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27 febbraio 2020

Boulder · Climbing · Vertical · Resto del Mondo

Abusi e corruzione nella nazionale ucraina di arrampicata. Espulso l’allenatore

Jenya Kazbekova, una dei 7 climber ucraini ad aver denunciato Pechii. Foto: The Circuit Climbing. Fonte: facebook/Kazbekova

Sette climber accusano il loro allenatore, Artur Pechii, di abusi e corruzione. Il tecnico è stato espulso

Sette membri della squadra nazionale ucraina hanno presentato una denuncia  nei confronti del loro allenatore, Artur Pechii, che ha portato alla sua espulsione.
La  membri della nazionale ucraina lo hanno annunciato il 15 febbraio attraverso i loro canali social. Pubblicate prima in ucraino e russo, poi anche in inglese,  una serie di lettere in cui l’allenatore Artur Pechii viene accusato di varie forme di abuso e corruzione. Riportato alla luce anche un precedente caso di violenza sessuale che coinvolge lo stesso allenatore.

«Non è facile parlare di queste cose, ma è assolutamente necessario farlo. Affrontiamo il problema degli abusi sessuali e psicologici e vogliamo che tutti sappiano cosa sta facendo Artur Pechii (allenatore nazionale e vice presidente della federazione).

“Noi, atleti della squadra nazionale ufficiale di arrampicata sportiva dell’Ucraina, Sergii Mavrin, Jenya Kazbekova, Margarita Zakharova, Kostya Pavlenko, Nika Potapova, Fedir Samoilov e Boldyrev Danyil, scriviamo per informare gli sportivi e la comunità dell’arrampicata del folle ambiente in cui vive il team, a seguito della tirannia e dell’autoritarismo di Artur Pechii ”, inizia così la dichiarazione pubblicata sabato scorso.

Uno climber della squadra nazionale ucraina ai Mondiali di Monaco 2019. Foto: Pavel Vekla

Le accuse riguardano diversi ambiti in cui operava l’allenatore. Dalla cattiva gestione, come “stabilire regole per la partecipazione ai concorsi” o “informare di tutto all’ultimo momento“, alle pratiche di corruzione come “manipolare la distribuzione dei fondi nelle competizioni internazionali” o “finanziamenti ai soli climber da lui preferiti, non quelli con i migliori risultati. “

Nella denuncia, anche accuse di maltrattamenti come “insulti personali e ricatti per  partecipare a concorsi”, con una sezione specifica dedicata ai minori. Ma ciò che colpisce di più è l’ultimo punto in cui si afferma che “ha violato la decisione della Federazione Ucraina di alpinismo e arrampicata di sospensione dal suo incarico di allenatore fino a quando la controversia legale con lo sportivo Pavel Vekla non si fosse risolta. Pavel Vekla ha dichiarato pubblicamente che Pechii lo ha costretto ad avere relazioni intime di natura omosessuale, anche quando era ancora minorenne.”

La grave denuncia è stata resa pubblica pochi giorni prima delle elezioni dei vertici della Federazione alpinistica e di arrampicata Ucraina, svoltesi domenica scorsa a Kiev. Artur Pechii è stato espulso durante la riunione ed è stato nominato un nuovo consiglio di amministrazione guidato da Anna Yasinska, in sostituzione di Valentin Symonenko alla presidenza, e Alexander Zakolodniy (vice presidente).

Lo scandola arriva proprio nell’anno in cui l’arrampicata sportiva parteciperà per la prima volta alle Olimpiadi. Al momento, l’Ucraina non ha alcun rappresentante ai giochi olimpici, tuttavia ha ancora un’opzione: gareggiare al Campionato Europeo che si svolgerà a Mosca dal 21 al 28 marzo per  aggiudicarsi uno degli ultimi posti disponibili.

Altre notizie di abusi sessuali in Francia

Questo non è l’unico scandalo legato agli abusi sessuali nel campo dell’arrampicata sportiva, emerso nelle ultime settimane. A febbraio, i media di RTL hanno riferito di altri quattro indagati all’interno della FFME – Fédération Française de la Montagne et de l’Escalade. In esame presunte aggressioni avvenute 6 anni fa, quando i denuncianti erano minorenni, nella zona di Nouvelle-Aquitaine, Provence-Alpes-Côte d’Azur y Bourgogne-Franche-Comté.

Alla luce di tutto ciò, il presidente della FFME, Pierre You, ha pubblicato il 15 febbraio una dichiarazione in cui afferma che “questi quattro casi citati dai media non sono attuali; la Federazione era stata informata di alcuni di questi fatti più di sei anni fa. I quattro casi riguardano i supervisori di club e sono attualmente nelle mani del sistema giudiziario e dell’amministrazione”. Allo stesso modo, ha sostenuto You, “siamo convinti che è attraverso la prevenzione che limiteremo il numero di casi di abuso sessuale”.
Sempre dalla dichiarazione: “La federazione non desidera approfondire pubblicamente questi casi, soprattutto per rispetto delle vittime, ma anche per non interferire con le indagini penali e amministrative in corso.”

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