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6 febbraio 2015

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QUATTRO PASSI A SHANGRI-LA. In libreria

600px-cover-Quattro-passi-a-Shangri-laQUATTRO PASSI A SHANGRI.LA: MOLTO PIU’ DI UN DIARIO DI VIAGGIO

Le bandierine di preghiera, i piccoli sassi legati con fili di lana e strisce di stoffa che svolazzano al vento, i monasteri, il sole, il verde dei campi coltivati, il giallo delle distese di colza e orzo, i piccoli villaggi di legno e pietra, il Mekong dai colori rosso-violetto, lo Yangtzé e poi ancora le nuvole che si caricano di pioggia e l’acqua che diventa fangosa mentre scorre giù dalle massicciate, le enormi buche sulle vie accidentate in perenne manutenzione, gli infiniti tornanti, montagne sconosciute e inaspettate foreste secolari: questi solo alcuni degli scenari descritti da Nico Bosa in Quattro passi a Shangri – La (Alpine Studio).

Un viaggio da Kunming a Lhasa, un percorso che si sovrappone all’antica Via del tè e dei cavalli che dallo Yunnan portava al cuore dell’altopiano tibetano sulle tracce del percorso tracciato da Alexandra David Neèl nel terzo decennio del secolo scorso. La via percorsa dall’autore attraversa la contea di Zhongdian, da alcuni anni ribattezzata ufficialmente Shangri-La, proprio come il monastero, descritto da James Hilton in “Orizzonte Perduto”. Una volta raggiunto il Tibet orientale, il viaggio prosegue a ridosso del Pemako, la regione della grande curva dello Tsangpo. Ultima tappa Lhasa.

Tanti gli aneddoti che si imparano viaggiando senza comodità: “la distanza non è la variabile più importante quando si viaggia sul tetto del mondo” . Ci sono tutte le peggiori scomodità che non ti aspetti ma poi anche gli hotel di lusso che con i loro arredi e ornamenti paiono veri e propri musei.

Il lettore potrà entrare in punta di piedi, insieme a Bosa, nell’unica chiesa cattolica in Tibet e nei numerosi monasteri consocendone rituali e costumi, architetture, preparativi cerimoniali ma anche i restauri in corso e le pietanze che bollono nei pentoloni delle cucine. Leggendo siamo spesso inebriati dal profumo di funghi, dei momo e delle verdure al vapore e la mente viaggia tra i pascoli di yak, dzo e pecore dal muso nero.

Molto di più di un diario di viaggio. Il libro è anche un’appassionata ricostruzione storica e geografica che approfondisce e indaga gli scritti di Hilton e di Joseph Rock. Scrive l’autore: “Un viaggio, per quanto breve e frettoloso, non può che suscitare curiosità per le vicende storiche che hanno segnato le regioni visitate. Come è facile intuire, il mio interesse è stato catturato in particolar modo dallo speciale rapporto che si è venuto a creare tra i luoghi descritti, le aree tibetane in particolare, e l’occidente”.

L’AUTORE

Nico Bosa è nato ai piedi del Monte Grappa, dove abita tuttora; laureato in Scienze forestali, è docente di Scienze nelle scuole secondarie. Il piacere di curiosare e girare per le montagne lo ha portato a visitare più volte le regioni himalayane e l’altipiano tibetano. Nel 2008 ha pubblicato Filmistan Effetto Tibet, già vincitore della sezione inediti del premio Albatros per la letteratura di viaggio.

 

Quattro passi a Shangri-La
Autore: Nico Bosa
Editore: Alpine Studio, Lecco – febbraio 2015
Collana: Orizzonti
Pagine: 289
Prezzo di copertina: 16.00 €

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