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9 settembre 2019

Continua la spedizione di tre soci della Società Alpina delle Giulie sui vulcani cileni

I tre soci del gruppo GARS in partenza dall’Italia. Fonte: press GARS

Partiti lo scorso 30 agosto, tre soci del gruppo GARS (Gruppo Alpinisti, Rocciatori, Sciatori) della Società Alpina delle Giulie – Sezione CAI di Trieste,  mettono a segno i primi colpi

Prosegue con interessanti sviluppi la spedizione scialpinistica sui vulcani del Cile di tre soci del gruppo GARS (Gruppo Alpinisti, Rocciatori, Sciatori) della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano.

Come nel caso della spedizione in Patagonia dello scorso gennaio si tratta di un viaggio per celebrare la ricorrenza del 90esimo anniversario dalla fondazione del gruppo, avvenuta nel 1929 ad opera del grande alpinista Emilio Comici.
Protagonisti di questa avventura di “scialpinismo estetico sulla Cordillera” (cit.) tre soci di lungo corso della Sezione: Raimondo “Duretto” Durin, Paolo “Fossile” Pezzolato e Angelo “Zagolo” Zagolin.

Spedizione GARS sui vulcani cileni, 2019. Fonte: press

I primi vulcani saliti e scesi sci ai piedi

Assecondati dalla benevolenza del meteo, baciati dal sole e da un paio d’ore di calma di
vento sotto la cima Raimondo “Duretto” Durin, Paolo “Fossile” Pezzolato e Angelo
“Zagolo” Zagolin hanno  salito il vulcano Antuco (2.979 m).

Spedizione GARS sui vulcani cileni, 2019. Fonte: press

Spedizione GARS sui vulcani cileni, 2019. Fonte: press

Spedizione GARS sui vulcani cileni, 2019. Fonte: press

Gli ultimi duecento metri di dislivello purtroppo non si sono rivelati sciabili ma si è dovuto
ricorrere ai ramponi per procedere anche frantumando i denti ghiacciati formatisi con il
vento.

Tra i commenti pervenuti a discesa conclusa: “la parte sciistica della discesa era come il
panorama: firn perfetto!” a buoni intenditori…

Spedizione GARS sui vulcani cileni, 2019. Fonte: press

I tre hanno poi salito il Volcan Lonquimay (2.865 m), anche in quest’occasione le condizioni meteo sono state perfette, con totale assenza di vento. Gli sci sono stati lasciati a quota 2250 per continuare la salita con i ramponi. Una coltre di ghiaccio ricopre infatti le cime delle montagne più alte, a causa delle forti piogge della settimana scorsa, fino a 3.000 m, e del vento che soffiava dal Pacifico.

L’avventura continua… Restiamo in attesa di ulteriori aggiornamenti.