il transito di pecore in aree con senecio in fase di fruttificazione (da luglio a novembre), effettuare gli sfalci per la manutenzione di aree verdi prima della fruttificazione (entro giugno) e, se possibile, sradicare le piante, facendo attenzione ad asportare anche la radice e lasciaele ad essiccare in loco.

Sul sito del Parco  sono disponibili approfondimenti, immagini della pianta e i risultati della campagna di contenimento effettuata lo scorso anno.

Per qualsiasi informazione o segnalazione, si può inoltre contattare il Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino (Dott.ssa Daniela Tinti) al numero: 0862 899025.

 

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