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13 maggio 2019

Ambiente naturale? Penitentiagite: l’ultima opera di Christian Roccati

PENITENTIAGITE
Roccati 2019 – Acrilico su tela, 50×70 cm

Il rumore é ovunque, ne siamo talmente assuefatti da non percepirlo.

Non ci stupiamo più e conviviamo in una follia da cui dovremmo scappare l’istante successivo.

Nel mondo fatto di boschi e cieli stellati, cioè nell’unico e vero mondo, ci sono i suoni, non il rumore. Non ci siamo evoluti per questo, non ne siamo adattati. Il rumore é la follia in ogni cosa. I nostri piedi non sono adattati al cemento dei marciapiedi, il nostro corpo allo smog, la nostra mente alla frenesia senza alcun ciclo circadiano, le nostre orecchie al tutto.

Quando hai camminato l’ultima volta a piedi nudi sulla terra, nella situazione in cui dovresti vivere tutto il tempo della tua vita?
Quando hai visto un albero in città che fosse nato lì, senza che lo avessero piantato apposta?

Ci siamo assuefatti alla follia e non la riconosciamo più.

Mi sono sempre interrogato su questa pazzia che non viene percepita, fin da quando ero bambino. Non riuscivo a comprendere come le persone potessero accettare tutto ciò che le circonda senza implodere. Da ragazzino, tra i banchi di scuola, facevo schizzi sul mio diario, tra una lezione e l’altra, indagando.

Talvolta riproducevo idee di chi si era posto quesiti simili prima di me e ne evolvevo i tratti. Quelle domande sono rimaste nel mio cuore, decade dopo decade, e ancora oggi non posso fare a meno di provare a comprendere, senza potervi riuscire, ma continuando nella lotta.

Così è nato il quadro PENITENTIAGITE.

Usando colori acrilici su una tela, ho tentato di trasportare questa domanda in maniera viscerale e istintiva fuori dalla mia mente, perché sia posta ai tanti altri che certamente affrontano o percepiscono le medesime questioni.

Rumore, significa tante cose: noise, significa anche “disturbo”. La realtà è un insieme di armoniche, di impulsi che noi rielaboriamo con il nostro cervello. Virtualmente creiamo un’illusione che nella nostra testa chiamiamo “realtà”.

Nasciamo e accettiamo ciò che ci circonda come se fosse normale e non solo tollerato. In qualsiasi epoca dell’uomo, dalla storia moderna tornando a ritroso verso la genesi umana, non è mai esistito il rumore. Né quello che udiamo con le orecchie, né quello costituito dall’inquinamento, che sia luminoso, atmosferico o di qual altra forma.

Eppure si può fare ancora molto. Stanno nascendo milioni di movimenti che mirano a riprendere la naturalità delle cose, prima di uccidere la nostra madre Gea, eppure ancora la maggior parte della società è sorda.

Penitenziàgite si riferisce a “Fate penitenza, ché il regno dei cieli è vicino”.

Questa frase dal Vangelo secondo Matteo, ripresa dai Dolciniani e da Lutero, mi colpì molto. Nel mio piccolo provo a migliorare la realtà che conosco in tutti i modi che io possa, piccoli o grandi che siano.

Non vorrei fare penitenza in alcun modo, vorrei che potessimo semplicemente sorridere serenamente e provare insieme a costruire un mondo migliore, non un giorno lontano in un ipotetico paradiso, ma oggi, nella nostra sola e unica Terra.

 

INFO: il dipinto è esposto alla storica galleria L’Artistica Comellì a Genova in via Galata 103r

 

Christian Roccati

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