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19 settembre 2018

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Alpi Orientali · Aree Montane · Italia · Trentino Alto Adige

Andrea Lanfri e i suoi “Malati di Roccia” conquistano la Cima Grande di Lavaredo

Andrea Lanfri, Cima Grande di Lavaredo, settembre 2018. Foto arch. A. Lanfri

L’atleta paralimpico raggiunge la vetta utilizzando due pollici e due protesi speciali

Venerdì 14 settembre Andrea Lanfri, atleta della Nazionale Paralimpica Italiana, dopo il bronzo e l’argento europeo a Berlino, conquista la Cima Grande di Lavaredo, nelle Dolomiti, utilizzando i due pollici e due protesi speciali.

Il gruppo, di base al Rifugio Auronzo (m 2330) dove era arrivato la sera di venerdì 14, è partito alla conquista della Cima Grande intorno alle 7 della mattina di sabato 15 settembre.

A circa un ora di cammino dal rifugio sono arrivati all’attacco della via,  lunga circa 700m e abbastanza impegnativa non solo per il grado di difficoltà, quanto anche per lo stress psicologico che comporta percorrerla, dato che si è sempre abbastanza sospesi, con pochissime protezioni; molti tratti si eseguono slegati, ma si è sempre comunque molto esposti e con molti sassi che si staccano.

“Dopo una prima parte un po’ difficile – racconta  Andrea  – abbiamo incontrato una parte finale più semplice, con grandi semi-tratti da fare slegati.

Andrea Lanfri sulla Cima Grande di Lavaredo, settembre 2018. Foto arch. A. Lanfri

Dopo il primo canalone, l’arrivo all’esposizione sud della parete, con un panorama mozzafiato davanti agli occhi, ogni volta che i banchi di nebbia si spostavano; passando questa parete con piccole grotte e vari canali di scarico sassi si arriva ai muri verticali, da superare con la corda e proteggendosi con quello che si trova.

«Avere le mani sarebbe tanto – dice Andrea scherzandoci su – Durante la risalita abbiamo incontrato molte cordate, le più di stranieri, che quando vedevano I miei “piedi” mi guardavano un po’ sbalorditi” e sorride.

Andrea Lanfri sulle spalle dei compagni, Cima Grande di Lavaredo, settembre 2018. Foto arch. A. Lanfri

“Abbiamo mangiato poco, cercando di perdere il minor tempo possibile, poiché sapevamo che la via era molto lunga; arrivati in vetta abbiamo fatto le foto di rito e le riprese con il drone, e poiché l’altezza è data a 2999m , mi sono fatto alzare dai miei amici, i “malati di roccia” cosi’ da essere sicuro di aver raggiunto i 3000m. La temperatura, così come la nebbia, si alzava e si abbassava in continuazione; dopo aver sostato un po’ in vetta abbiamo iniziato le calate arrivando al sentiero a sera inoltrata, e facendo quindi l’ultimo tratto di questo al buio e nella nebbia.”

“Dopo un anno di pianificazione sia logistica che tecnica (facendo modifiche alle protesi da arrampicata), la soddisfazione, una volta tornato al rifugio, era davvero immensa.”

I “Malati di Roccia”, gruppo di amici arrampicatori di cui Andrea fa parte dal 2012, sono stati quasi tutti presenti alla realizzazione dell’impresa, tra la spedizione che Andrea aveva fatto precedentemente e quest’ultima nella quale ha conquistato finalmente la vetta della Cima Grande.
David Barsotti, Federico Buratin, Gabriele Betti, Simone Rossi, Elisa Tardelli, Giacomo Martelli, Matteo Marini, e l’ultima arrivata Natascia Pasqualoni.  Insieme all’aiuto di amici tra cui il fotografo Andrea Puviani e la sorella Giulia Puviani, hanno contribuito e condiviso momenti di gioia e fatica, riuscendo nell’impresa.

Andrea Lanfri e compagni sulla Cima Grande di Lavaredo. Foto: arch. A. Lanfri

«La vedevo in un quadro a casa di mia madre, la guardavo e mi sembrava davvero qualcosa di spaziale. Ora, finalmente, sono riuscito a salirci fino alla vetta!».

Per lui arrampicare significa libertà. «In parete ci sono solo io, senza pensieri, libero con le mie sfide personali – conclude – Arrivare in cima è una soddisfazione insuperabile, ti senti padrone del mondo. In fondo dovevo essere morto e invece sono qui ad ammirare un panorama stupendo».

Prossime sfide

Chiuso questo capitolo, Andrea si prepara per altre sfide: la scalata dell’Aconcagua (6900mt circa) in programma a gennaio prossimo e, successivamente, la conquista del “Tetto del Mondo”, l’Everest,  prevista tra maggio/giugno 2019, missione per la quale Andrea sta cercando il sostegno di qualche sponsor.