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14 luglio 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Alpi Occidentali · Aree Montane · Europa

155 anni fa Edward Whymper conquistava il Cervino (4.478 m)

L’opera di Gustave Dorè che rappresenta la prima salita del Cervino. Fonte: wikipedia

L’alpinista inglese raggiunse per primo  la vetta. Il gruppo era formato da quattro alpinisti e tre guide

Oggi, 14 luglio, cade l’anniversario della prima salita del Cervino, compiuta da Edward Whymper 155 anni fa, seguendo la cresta dell’Hörnli.

Caratterizzato dalla particolare forma piramidale molto pronunciata, il Cervino (4.478 m) ha segnato in modo significativo la storia dell’alpinismo. Per lungo tempo fu considerato inviolabile per l’arditezza delle sue pareti. Nel secolo XIX molti alpinisti si avvicinarono alla montagna senza riuscire a vincerla.

Nell’inverno 1864-65 l’inglese Edward Whymper studiò la geomorfologia del Cervino, concludendone che il versante più facile da salire sarebbe stato quello svizzero. Impostò quindi la sua campagna estiva su questo presupposto. Insieme alle guide Michel Croz, Christian Almer e Franz Biener e al portatore Luc Meynet, Whymper effettuò un primo tentativo il 21 giugno per il versante sud-est, ma dovettero fermarsi a circa 3.300 m di quota per il pericolo di caduta pietre.

La conquista del Cervino

Whymper si preparò per un nuovo tentativo con Jean-Antoine Carrel. Questi però si era impegnato con il Club Alpino Italiano per effettuare un tentativo tutto italiano, fortemente voluto da Quintino Sella. Una squadra italiana, formata da César e Jean-Antoine Carrel, Jean-Joseph Maquignaz e una quarta guida, partì per la vetta l’11 luglio seguendo la via italiana.

La cresta dell’Hörnli tra le pareti est a sinistra e nord a destra è stato l’itinerario seguito da Whymper per la prima ascensione del Cervino il 14 luglio 1865. Fonte: wikipedia/©Aliberat

Ritornato a Zermatt, Whymper improvvisò una cordata con un gruppo di tre compatrioti, Lord Francis Douglas, D. Hadow e il reverendo Charles Hudson, accompagnati dalle guide di Zermatt Peter Taugwalder padre e figlio, e la guida francese Michel Croz.
Il 13 luglio 1865 i sette attaccarono la vetta per quella che è oggi la via normale svizzera. Dopo aver dormito all’aperto, ripartirono il mattino dopo e arrivarono in vetta alle 13.40 del 14 luglio. Whymper fu il primo a raggiungere la cima. Dalla vetta videro la squadra italiana guidata da Carrel, che si trovava alcune centinaia di metri più in basso; visti i britannici in vetta, gli italiani si ritirarono.

La tragedia durante la discesa

La discesa fu funestata da un gravissimo incidente. I sette erano tutti legati insieme, con Michel Croz in testa, seguito da Hadow, Hudson, Douglas, Taugwalder padre, Whymper e Taugwalder figlio. Su un passaggio non particolarmente difficile, Hadow scivolò e cadde addosso a Croz, che perse l’equilibrio; i due precipitarono sul versante svizzero, trascinando prima Hudson, poi Douglas. A questo punto la corda tra Douglas e Taugwalder padre si spezzò, e i tre superstiti videro i  compagni precipitare per oltre 1000 metri verso il sottostante ghiacciaio del Matterhorn.
I due Taugwalder e Whymper riuscirono a rientrare in serata a Zermatt, dove diedero la notizia. Il 16 luglio una squadra di ricerca trovò i corpi degli alpinisti precipitati, tranne quella di Lord Douglas; le salme furono recuperate il 19 luglio. Fu la prima grande tragedia dell’alpinismo moderno ed ebbe notevole eco nell’opinione pubblica.

Illustrazione di Gustave Doré: rappresentazione della tragedia del Cervino del 1865. Fonte: wikipedia

La prima salita italiana il 17 luglio

Jean-Antoine Carrel, disceso dopo aver visto la squadra di Whymper sulla cima e ignaro dell’incidente occorso, ripartì per la vetta dal versante italiano il 16 luglio, insieme a Jean-Baptiste Bich, Jean-Augustin Meynet e all’abbé Gorret. Il 17 luglio Carrel e Bich riuscirono ad arrivare in vetta, seguendo una variante di quella che oggi è la via normale italiana (da Breuil lungo la Cresta del Leone). Dopo aver pernottato ancora in quota, i quattro tornarono a Cervinia il 18 luglio, e lì vennero a conoscenza dell’incidente occorso ai rivali britannici.