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28 giugno 2020

COSA METTERE NELLO ZAINO PER UN TREKKING DI MEDIA DISTANZA?

Fare lo zaino bene, per un trekking di media distanza in autonomia (4 o 5 giorni), è un passaggio fondamentale per portarsi meno peso ed essere più efficienti.
Ma cosa portarsi e come riempire lo zaino? Ecco alcuni consigli ed alcune regole da ricordare.

Vista la mia imminente partenza per un trekking di quattro giorni in montagna eccomi qui, per raccontarvi cosa portarsi e come organizzare lo zaino, per un trekking di media distanza. Ricordandovi che è importantissimo anzitutto scegliere lo zaino della giusta dimensione (articolo qui) e successivamente che è importante indossarlo nella maniera corretta (articolo qui) partiamo subito con l’analizzare il contenuto e la tecnica di preparazione delle attrezzature da portare con noi.

SCEGLIERE LO ZAINO GIUSTO
Come visto negli articoli precedenti per un trekking di media distanza e della durata di 4 o 5 giorni ci possiamo affidare ad uno zaino con un volume compreso tra i 40 ed i 50 litri. Inutile avere con noi uno zaino troppo grande in cui portarci dietro “tutta la casa”, cerchiamo di lasciare indietro le nostre paure per non sovraccaricarci. Evitando quindi di basarci su quello che “potrebbe servirci” e che poi rimane quasi sempre nello zaino, cerchiamo invece di portare con noi solo quello di cui abbiamo reale necessità.

IL PESO
Il peso dello zaino dipenderà in primis dalla tecnicità e dalla qualità dei materiali e delle attrezzature che andremo a portare con noi. Prodotti più economici saranno inevitabilmente più pesanti e meno performanti quindi, a meno che non si vada in montagna due volte l’anno, consideriamo la possibilità di fare un investimento economico acquistando meno articoli ma di migliore qualità.

Detto ciò, il peso a vuoto di uno zaino tecnico dovrebbe aggirarsi tra 1,5 e 2 chili mentre a pieno carico non dovrebbe assolutamente superare il 20% del nostro peso corporeo (anche se in linea di massima si sconsiglia di fare trekking in montagna con zaini che pesino più di 15 chili).

Ricordiamoci inoltre, per grazia di dio, che non dovremo agghindare lo zaino come un albero di natale, cercando di tenere l’esterno più pulito e libero possibile da borracce, cordini ed accessori, in modo da non avere pesi che possano sbilanciarci oltre a risultare infinitamente più eleganti!

TIPS:
Prima di partire per un trekking come questo, a meno che non siamo già allenati e tecnicamente preparati, facciamo almeno un paio di uscite di una giornata portando con noi tutto quello che andremo a portare durante il trekking vero e proprio. In questo modo potremo ottimizzare al meglio le attrezzature, i pesi e cosa da non sottovalutare potremo allenare un minimo la schiena abituandola a portare carichi sostenuti.

 

I FONDAMENTALI DA AVERE CON NOI
Ovviamente se affrontiamo un trekking in completa autonomia, quindi senza appoggiarsi a rifugi o bivacchi, non potranno certamente mancare la tenda, il sacco a pelo ed il materassino.

LA TENDA
Durante un trekking di media e lunga distanza, se svolto in autonomia, la tenda rappresenta la nostra casa viaggiante nonché il nostro primario punto d’appoggio e di riparo. Come per tutta l’attrezzatura di cui abbiamo parlato finora anche qui vale la regola “tecnico è meglio!”

Le tende economiche infatti pesano molto e sono nella stragrande maggioranza poco strutturate e con performances davvero scarse (teli non impermeabili o poco resistenti). Cerchiamo quindi, visto che le tende durano una vita ed anche nel caso in cui la usassimo 10 volte l’anno, di orientarci su prodotti di aziende competenti e specialiste del settore, cercando di acquistare un prodotto valido che ci dia garanzie di protezione ed affidabilità.
Consideriamo inoltre di capire come gestire gli spazi, in quanto per le tende leggere sono spesso abbastanza ristretti. Per questioni di comodità io consiglio di avere un po’ di spazio in più o un vestibolo ampio e protetto, in modo da poterci mettere lo zaino e gli scarponi. [Nelle prossime settimane questo argomento sarà approfondito in un articolo dedicato].

IL SACCO A PELO
Scegliamo con cura il sacco a pelo, facendo particolare attenzione alla stagione in cui andremo ad utilizzarlo ed alle temperature in cui esso lavora al meglio in quanto non esiste un sacco a pelo che possa andare bene in tutte le situazioni. Non esageriamo, viaggiando in estate con sacchi a pelo da alpinismo invernale ma non sottovalutiamo nemmeno le temperature notturne che molto spesso in montagna tendono ad essere molto più basse che a valle. Questo elemento ricopre un ruolo fondamentale in quanto da un buon sonno ed un buon riposo dipende la nostra capacità di essere performanti e prestanti durante i giorni di cammino.

