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3 luglio 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Ambiente e Territorio · Cultura · Resto del Mondo

100 anni di Everest, tra foto storiche e panoramiche con droni

La vetta dell’Everest vista dal campo più alto raggiunto dalla spedizione del 1921. Foto arch: Royal Geographic Society

Immagini storiche del “Tetto del Mondo”, ogni anno teatro senza eguali di conquiste e tragedie, e panoramiche catturate con le nuove tecnologie

Ogni anno, sempre più alpinisti si avventurano sulle pendici dell’Everest e sempre più appassionati seguono i loro progressi sulla montagna attraverso il web. Tranne quest’anno…

La pandemia di Covid-19 ha, infatti, bloccato o rimandato  tutte le spedizioni primaverili ed estive. Non accadeva una cosa simile dal 2015, quando un violento terremoto colpì il Nepal, interrompendo bruscamente la stagione alpinistica.

Tutto ciò che possiamo fare per il momento è studiare le vie sulle mappe e lasciare che le fotografie appaghino i nostri desideri di avventura.

A proposito di immagini dell’Everest, ecco dove trovarne di storiche o realizzate con le nuove tecnologie …

Le immagini della ricognizione britannica del 1921

Un membro della spedizione britannica del 1921 con l’Everest sullo sfondo. Foto: arch. Royal Geography Society

La Royal Geographic Society ha realizzato una mostra fotografica online  della spedizione di ricognizione britannica dell’Everest del 1921.  Una selezione di vecchi negativi in ​​vetro e celluloide è stata digitalizzata per poi effettuarne stampe in platino che documentano la natura esplorativa di quella prima avventura sull’Everest. Oggi, queste preziose stampe in platino, in edizione limitata, possono essere addirittura acquistate dai collezionisti. Il Catalogo

La spedizione del 1921 arrivò  fino a 7000 metri di quota e mappò le vie di avvicinamento fornendo alcune delle prime e migliori  immagini a distanza ravvicinata dell’Everest.

Le fotografie del 1921 furono scattate da un gruppo variegato di uomini, dagli scienziati agli scalatori, dai medici ai geografi e  ciascuno di loro immortalò la montagna in modo diverso. Queste fotografie fanno parte dell’enorme collezione della Royal Geographic Society, oltre 20.000 immagini dell’Everest, che documentano le spedizioni effettuate sotto l’egida del Mount Everest Committee.

Versante Nord dell’Everest in 3D

Everest. Foto: Renan Ozturk. Fonte: nationalgeographic.com

Da quando un ufficiale britannico nel 1903 catturò quella che si ritiene essere la prima immagine del Monte Everest, i fotografi si sono impegnati a scattare foto iconiche della montagna più alta del mondo. L’enormità dell’Everest rende quasi impossibile realizzare una singola fotografia che ne evidenzi sia la scala che la posizione all’interno del paesaggio himalayano.

Renan Ozturk, 39enne alpinista professionista e cineasta, su incarico di National Geographic, ha realizzato proprio una fotografia del genere, una rappresentazione 3D del versante Nord. Il suo piano era quello di utilizzare un drone appositamente modificato per creare un panorama a 360 gradi che avrebbe rappresentato l’Everest nella sua mestosità ma rivelando anche la sua posizione dominante in uno dei paesaggi più grandiosi del pianeta.

Questo mosaico, composto da 26 immagini che si incastrano come pezzi di un puzzle, mostra la parete Nord dell’Everest e le cime circostanti. Quando i bordi sinistro e destro di questa immagine vengono uniti, creano il panorama continuo a 360 gradi.  Approfondimento.

Docu-Film “Lost of Everest”

©Matt Irving/National Geographic. Mark Synnott e Renan Ozturk nello speciale “Lost on Everest”/ National Geographic. Fonte: latimes.com

Recentemente, National Geographic  ha anche pubblicato il docu-film “Lost of Everest”, sulle orme della famigerata spedizione del 1924 di George Leigh Mallory e Andrew “Sandy” Irvine.
Nel documentario, un team di National Geographic guidato dallo scalatore Mark Synnott e da Renan Ozturk esplorano l’Everest per inividuare il corpo di Irvine scomparso sulla montagna. I resti di Mallory furono ritrovati nel 1999. Ancora oggi non si sa se i due abbiano raggiunto la vetta prima di morire. In tal caso, sarebbero stati i primi a farlo, molto prima di Edmund Hillary e Tenzing Norgay nel 1953.

Nella clip il drone viene utilizzato per esplorare il pericoloso territorio dell’Everest, senza mettere a rischio la vita degli scalatori. Il team è stato in grado di realizzare sia ampie vedute del paesaggio, che fotografie ravvicinate di aree chiave della montagna. Il drone è salito fino a 8.625 metri. L’altitudine dell’Everest è di 8.848 metri.

“Lost on Everest” è stato presentato da National Geographic il 30 giugno scorso.

Versante Nord dell’Everest. Foto: National Geographic

Una grande mappa 3D dell’Everest

Infine, ecco una mappa 3D dell’Everest. È stata sviluppata con  i dati  forniti da ShadedRelief e High Mountain Asia ottenuti dal National Data and Ice Data Center degli Stati Uniti.

Un’ombreggiatura è stata aggiunta alle zone rocciose per migliorare la percezione dei rilievi, mentre le creste innevate e i ghiacciai si basano su un’immagine rilevata da Landsat 8 (satellite impiegato per l’osservazione terrestre) del giugno 2016.

L’autore ha anche generosamente dichiarato che le mappe pubblicate sono di dominio pubblico. Approfondimento

Everest: mappa 3D

Everest 3D Map. Fonte: www.shadedrelief.com