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13 gennaio 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Batura Sar (7.795 m): spedizione al via. Piotr Tomala: “obiettivo ambizioso ma fattibile”

Piotr Tomala. Fonte: wspinanie.pl

Intervista a Piotr Tomala, capospedizione e responsabile del programma polacco PHZ

Prende il via oggi la spedizione invernale polacca al Batura Sar (7795 m), in Karakorum.

I polacchi sono in viaggio per Islamabad (Pakistan), dove dovrebbero arrivare domani mattina.

La spedizione invernale al Batura Sar servirà come preparazione per la spedizione invernale del prossimo anno al K2. Ma è anche fine a se stessa. Raramente scalata, la montagna di quasi ottomila metri fu conquistata per la prima volta nel giugno 1976 dalla Göppingen Karakoram-Himalaya Expedition guidata dal Dr. Alexander Schlee.
Per quanto riguarda i polacchi, raggiunsero la cima nel 1988: la spedizione polacco-tedesca guidata da Piotr Mlotecki, comprendeva Heinrich Zygmunt e Paweł Kubalski.

Batura Polish Winter Expedition 2020, alla partenza. Fonte: PHZ

Ilona Łęcka ha intervistato  Piotr Tomala, responsabile del programma PHZ e capo della spedizione. Vi proponiamo l’intervista pubblicata sulla testata polacca Wspinanie:

Perchè il Batura Sar?

“L’obiettivo principale è che i partecipanti acquisiscano esperienza. È chiaro che per arrivare a ottomila metri, devi anche fare esperienza sulle cime inferiori. Ecco perché ho consultato più volte Krzysiek Wielicki e Janusz Majer. Abbiamo considerato, tra le varie montagne, anche il Rakaposhi (7788 m). Alla fine, la scelta è caduta sul Batura.

In gran parte, il Batura Sar assomiglia al K2, la cui conquista è il nostro obiettivo principale: qui prevalgono le stesse condizioni meteorologiche, la vetta si trova alla stessa latitudine e dal campo base  alla vetta si raggiunge un’altitudine ancora maggiore rispetto al  K2. Tutti questi aspetti aiuteranno i membri della spedizione a sperimentare le condizioni del K2.”

Il Batura Sar è un obiettivo molto ambizioso. La vetta è superiore alla quota raggiunta finora in inverno sul K2. Come valuti le capacità dei tuoi uomini?

“Penso che avremo successo, non ci andrei se non ne fossi convinto. La nostra esperienza ci dimostra che il Batura non presenta sfide tecniche così significative, come la Piramide Nera sul K2, quindi abbiamo sicuramente la possibilità di chiudere positivamente la spedizione. Vale la pena dire che Robert Szymczak è giunto alla conclusione che l’altitudine barometrica del K2 in inverno sia di 9150 m, mentre quella del Batura, ancora più a nord, sia di oltre ottomila metri. Quindi l’obiettivo è ambizioso ma fattibile.”

Invernale al Batura Sar 2020. Fonte: PHZ/facebook

Piotr Tomala è alla guida di Rafał Fronia (vice capo spedizione), Wojciech Flaczyński, Filip Babicz, Mariusz Hatala, Kacper Kłoda e Marco Schwidergall. Il team è completatato da Oswald Rodrigo Pereira, regista della spedizione e anche portavoce di PHZ.

Oltre a Tomala e Fronia, Flaczyński – con all’attivo Nanda Devi East (7434 m), Makalu (8481 m), Denali (6190 m) e Mt Logan (5959 m) – possiede l’esperienza maggiore, tuttavia, non è mai stato in Himalaya o in Karakorum in inverno.

Wojciech è il candidato ideale per acquisire esperienza invernale. Filip è un grande alpinista, ha un potenziale incredibile che deve essere verificato in quota, Kacper e Marco non hanno alcuna esperienza in quota, quindi ora avranno la possibilità di maturarla. Il Campo Base si trova ad un’altitudine di 4000 m; il rischio che accada qualcosa alla base è minimo e tutte le attività oltre tale quota serviranno per fare esperienza. Oswald, il regista della spedizione, molto ambizioso, lavorerà anche sopra il campo base. Mariusz, già in cima al Khan Tengri (7010 m) in inverno, sarà in grado di avvicinarsi agli  ottomila metri. Inoltre, abbiamo ancora l’estate al Karakorum e il piano più ragionevole sembra essere la spedizione al K2 nella stagione estiva.

PHZ attualmente comprende oltre quaranta alpinisti interessati ad esplorare le montagne più alte, in inverno. Cosa ti ha fatto scegliere i membri di questa spedizione?

La selezione viene effettuata per la specificità dell’obiettivo. Nel caso della spedizione al Batura Sar, ho tenuto conto delle precedenti conquiste dei singoli partecipanti, della loro forma psicofisica, nonché delle loro possibilità di viaggiare, salute, organizzazione, professionalità. Inizialmente, la spedizione comprendeva venti elementi. Alcuni si sono ritirati, per altri non era ancora il momento giusto.

Le spedizioni invernali di solito prendono il via molto prima. Secondo l’opinione di molti osservatori e per i puristi delle invernali, metà gennaio è un po’ troppo tardi per l’acclimatazione…

“Da un lato sì, dall’altro – per noi –  l’inverno finisce quando termina l’inverno del calendario. Puntiamo all’attacco al vertice alla fine di febbraio o all’inizio di marzo. Il viaggio è corto, da tre a quattro giorni, la base è bassa, il che faciliterà il riposo, mentre il team è forte.”

Attualmente, le condizioni meteorologiche in Karakorum non sono ottimistiche. Infuria forte vento (fino a 240 km/h), la pressione è molto bassa e, naturalmente, fa terribilmente freddo.

Queste condizioni non dovrebbe cambiare per le prossime due settimane. Speri che il tempo migliori?

Spero che quando raggiungeremo il campo base e inizierà l’attività sulla montagna, il tempo migliori. Non opereremo in condizioni meteorologiche estremamente avverse, come venti molto forti. Le previsioni riguardano le prossime due settimane. Durante questo periodo inizieremo un’azione in montagna e verificheremo le condizioni sul posto.

Quest’inverno, anche Ningma Gyalje Sherpa ha annunciato il suo attacco al K2  e Denis Urubko ne ha parlato come possibile secondo obiettivo.  A Ningma manca l’esperienza invernale e Urubko non avrà molto tempo, considerando che prima vuole vincere il Broad Peak, ma sicuramente scalerà senza ossigeno supplementare, come sempre.

Tengo le dita incrociate affinché tutti agiscano in modo sicuro, li sostengo, ma dal punto di vista sportivo spero che il K2 ci aspetti.