IL MATERASSINO
Portiamoci sempre un materassino di qualità che sia in grado di isolarci correttamente e che ci permetta un sonno comfortevole ed efficace. Ce ne sono in commercio di moltissimi tipi (auto gonfianti, in schiuma o gonfiabili) e con caratteristiche diverse (tipo il coefficiente R, una scala che indica la capacità di isolazione termica); io preferisco personalmente quelli gonfiabili che sono leggeri e ben comprimibili, l’importante è sceglierne uno di ottima qualità in quanto esso è l’elemento principale di isolazione dal terreno.
NB: In aggiunta al materassino un importante elemento è il cuscino gonfiabile. Con qualche decina di grammi di peso in più ci garantiremo un sonno eccellente.

 

VESTIARIO

NON ESAGERIAMO CON I VESTITI!
Un buon ricambio può fare la differenza tra stare bene ed essere performanti o patire un senso di stress e di discomfort generale. Ciononostante in questa sezione del nostro zaino si gioca una delle tre parti fondamentali (che sono cibo, attrezzatura e abbigliamento) del peso dello zaino! Portiamo con noi solo lo stretto necessario, evitando i surplus e regolandoci in base ai giorni di uscita. Ricordiamoci comunque che, nonostante sia spiacevole “puzzare”, in montagna e soprattutto durante trekking di media e lunga distanza è normale non portarsi un cambio per ogni giorno. Nella gran parte dei trekking avremo almeno la possibilità di sciacquare le magliette durante il tragitto ed è quindi  fondamentale evitare indumenti non tecnici che non si asciughino rapidamente.
Tendenzialmente per un trekking di 4/5 giorni, oltre alla giacca impermeabile che dovrebbe sempre essere nello zaino, ci porteremo:

  • 3 mutande + un paio di reggiseni tecnici per il gentil sesso
  • 3 paia di calzini, io ne porto sempre 1 lungo e 2 corti
  • 2 magliette tecniche a scelta se a maniche lunghe o corte
  • 1 maglietta in cotone per dormire o da usare la sera al campo
  • 1 pile leggero tecnico
  • 1 giacca 100 grammi imbottita in sintetico o in piumino
  • 2 pantaloni lunghi leggeri
  • 1 pantalone corto
  • 1 gilet leggero anti vento, io lo uso davvero tanto, quindi l’ho inserito come bonus
  • 1 paio di infradito o ciabatte da usare in tenda
  • 1 cappellino

TIPS:
Per proteggere il vestiario dagli altri elementi nello zaino possiamo riporlo all’interno di un sacchetto con la chiusura ermetica in cima o ancora meglio in una dry bag. Inoltre ricordiamoci di portare un sacchetto vuoto aggiuntivo dove riporre il vestiario sporco.

SISTEMA CUCINA E SCORTE

IL CIBO
A differenza dell’uscita giornaliera in cui nella stragrande maggioranza delle volte ci si porta appresso dei panini o un boccone da consumare velocemente, nei trekking di più giorni è importantissimo pianificare accuratamente e nel dettaglio le scorte di cibo.

Inoltre è importante assumere, almeno la sera, un pasto caldo e ad alto contenuto calorico. Questo non solo ci aiuterà a recuperare le energie ma andrà anche a migliorare il nostro sonno e la nostra capacità di trattenere calore dentro il sacco a pelo.

Oltre alle classiche buste di minestre, risotti o noodles liofilizzati e precotti, oggi si trovano in commercio anche prodotti specifici per il trekking. Si tratta di alimenti un po’ costosi ma che contengono un equilibrato apporto di nutrienti e che non richiedono padelle per essere cucinati in quanto basta aggiungervi dell’acqua bollente ed attendere per qualche minuto. Per me i contro di questi piatti sono che non sono così buoni e che, seppure impieghino poco per prepararsi risultano essere alquanto pesanti e quindi preferisco tutt’ora dotarmi di buste di zuppe liofilizzate e compensare con dei sani e patriottici Schuttelbrot conditi con formaggio Crucolo e della lucanica trentina.

Scherzi a parte, il cibo oltre a fungere da nutrimento per il nostro corpo, ha anche un effetto sul nostro cervello, fungendo da “momento di benessere” ricostituente in cui, grazie ad un pasto caldo o ad alcuni generi di conforto (come ad esempio un pezzo di formaggio o un pezzo di lucanica), riusciamo a recuperare molte più energie di quante il piatto non ne contenga a livello calorico reale.

IL KIT CUCINA
Per quanto riguarda la scelta del fornello io mi sono orientato su un pratico Jetboil in quanto in un pezzo unico si ha sia il fornello che la pentola antiaderente e perché da richiuso contiene nel pentolino la bombola e tutti gli accessori in un ingombro minimo, oltre al fatto che porta ad ebollizione mezzo litro d’acqua in meno di 2 minuti.
Ne esistono però di altrettanto validi di diverse marche (MSR, Primus, Edelrid e molte altre) dotati del classico attacco a vite e con pesi molto contenuti.

