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16 settembre 2019

Climbing · Vertical · Resto del Mondo

Alex Honnold, dall’Oscar al nono grado

Alex Honnold. Foto: Jimmy Chin. Fonte: A. Honnold/facebook

Alex Honnold sale “Arrested Development” (9a) sul Mount Charleston

Giovedì 12 settembre,  Alex Honnold ha scalato la sua prima via di arrampicata sportiva di nono grado. E’ un anno veramente speciale per lo statunitense, diventato famoso oltre il mondo  dell’arrampicata dopo l’assegnazione dell’Oscar al film “Free Solo“, che lo ha visto protagonista.

“E’ stato un anno piuttosto  folle. Il film “Free solo” ha cambiato radicalmente la mia vita –  racconta lo stesso Alex sui suoi canali social –  ho trascorso gran parte dell’anno in giro per eventi cercando di allenarmi in diverse pareti di arrampicata di tutto il mondo; è stata un’esperienza incredibile, ma anche un cambiamento radicale del mio normale stile di vita. Nelle ultime settimane ho avuto modo di concentrarmi nuovamente sull’arrampicata vera, tentando un percorso sportivo che avevo provato qualche anno fa e che sembrava impossibile per me. Sono super soddisfatto di esserci tornato dopo un anno e di essere riuscito a scalarlo”.

Dopo aver ringraziato l’azienda Lattice Training “che mi ha aiutato con un piano di preparazione annuale – non credo che avrei mantenuto la motivazione senza di loro – e il suo partner Sanni McCandless per il supporto, Alex afferma che “è stato eccitante scalare un nuovo grado –  qualcosa che potrei non fare mai più. A meno che non mi metta a lavorare su un 9a+, vedremo … “.

La via “Arrested Development”, nel settore Robber’s Roost del Mount Charleston (Las Vegas, USA), attrezzata da Jo Brooks nel 1999, per anni è stata solo un progetto fino a quando Ethan Pringle ne ha effettuato la prima salita nella primavera del 2013. Quella di Alex è la terza salita, dopo la seconda di Jonathan Siegrist avvenuta nel giugno dello scorso anno.

Al di là del grado, con questa salita Alex consolida la sua versatilità di scalatore, in grado di affrontare pareti come El Capitan in solitaria o battere record di velocità (The Nose  in meno di due ore l’anno scorso, insieme a Tommy Caldwell), piuttosto che fare alpinismo di alto livello, come le sue aperture in Antartide nel dicembre 2017 o la traversata di cinque giorni del Fitz Roy che ha realizzato sempre con Caldwell nel 2014.