Per quanto riguarda la bombola invece per 4/5 giorni basterà una cartuccia da 230g che ci garantirà un’efficenza ottimale per avere colazione e cena calda.

L’ACQUA
L’acqua è un elemento fondamentale alla base delle nostre funzioni fisiologiche quindi non facciamo l’errore di averne meno di quella che ci serve. C’è poi da aggiungere che questo discorso è molto approssimativo e discutibile in quanto dipende molto dalla regione in cui ci troviamo, dalla reperibilità di fonti d’acqua, dalla stagione e dalle nostre esigenze fisiche individuali.


In linea di massima, durante un trekking in montagna come quello che andrò ad affrontare io, sarebbe importante bere qualche sorso d’acqua (circa 100ml) ogni 20 minuti di cammino. Aggiungendo poi che in media servono circa 900 ml di acqua per cucinare la cena ed il caffè della mattina il mio consiglio è quello di viaggiare, a meno che non ci troviamo in regioni particolarmente ricche di fonti d’acqua, con un quantitativo di almeno 3 litri d’acqua per giorno di trekking.

La scelta del trasporto dell’acqua è molto personale. c’è chi preferisce le borracce, chi le bottiglie di plastica e chi i sistemi d’idratazione stile Camelback. Io solitamente scelgo in base al tipo di uscita ma in un trekking di più giorni probabilmente propenderei per la sacca Camel da 2 litri più una borraccia separata da 1 litro. Un’altra aggiunta da considerare sono secondo me i sali da sciogliere nella borraccia, importante “spinta” in grado di aiutarci a mantenere sempre un buon livello di prestazione e concentrazione durante il cammino.

Di seguito trovate la lista del cibo che mi porterò io per 4 giorni

All’interno della lista non sono indicati gli extra che consumerò come spuntini durante il giorno quali:

  • Sali Minerali da aggiungere all’acqua (Isostar, Polase…insomma quello che preferite)
  • Latte Condensato, è la mia droga e per me fondamentale
  • Barrette di Cioccolata
  • 1 Birra (per festeggiare in una serata del cammino)
  • Mix di Frutta Secca “Extra Colazione”
  • 2 Porzioni di Zuppa Liofilizzata”di emergenza”

NB: Ho indicato Zuppa Liofilizzata in generale quello che può essere anche un risotto /orzo / farro / cous cous precotto, da scegliere in base alle preferenze personali.

 

CARICARE CORRETTAMENTE LO ZAINO
Un altro accorgimento per migliorare notevolmente il comfort dello zaino e per “alleggerirci” la schiena, o quanto meno per fare un po’ di fatica in meno, è caricare lo zaino nel modo corretto.

Anche in questo caso si tratta di scelte abbastanza personali ma in linea di massima seguendo queste “regole” riusciremo ad avere una buona gestione dei pesi ed una buona ripartizione del carico.

Generalmente il sistema migliore è quello del caricare lo zaino “a piramide”, ovvero mettendo gli elementi più pesanti e meno utilizzati sul fondo e via via posizionando verso l’alto della sacca gli elementi più leggeri e che utilizzeremo maggiormente.

Seguendo questo ragionamento quindi gli elementi come la tenda e il kit per cucinare vanno posizionati sul fondo dello zaino, orientandoli possibilmente verso la schiena, così da avere un baricentro ben centrato. Sopra la tenda e il kit cucina vanno messi il sacco a pelo e le scorte di cibo, e sopra a questi il vestiario e l’acqua. Nella patella superiore vanno gli elementi di prima necessità come la giacca impermeabile e gli altri magnifici 7.

LISTA GENERALE DELLE ATTREZZATURE
I MAGNIFICI 7 (articolo qui)

  • Kit di Primo Soccorso
  • Lampada Frontale
  • Giacca Impermeabile
  • Kit della Cacca
  • Coltellino
  • Occhiali da Sole
  • Buff / Scaldacollo

FONDAMENTALI

  • Zaino + Telo Copri Zaino
  • Acqua
  • Tenda
  • Sacco a Pelo
  • Materassino + Cuscino
  • Kit preparazione cibo: Fornello, Pentolino, Bombola Gas, Accendino, Posate, Spugna
  • Scorte di Cibo
  • Piccolo Asciugamano in Microfibra
  • Abbigliamento
  • Beauty Kit: Spazzolino, Dentifricio, Saponetta Biodegradabile, Salviette Intime, Lenti a Contatto (se come me siete orbi), Tappi per le Orecchie (se avete il sonno leggero)
  • Crema Solare e Burrocacao
  • Sacchetto Immondizia (nostra e degli altri, purtroppo!)
  • Cordino sottile per stendere
  • Portafogli Minimale
  • Kit Covid 19: Mascherina, Igenizzante mani, Guanti
  • Smartphone + Powerbank + Cavi

NB: Potete scaricare una check list di queste attrezzature a questo link.